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Bill e Hillary Clinton si sono rifiutati di testimoniare davanti alla commissione parlamentare che indaga sul caso Epstein In una lettera pubblicata dal New York Times, i Clinton hanno accusato il presidente della commissione di persecuzione ai loro danni.
La polizia spagnola ha messo a segno il più grande sequestro di cocaina in mare aperto della storia d’Europa Quasi mille chilogrammi di cocaina sono stati scoperti su una nave, nascosti sotto montagne di sale per eludere i controlli.
L’uomo che ha passato 52 anni a cercare il mostro di Loch Ness ha ammesso che il mostro di Loch Ness non esiste Adrian Shine si è dovuto arrendere alla realtà: le leggende sono solo leggende, nonostante ciò, ha dichiarato di essersi divertito moltissimo
Un misterioso youtuber ha pubblicato un video lungo 140 anni in cui non succede, non si vede e non si sente niente L'utente shinywr è diventato improvvisamente l'uomo più cercato di internet: chi è? Come ha fatto? E, soprattutto, perché?
L’app più scaricata in Cina serve ad avvisare i tuoi parenti se sei morto Si-le-ma ("Sei morto?) usa un sistema di check-in giornaliero per rassicurare i Gen Z cinesi che vivono da soli e temono di morire senza che nessuno se ne accorga.
Se esistesse un Golden Globe al Miglior meme, quest’anno l’avrebbe stravinto Leonardo DiCaprio L'attore non ha vinto il premio come Miglior attore protagonista, ma è stato senza dubbio il personaggio più commentato, screenshotato e memizzato della serata.
Il regime iraniano ha inventato un nuovo strumento di censura pur di impedire ai manifestanti di accedere a internet con Starlink Secondo gli esperti di cybersecurity, un simile livello di oscuramento delle comunicazioni, e di internet in particolare, ha pochissimi precedenti nella storia.

Lee Lozano, trasformare la vita in un’opera d’arte

Strike, l'imperdibile mostra in programma alla Pinacoteca Agnelli di Torino fino al 23 luglio, è la prima monografica in Italia dedicata alla donna che ha trasformato la sua vita in un’opera d’arte.

di Studio
09 Marzo 2023

In realtà si chiamava Lenore Knaster, ma a quattordici anni decide di farsi chiamare Lee. Nata il 5 novembre 1930 a Newark, New Jersey, Lee si laurea all’Università di Chicago nel 1951, dove conosce e sposa l’architetto Adrian Lozano, da cui divorzia pochi anni dopo. A trent’anni si trasferisce a New York, dove stringe amicizia con alcune delle personalità più importanti del mondo dell’arte di quel momento, tra cui Carl Andre, Richard Bellamy, Sol LeWitt, Lucy Lippard e Dan Graham. Lee non è un genio incompreso, anzi: i suoi dipinti crudi, espressionisti, sessuali, spesso paragonati ai primi lavori di Claes Oldenburg e agli ultimi di Philip Guston, piacciono molto ai critici e alle gallerie. Il suo ciclo di opere più conosciuto è forse quello dei “Tools” (attrezzi), enormi dipinti olio su tela di cacciaviti, bulloni, chiavi inglesi, morsetti e martelli (oggetti che richiamano il potere e la produttività maschile), antropomorfizzati in modo da richiamare l’atto sessuale.


Lee Lozano, No title, 1959, Courtesy Private Collection © The Estate of Lee Lozano. Courtesy Hauser & Wirth, foto di Stefan Altenburger Photography Zürich

Lee Lozano, No title, 1963, Courtesy Private Collection © The Estate of Lee Lozano. Courtesy Hauser & Wirth, foto di Stefan Altenburger Photography Zürich

Anche se la sua pittura e i suoi disegni sono potentissimi, le opere più estreme nascono quando decide di abbracciare l’arte concettuale. Nel febbraio del 1969 inizia il famoso “General Strike Piece”: l’opera, composta da un testo scritto, consiste nel ritirarsi dal mondo dell’arte di New York. Il testo è semplicemente costituito dalle istruzioni di Lee per se stessa: «Evitare gradualmente ma determinatamente di essere presente alle funzioni ufficiali o pubbliche “uptown” o ai raduni relativi al “mondo dell’arte” per proseguire indagini sulla totale rivoluzione personale e pubblica. Esporre in pubblico solo pezzi che condividono ulteriormente idee e informazioni relative alla rivoluzione totale personale e pubblica». Nell’aprile 1969, Lozano realizza i suoi “Grass Piece” e “No-Grass Piece”, in cui fuma e si astiene dalla marijuana ogni giorno per diverse settimane alla volta.

Lee Lozano, General Strike Piece, 1969, © The Estate of Lee Lozano. Courtesy Hauser & Wirth, foto di Stefan Altenburger Photography Zürich

Nell’agosto 1971 inizia la sua opera più famosa e radicale, “Decide to Boycott Women”. Iniziata come un esperimento di un mese con lo scopo di migliorare la comunicazione con le donne, si trasforma in una pausa di ventisette anni in cui l’artista smette di parlare e relazionarsi con tutti i membri del suo stesso genere, tagliando per sempre i legami con amiche, colleghe artiste, galleriste e altre donne che erano state a lungo sostenitrici della sua arte, tra cui la curatrice femminista e critica d’arte Lucy Lippard. Nel 1970 il prestigioso Whitney Museum of American Art di New York le dedica una personale. L’anno successivo decide di abbandonare il nome Lee Lozano, ribattezzandosi “Lee Free”, in seguito abbreviato ulteriormente in E. Dopo il ”Dropout Piece”, E torna a vivere nella città dei suoi genitori, in Texas, dove resta fino alla morte. Anche se non realizza nuovi lavori, non smette di considerarsi un’artista attiva: secondo lei, infatti, la sua stessa esistenza è la prosecuzione della realizzazione di “Dropout Piece”.

Muore il 2 ottobre 1999, viene sepolta in una tomba senza iscrizione nel cimitero di Grand Prairie, in Texas. La mostra Strike, ideata e realizzata da Pinacoteca Agnelli a Torino, a cura di Sarah Cosulich e Lucrezia Calabrò Visconti, è la prima rassegna monografica di Lee Lozano in Italia. Fino al 23 luglio (poi si sposterà alla Bourse de Commerce – Collezione Pinault di Parigi) riunisce un’ampia selezione delle opere dell’artista, attraversando la sua breve ma estremamente prolifica carriera dal 1960 al 1972. Progettate per essere ospitate negli spazi della Pinacoteca a Torino e, successivamente, in quelli della Bourse de Commerce a Parigi, le mostre si articolano attraverso due allestimenti distinti ma in relazione tra loro. Entrambi i progetti culmineranno in una pubblicazione unica edita in inglese, italiano e francese, realizzata in collaborazione dalle due istituzioni, che offre un’indagine critica approfondita sull’opera di Lee Lozano. Un’occasione unica per scoprire o riscoprire il lavoro di un’artista rivoluzionaria, apprezzata dalla critica ma poco conosciuta dal grande pubblico, soprattutto in Europa.

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