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17:48 mercoledì 28 gennaio 2026
Sedicimila dipendenti Amazon hanno scoperto di essere stati licenziati con una mail inviata per sbaglio dall’azienda È il secondo grande licenziamento deciso da Amazon, dopo quello di ottobre 2025 in cui avevano perso il lavoro 14 mila persone. Anche stavolta, c'entra l'AI.
Il video di Barbero sul no al referendum sulla giustizia è diventato più discusso del referendum stesso Il video, il fact checking, l'oscuramento hanno appassionato il pubblico molto più della futura composizione del Csm.
In Francia c’è stato un altro caso di sottomissione chimica e stavolta il colpevole è un ex senatore Per fortuna la potenziale vittima, una deputata dell'Assemblea nazionale, si è accorta di essere stata drogata prima che succedesse il peggio.
Dopo che Mamdani ha consigliato ai newyorchesi di leggere Heated Rivalry, i download del libro sono aumentati del 500 per cento Download tutti arrivati dalla rete delle biblioteche pubbliche della città, dove il libro si poteva scaricare gratuitamente.
Ikea ha annunciato che non produrrà più la borsa Frakta (quella blu da 99 centesimi) L'accessorio, passato anche sulle passerelle di Balenciaga e sui campi da tennis, sarà sostituito da un nuovo modello, in fase di progettazione.
Sydney Sweeney rischia una denuncia per atti vandalici per aver coperto la scritta Hollywood con i suoi reggiseni Era tutta una trovata pubblicitaria per lanciare la sua linea di biancheria intima, Syrn. Ma, a quanto pare, la trovata pubblicitaria la porterà in tribunale.
La CDU, il partito di maggioranza in Germania, vuole abolire il diritto di lavorare part time Secondo il partito del cancelliere Merz, la crisi economica tedesca è colpa soprattutto dei troppi lavoratori che decidono di fare part time.
I cittadini di Minneapolis hanno organizzato una festa per il licenziamento di Greg Bovino davanti all’hotel dove alloggiava Cori, canti, balli, musica, festeggiamenti. Fino a quando la polizia non è intervenuta per interrompere violentemente il party improvvisato.

Le azioni di Domino’s Pizza rendono più ricchi di quelle di Google

23 Marzo 2017

Immagina di essere un investitore scaltro nel 2010, scrive Quartz, e – da navigato frequentatore di Wall Street – di vedervi offrire la possibilità di investire in uno degli stock azionari di due società: Google o Domino’s, la catena di pizza americana fondata negli anni Sessanta in Michigan. Chi dà per scontato che il ritorno economico maggiore, in questo lasso di tempo, sia venuto dalla California, sbaglia: la crescita del prezzo azionario delle azioni Domino’s ha polverizzato i risultati di tutti i grandi nomi del tech nei listini, da Facebook da Amazon, e da Apple allo stesso Google.

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Com’è stato possibile questo risultato sorprendente? Tutto passa da un cambiamento della lavorazione delle pizze della società: nel 2009 Domino’s, prendendo di petto la sua fama in patria di “pizza mediocre ma consegnata velocemente” (anche con spot televisivi ad hoc), è ripartita da zero, pensando una nuova ricetta e nuovi ingredienti, molto migliorati rispetto al cibo surgelato o in scatola che aveva utilizzato fino a quel momento. A sette anni di distanza, la capitalizzazione azionaria dell’azienda gira attorno ai nove miliardi di dollari. Guardando oltre il settore tech, e agli interi listini azionari, ci sono soltanto due aziende che hanno fatto meglio in borsa dal 2010, entrambe piuttosto sconosciute: Patrick Industries e ACADIA Pharmaceuticals. L’unico nome noto al grande pubblico che ha fatto (quasi) bene come Domino’s è quello che immaginereste: a cosa abbinare una pizza, se non a un bel film in streaming su Netflix?

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