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14:39 lunedì 2 febbraio 2026
Nel nuovo trailer del Diavolo veste Prada 2 c’è Miranda Priestly che, come tutte le direttrici del mondo, va alla ricerca di soldi per il suo giornale Ambientato a Milano, il trailer mostra una Miranda Priestly alle prese, persino lei, con la crisi dell'editoria.
Nonostante abbia vinto il premio per l’Album dell’anno, a Bad Bunny è stato vietato di esibirsi dal vivo ai Grammy Stavolta non c'entra la politica ma un grosso concerto che Bad Bunny terrà l'8 febbraio durante un evento piuttosto importante.
TikTok ha chiuso l’account di Bisan Owda, una delle più note e apprezzate giornaliste palestinesi, senza una spiegazione Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.
È uscita la prima immagine di Paul Mescal, Barry Keoghan, Harris Dickinson e Joseph Quinn nei panni dei Beatles e in tanti li trovano piuttosto buffi Hanno colpito molto soprattutto la scodella e i baffoni sfoggiati da Barry Keoghan, che nella saga diretta da Sam Mendes sarà Ringo Starr.
L’IDF ha confermato che i morti a Gaza sono almeno 70 mila, la stessa cifra riportata dal ministero della Salute della Striscia Finora, il numero di 71,667 non era stato considerato credibile da alcuni perché fornito da Hamas. Adesso anche l'esercito israeliano lo conferma.
Yung Lean, Robyn, Arca, Oklou, Kelela e tutte le altre buone ragioni per festeggiare i 25 anni di C2C Festival Sono finalmente stati annunciati i primi artisti che suoneranno a Torino dal 29 ottobre al 1 novembre 2026.
Il documentario su Melania Trump è appena uscito ma è già uno dei peggiori flop dell’anno Sostanzialmente, finora nessuno ha prenotato né comprato i biglietti. E quindi sarà difficile rientrare dei 70 milioni spesi tra produzione e distribuzione.
Nel sottosuolo di Niscemi c’è un sistema di rilevamento delle frane di cui tutti si sarebbero “dimenticati” per 20 anni Lo si è scoperto grazie a un'inchiesta della Stampa, secondo la quale gli strumenti di rilevamento sarebbero stati installati e poi abbandonati.

La parola hipster sta per estinguersi, dice l’Economist

11 Gennaio 2019

Al pari di vecchi gadget, abiti démodé e in generale oggetti superati, il linguaggio si rinnova costantemente, acquistando e perdendo parole. Secondo l’Economist, il discorso vale in particolare per moda, lifestyle e ambiti affini. Anche settori come la tecnologia aggiornano di continuo i rispettivi vocabolari, ma gli effetti non sono altrettanto drastici: ad esempio, gli informatici continuano a usare il termine boot (l’insieme dei processi eseguiti dal software in avvio) nonostante i computer siano profondamente diversi rispetto ai primi calcolatori, che ispirarono quell’accezione del termine. Il settimanale paragona le parole agli oggetti, perché come questi si logorano con l’utilizzo e, alla fine, vengono sostituite. Il consumo nella moda risulta decisamente accelerato: basti pensare alla voce “metrosexual”, salita alla ribalta nel 2003 grazie all’affermazione dell’estetica maschile improntata alla cura di abbigliamento, grooming, pettinatura, ecc. e presto scomparsa, perché l’attenzione degli uomini al look era diventata nel frattempo un’abitudine generalizzata.

Il discorso vale a maggior ragione per la cultura hipster: dopo la nascita del neologismo nell’America degli anni Quaranta, intorno alla fine degli anni Zero si registrò un vero e proprio boom della parola, al punto da far parlare di “generazione hipster”. Stando ai dati Google, le ricerche legate al termine hanno raggiunto un picco nel 2011 e nel 2015, negli States e poi nel resto del mondo. Oggi lo stile di vita abbracciato agli inizi dagli hipster, dalla musica indie alla passione per i cocktail, al décor d’interni con mattoni a vista, è talmente diffuso da non farsi praticamente più notare. Ha inoltre contribuito al declino del vocabolo la sua diffusione trasversale. Del resto, i precursori dello stile hipster hanno cercato da subito di voltare pagina, cercando di evitare un’eccessiva esposizione delle loro peculiarità, comprese quelle linguistiche. Una dinamica simile riguarda adesso lo slang politico, con termini che si diffondono in breve tempo per sparire altrettanto velocemente.

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