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07:45 mercoledì 20 maggio 2026
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.
La Presidente irlandese Catherine Connolly ha detto di essere orgogliosa di sua sorella Margaret, medico di bordo della Global Sumud Flotilla arrestata dalle forze armate israeliane Lo ha detto durante un incontro con re Carlo a Buckingham Palace. E ha aggiunto di essere anche «molto preoccupata».
Sta per uscire un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.
Sempre più scrittori inseriscono apposta dei refusi nei loro testi per non essere accusati di usare l’AI È una sorta di test di Turing al contrario: adesso sono gli esseri umani a dover dimostrare di non essere delle macchine.
Le città di pianura è tornato al cinema ed è di nuovo uno dei film che sta incassando di più Tornato in sala dopo il trionfo ai David, il film di Francesco Sossai è attualmente quinto al botteghino e ha incassato più di 2 milioni di euro.

Perché gli uomini che partecipano ai festival in Australia indossano tutti la stessa camicia?

17 Gennaio 2019

Dagli hippie di Woodstock alle celebs vestite di tutto punto per il Coachella, il legame tra eventi musicali e moda non è certo una novità. Il Guardian fa però notare come, dalla scorsa estate, nel pubblico di molti concerti in Australia sia riscontrabile il trend di avventori uomini che indossano la stessa, identica camicia, un modello rigato a maniche corte nei toni del beige, giallo e blu. Il primo ad accorgersi della quantità di frequentatori dei festival in camicia a righe era stato un account Instagram, presto citato da altri media tra cui l’emittente Fresh92.7 e il Daily Mail; proprio quest’ultimo ha scoperto che il capo, dal nome di Festival Shirt, veniva venduto a circa 30 dollari dal retailer australiano Cotton On. Grazie all’eco mediatica, l’indumento in questione sembra diventato un bestseller, come conferma la stessa catena di abbigliamento.

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I’d like to introduce you to my new religion… ? @fomoaus ? @jrdjms

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Il Guardian si è chiesto cosa ci fosse dietro la tendenza, se si trattasse di pura coincidenza, campagna pubblicitaria ben orchestrata o pigrizia degli australiani che, in cerca di outfit adatti all’occasione, avevano cercato su Google imbattendosi nelle proposte Cotton On. Le ipotesi avanzate dal quotidiano riguardano, in primis, la presenza ricorrente del giallo nel menswear e in generale nell’industria della moda; in secondo luogo, lo scambio tra griffe di abbigliamento e aziende estranee al fashion system è un fenomeno ormai consolidato, come dimostrano gli accessori McDonald’s di Moschino o le t-shirt con logo DHL firmate Vetements; infine, l’emulazione della fast fashion nei confronti delle maison più blasonate ha innescato un cortocircuito di citazioni e riferimenti ai limiti del plagio, per cui le catene low cost guardano ai look in passerella che, a loro volta, si ispirano ai simboli di altre multinazionali. Al successo delle camicie rigate da concerto, in quest’ottica, avrebbe contribuito la somiglianza con le divise dei dipendenti Ikea. In fondo già negli anni Novanta il sociologo Malcolm Gladwell aveva postulato la teoria di idee e oggetti che, a un certo punto, raggiungono una diffusione capillare, senza apparenti ragioni; si vedrà, dunque, se le “Festival Shirt” seguiranno una traiettoria analoga.

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