Hype ↓
00:14 sabato 1 agosto 2026
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.

L’alienazione degli uffici nelle fotografie di Lars Turnbjörk

Loose Joints pubblica il cofanetto Office / LA Office del fotografo svedese, un’indagine ironica e cruda sugli spazi del lavoro.

di Studio
16 Dicembre 2024

Tutto ciò che di estetico riguarda il mondo dell’ufficio ha il suo innegabile fascino, anche se certi uffici (la maggior parte?) sono grigi, tristi, un po’ disumani. Ci avevano già ragionato Elmgreen & Dragset a Fondazione Prada nella mostra Useless Bodies (era la primavera del 2022), mostrando queste alienanti distese di banchi vuoti, tutti uguali, come se fossero una replica virtuale di un computer che si è inceppato. E ci abbiamo ragionato tanto, sul concetto di ufficio, in questi tre anni che ci separano dalla pandemia, quando abbiamo scoperto il lavoro da casa e, allo stesso tempo, quanto si può essere più felici (e produttivi!) anche senza stare tutti nella stessa stanza.

Dal punto di vista estetico, ma non solo, è difficile però trovare un’indagine migliore sul micromondo lavorativo di quella di Lars Tunbjörk nel suo libro Office / LA Office, appena ripubblicato da Loose Joints. Raccoglie una serie di fotografie di spazi lavorativi degli anni Novanta che riescono a farci percepire l’alienazione della burocrazia, il disordine angoscioso come una colpa, e quel retrogusto, però, di piacere quasi masochistico. Cestini pieni di carta, cassettiere anonime, sedie di plastica e tessuto acrilico sulle poltrone che ricordano manichini abbandonati, raccoglitori grigi che pare non possano contenere altro che vacuità.

E poi quei soffitti a pannelli bianchi con una luce – naturalmente fredda – a illuminare tristemente gli spazi. Eppure, ogni tanto, un po’ di bellezza: come il raggio di sole della mattina presto che si posa su una sala riunioni deserta, colorando di calore la moquette intonsa. Lars Tunbjörk è stato un fotografo svedese, nato nel 1956 e morto prematuramente nel 2015. Come si può ben vedere da questo libro, era famoso per uno stile di fotografia che si concentrava sui luoghi del lavoro e gli spazi suburbani. I suoi lavori sono nelle collezioni del MoMa di New York, del Centre Pompidou di Parigi e della Maison Européenne de la Photographie sempre a Parigi.

La prospettiva di guardare dai margini, ha sempre detto, gli veniva proprio dalla cittadina in cui era nato: Boras, nella Svezia meridionale. Nelle sue immagini – si vede bene da questa serie sugli uffici, d’altronde – c’è un misto di ironia e tenerezza. Office è uscito per la prima volta nel 2001, ma questa pubblicazione (dal nome doppio, infatti: Office / LA Office) si allarga al suo spin-off losangelino. Chissà se tra cento, duecento o trecento anni non considereremo gli uffici come archeologia culturale dell’epoca del settore quaternario. Chissà che ne sarà di questo modo di lavorare tutti insieme per otto ore al giorno (se va bene). Intanto qui è straniante e interessante vedere sotto questa luce gli spazi in cui la maggior parte di noi passa così tanto tempo ogni giorno, ogni anno, ogni decennio.

Il nuovo numero di Rivista Studio si intitola “Digital Underground“. Lo trovate in edicola e sul nostro store (qui).

Articoli Suggeriti
Dracula non deve morire

Dal leggendario "plagio" di Murnau alla serie audio, prodotta da Audible, che verrà presentata durante la prossima Mostra del cinema di Venezia. Sono cento anni che adattiamo, trasformiamo, temiamo e amiamo il vampiro. E il suo fascino non fa che aumentare.

Kavinsky e Glen Hansard, così lontani così vicini

Uno francese, maestro della synthwave. L'altro irlandese, busker ritrovatosi fenomeno mondiale. Sono morti nello stesso giorno e in tanti si sono accorti di quanto simili siano state le loro carriere: entrambi legati eternamente a un film e a una colonna sonora.