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01:26 giovedì 14 maggio 2026
Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
L’invasione dei pavoni di Punta Marina è diventata una notizia di portata internazionale È stata ripresa nientemeno che da Ap News, cioè da Associated Press, con un video pubblicato sul loro sito.
È in lavorazione un film sulla storia di C’era una volta in America di Sergio Leone «È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
L’Unione europea ha finalmente approvato delle sanzioni contro i coloni israeliani Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Sono state approvate grazie alla rimozione del veto fin qui imposto dall'Ungheria.
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.

La nuova “semantic search” di Google

16 Marzo 2012

È sia utile che divertente, spesso utilizzata per creare meme o immagini – vere o fake – che in breve diventano virali in giro per l’internet. È il “riempimento automatico” di Google, quello che appare come un menu a cascata dalla search bar e che, solitamente, come primo suggerimento si limita ad aggiungere la parola “gay” al nome di qualsivoglia celebrità tu abbia googlato. A quanto riferisce il Wall Street Journal, la compagnia di Page e Brin sta preparandosi per cambiare (migliorare, ottimizzare) il proprio algoritmo di ricerca. Questo porterà, per dire, non solo a riempimenti automatici della tua query, ma anche a farti pervenire risposte a domande che non hai ancora fatto.

Certo è che Google non cambierà l’attuale search system, basato sulla ricerca di parole chiave, link, e tutte quelle sottigliezze logiche e matematiche e statistiche che fanno la felicità di ogni esperto di SEO. La nuova funzione introdotta si chiamerà Semantic Search, e, come spiega l’Atlantic Wire, funzionerà un po’ così:

It’s basically artificial intelligence. In the future, when you Google the phrase “Titanic history,” your search results will not only show you a list of web pages containing those words but also results that any reasonable human being would realize is relevant. The results page might have a section with links to pages about the RMS Titanic, including basic “attributes” about certain parts of the Titanic story, as well as a separate section devoted to the movie Titanic, including links to the cast and crew’s bios and whatnot.

Amir Efrati, giornalista del WSJ, spiega come questo cambiamento di Google sia reso necessario dall’aumento della concorrenza di Microsoft Bing, da quella della ricerca vocale di Apple Siri, ma soprattutto per contrastare la ricerca a 360° dell’ossessione-Facebook, che contiene centinaia di milioni di luoghi, persone, informazioni, ma non ha ancora ottimizzato un forte search engine (o, per dirla come una vecchia conoscenza, non ha ancora trovato il “quid” di questa massa enorme di dati).

I “leaks”, le rivelazioni sulla nuova strada di Google si fermano però qui. E onestamente, questa semantic search non è chiarissima (sempre l’Atlantic scrive: «Seriously, do you know how “semantic search” really works? We don’t. We did see the movie A.I., though»). Ancora una volta, saremo qui ad aspettare, testare, e dire che, probabilmente, era meglio prima.

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