La festa dello scorso sabato non era la solita manfrina autocelebrativa a cui l'hip hop ci ha abituato. Era l'omaggio a un quartiere e alle persone che lo vivono, senza le quali un Marracash non sarebbe mai esistito.
In Inghilterra vogliono costruire nuove case popolari per risolvere la crisi abitativa ma c’è un problema: molti dei terreni su cui costruire sono occupati dai campi da golf
Il governo Starmer vuole costruire un milione e mezzo di case nei prossimi cinque anni. Ma lo spazio è poco e da qui l'idea di usare i campi da golf.
Nel Regno Unito si trovano un quarto dei campi di tutta Europa. Un tempo sport simbolo dell’alta borghesia e della nobiltà, negli ultimi vent’anni il golf è diventato uno sport abbastanza popolare anche tra i giovanissimi e la piccola-media borghesia, grazie a club pubblici e privati con quote d’iscrizione a prezzi più accessibili. Tante persone si sono avvicinate al golf anche grazie alla presenza di strutture attrezzate e accessibili presenti su tutto il territorio, che permettono di spendere tempo all’aria aperta e fare attività fisica.
Queste grandi aree verdi stanno però diventando un problema per il governo Starmer, intenzionato a porre un freno all’emergenza abitativa che rende impossibile comprare casa per milioni di inglesi. Secondo il piano quinquennale varato dal governo, ogni amministrazione locale è chiamata a individuare e allocare nuove aree alla costruzione di case popolari. L’esecutivo vuole costruire un milione e mezzo di case nei prossimi cinque anni: per raggiungere l’obiettivo molte municipalità stanno guardando con crescente interesse proprio alle aree verdi sulle quali oggi sorgono i campi da golf. Nella sola area metropolitana della capitale, la Greater London, ci sono 90 campi da golf, che costituiscono il 17 per cento della superficie verde dell’area stessa. Si tratta di lotti di terreno inseriti nel tessuto urbano cittadino, già collegati ai servizi e ai trasporti. Appezzamenti perfetti, secondo molti, per avviare il progetto di social housing di cui il Regno Unito ha disperatamente bisogno.
La proposta di trasformare i campi da golf in quartieri residenziali ha acceso molte polemiche. La Bbc ha realizzato un reportage sentendo le voci di chi è favorevole e di chi è contrario ad affrontare l’emergenza abitativa costruendo sui terreni oggi occupati dai campi da golf. L’emittente inglese racconta come i proprietari dei campi da golf si sentano presi di mira dalle amministrazioni locali, che trovano negli acri di verde curato da queste strutture una facile scappatoia per non dover operare scelte più complesse in fatto di pianificazione urbana. Approfittando della situazione economica non facile di molte strutture, si cerca di spingere i proprietari a vendere parte dei loro terreni o le intere strutture, per poi trasformarle in un cantiere.
C’è poi chi sottolinea che costruire case dove c’erano i campi da golf significhi ridurre le aree verdi presenti in contesti cittadini e metropolitani già fortemente urbanizzati. I campi da golf sono per molti l’unico modo di godere di spazi verdi in una realtà in cui il crescente green divide rende il contatto con la natura un nuovo, inaspettato privilegio.
La festa dello scorso sabato non era la solita manfrina autocelebrativa a cui l'hip hop ci ha abituato. Era l'omaggio a un quartiere e alle persone che lo vivono, senza le quali un Marracash non sarebbe mai esistito.
Per l'esposizione "The Ear Is the Eye of the Soul" la Santa Sede ha messo assieme una lineup degna dei migliori festival musicali.
È vero, l'hanno eletta sindaca. Ma con quel misto di pessimismo e disillusione che caratterizza tutti i veri genovesi, nessuno avrebbe immaginato che Salis sarebbe diventata un "fenomeno". E adesso in città non sanno bene come prendere la cosa.