Hype ↓
21:11 lunedì 23 marzo 2026
Paul Thomas Anderson avrebbe riscritto la sceneggiatura del nuovo film di Scorsese per fare un favore a DiCaprio, e non è la prima volta che succede Era già successo con Killers of the Flower Moon, adesso la storia si ripete con il nuovo film di Scorsese, What Happens at Night. Sempre su richiesta (insistente) di Leo.
Dopo Bad Bunny e John Galliano, Zara fa la tripletta lanciando una collezione fatta assieme a Willy Chavarria La collezione si chiama Vatísimo e celebra le origini ispaniche del designer, con un video dove la protagonista è la top model degli anni '90 Christy Turlington.
Chappell Roan è diventata la persona più odiata del Brasile per colpa della sua guardia del corpo, di una bambina, di un calciatore, di un attore, di un sindaco e dei social La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
Le elezioni in Slovenia sono state così combattute che è dovuto scendere in campo pure Slavoj Žižek, con un video molto Slavoj Žižek in cui invitava ad andare a votare «Prendetevi 10 o 20 minuti domenicali per fare un salto alle urne, così poi potete andare a guardare una buona serie tv», questo il suo invito.
Nonostante la domanda continui ad aumentare, il prezzo dell’Ozempic e dei farmaci simili sta scendendo moltissimo La scadenza dei brevetti e la competizione tra aziende farmaceutiche sta facendo crollare i prezzi, a partire dagli Stati Uniti.
È uscita una playlist dedicata a Mark Fisher da ascoltare prima di vedere il film su Mark Fisher O anche prima, durante e dopo la lettura del suo testo postumo appena pubblicato da Einaudi, Materialismo Gotico.
A conferma della fama di Parigi come paradiso dei ciclisti, il nuovo sindaco Emmanuel Grégorie ha festeggiato la vittoria alle elezioni facendo un bel giro in bicicletta per la città Ha vinto con il 52 per cento dei voti e non ha perso l'occasione per ribadire che Parigi resterà una città antifascista, accogliente e sostenibile.
Chopper, il medico della ciurma Cappello di Paglia in One Piece, è stato nominato ambasciatore di Medici Senza Frontiere «La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.

Venezia vista da uno smartphone

Le mostra di Lady Tarin, in collaborazione con Xiaomi, racconta come la città lagunare si è preparata alla Biennale.

09 Maggio 2022

Chiunque abbia scrollato la bacheca di un social negli ultimi dieci anni avrà certo preso coscienza di due paradigmi: che non tutte le foto scattate con la macchina fotografica professionale saranno opere d’arte (lo testimoniano gli album di servizi fotografici che nel 2010 si scattavano tra amiche con la Canon e poi si caricavano su Facebook) e che tantomeno lo saranno tutte quelle immortalate con la fotocamera del cellulare, che sia la foto di un gattino, di un insalata ordinata su Glovo Express o un selfie davanti allo specchio un po’ sporco caricata su Instagram. È rara la congiunzione astrale che rende possibile che una fotografia scattata col cellulare diventi a tutti gli effetti un’opera d’arte, ma è credibile se il device è uno Xiaomi 12 Pro e se a tenerlo in mano è Lady Tarin. Fotografa riminese con base a Milano, da anni ha reso riconoscibili i suoi scatti che sono delle tenere indagini sulle donne e sulla loro sessualità in pellicola, come dimostra il suo ultimo libro fotografico Guiltless uscito per Nfc Edizioni. I suoi scatti sono stati esposti nei musei di tutto il mondo, a loro è stato dedicato un documentario su Sky Arte intitolato Next Girl, e sono apparsi nel fondo di una collezione di tazzine Seletti.

Prima di quest’anno Lady Tarin non aveva mai fotografato con il cellulare, «giusto quelle immagini di gattini che carichi su Instagram e basta», in digitale ha scattato quasi solo alcune campagne pubblicitarie, «come quella per Giorgio Armani nel 2020». Quando poi le hanno messo in mano uno Xiaomi 12 Pro ha assunto una posa da reporter esplorando tutte le potenzialità del digitale, e si è girata Venezia durante gli ultimi giorni di preparazione della Biennale, dove ha incontrato, per caso, gli amici che fotografa sempre, poi altri nuovi, che ha scattato in momenti diversissimi, di giorno come di notte, alcuni sono contenti e si mettono in bella posa, altri stremati, a letto, abituati alla fotocamera oppure impacciati, sorpresi a girovagare tra i padiglioni. Ci si incontra soprattutto davanti al Padiglione Italia, di cui Xiaomi è sponsor. Gli scatti sono ora esposti presso la Project Room di Merignana Arte, un piccolo spazio espositivo a Venezia, sotto il progetto di Art Tales, dove rimarranno in mostra fino al 6 giugno.

ⓢ C’è una continuità sorprendente con il tuo progetto personale in cui esplori la sessualità delle donne, considerando il tema della Biennale scelto da Cecilia Alemani, Il latte dei sogni, che in un certo senso si dà l’obiettivo di recuperare le artiste donne dimenticate dalla storia.
Non so se sia stata pensata dalla committenza, una coincidenza o il destino, ma sicuramente per me è stato ancora più speciale essere lì in quei giorni a riscoprire molte artiste completamente ignorate in vita o riscoperte molto tardi, come le surrealiste, a cui è stata dedicata un’intera capsula all’interno del Padiglione Centrale. L’ho trovata anche io incredibilmente circolare, questa forte presenza femminile alla Biennale in continuità col mio progetto. Poi per caso qui a Venezia ho incontrato anche alcune delle muse che fotografo sempre, anche loro coinvolte nella preparazione, così le ho fotografate subito. Inizialmente doveva essere un semplice reportage della Biennale e della preparazione del Padiglione Italia, ma ha finito per concatenarsi molto col mio progetto personale.

Perché ci tieni a fotografare sempre le stesse persone?
La cosa importante per me è la relazione con il soggetto, e mi sono accorta col tempo che potevo esprimere la mia idea di sensualità della donna nel momento in cui si appartiene e si abita fotografando le stesse donne. Nel tempo cambiamo e a un certo punto mi sono accorta che mi interessava di più seguire il percorso di alcune donne che è fondamentale per rendere ancora più forte il messaggio, perché diventa più potente se c’è un’intesa tra me e il soggetto fotografato.

È un legame che qui sei riuscita a mantenere nonostante il mezzo espressivo fosse il cellulare?
Il mio progetto personale sul nudo femminile è tutto in pellicola perché credo che la pelle vada fotografata sulla pelle. Questo progetto è completamente diverso, le persone sono in un certo senso inserite nel contesto della Biennale e nei suoi eventi, quindi secondo me la tecnica era perfetta per la situazione. Lo Xiaomi è un mezzo espressivo di qualità molto alta, può scattare in Raw e ha una modalità notturna veramente potente. Allo stesso tempo è invisibile e leggero, come lo preferisco io. È importante per me che il mezzo non venga subito percepito e che sia il più pratico possibile. In più posso dire che lo Xiaomi mi ha permesso di non avere nessun istante che rimpiango di non aver immortalato: ogni fotografo ha quella foto non scattata, che ci è rimasta in testa perché in quel momento non avevamo la macchina fotografica dietro. E lo ha fatto senza compromessi, come potrebbe essere una fotografia in bassa qualità scattata con un qualsiasi altro cellulare.

Se di solito scatti in pellicola, abituata quindi all’imprecisione, alla sfocatura, che effetto ti ha fatto vedere la resa finale delle foto con lo Xiaomi, così nitide e perfette?
Secondo me si tratta di anticipare la resa finale. Come nella pittura puoi scegliere tra acrilico o a olio, così nella fotografia tra pellicola e digitale, sono due linguaggi diversi e devi pensare a come desideri che venga fuori la foto. Ad esempio non amo il difetto nel digitale, come lo sfocato o la grana resi apposta. Mi piace quando l’immagine è molto morbida o sfocata o ha quei difetti di pellicola, perché è tutto naturale in quanto collaterale al supporto fisico, che credo sempre sia necessario lasciare parlare. Dall’altra parte, quello che richiedo a un device leggero che magari usi solo per telefonare e che quindi ce l’hai sempre dietro, è di sfruttare al massimo delle sue potenzialità, che sono tante. Sono rimasta sorpresa quando poi le ho viste stampate, la risoluzione, i colori: io non ho modificato niente. È stato naturale realizzare un progetto artistico quando la qualità è così alta.

Anche a te è capitato col telefono di fare centomila scatti e poi a trovarti a selezionare quello buono? In un certo senso col telefono perdi la concezione del momento perfetto.
Fare cento scatti secondo me è qualcosa che appartiene a chi non è fotografo professionista, che invece riesce a scattare poche foto ma buone perché ha un occhio allenato a cercare l’attimo perfetto. Ovviamente in digitale ne scatti di più che in pellicola. In questa occasione non è che abbia fotografato tante volte lo stesso soggetto, ma ho proprio scattato più foto di quanto sia abituata, in piena vena reportistica, considerando che oltre al mezzo espressivo un’altra sfida per me è stato fare un reportage. Volevo riprendere la dinamicità di quei giorni di preparazione, il giorno, la notte, le performance a qualsiasi ora del giorno, i vari padiglioni, tutte le persone che c’erano, un caos insomma. Penso di aver restituito l’energia che correva in quei giorni dalle persone e dagli eventi: un desiderio di ritornare alla vita, dopotutto.

Articoli Suggeriti
Paul Thomas Anderson avrebbe riscritto la sceneggiatura del nuovo film di Scorsese per fare un favore a DiCaprio, e non è la prima volta che succede

Era già successo con Killers of the Flower Moon, adesso la storia si ripete con il nuovo film di Scorsese, What Happens at Night. Sempre su richiesta (insistente) di Leo.

The Immortal Man è il funerale che Tommy Shelby e i fan di Peaky Blinders si meritavano

Uscito il 20 marzo su Netflix il film celebra, una canzone post-punk dopo l’altra, la fine della saga per come l’abbiamo conosciuta e imparata ad amare.

Leggi anche ↓
Paul Thomas Anderson avrebbe riscritto la sceneggiatura del nuovo film di Scorsese per fare un favore a DiCaprio, e non è la prima volta che succede

Era già successo con Killers of the Flower Moon, adesso la storia si ripete con il nuovo film di Scorsese, What Happens at Night. Sempre su richiesta (insistente) di Leo.

The Immortal Man è il funerale che Tommy Shelby e i fan di Peaky Blinders si meritavano

Uscito il 20 marzo su Netflix il film celebra, una canzone post-punk dopo l’altra, la fine della saga per come l’abbiamo conosciuta e imparata ad amare.

È uscita una playlist dedicata a Mark Fisher da ascoltare prima di vedere il film su Mark Fisher

O anche prima, durante e dopo la lettura del suo testo postumo appena pubblicato da Einaudi, Materialismo Gotico.

La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità su Chuck Norris

In pochi hanno visto i suoi film, pochissimi al di sotto dell'età pensionabile hanno visto Walker Texas Ranger, nessuno conosce le sue terribili idee politiche, ma tutti hanno visto i meme basati su di lui. Ed è quello che oggi piangiamo: non Norris, ma l'internet della nostra giovinezza.

Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI

L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.

Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli

La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.