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14:08 giovedì 14 maggio 2026
Un’operazione segreta dell’Onu ha salvato dalle macerie di Gaza milioni di documenti che ricostruiscono la storia del popolo palestinese dalla Nakba a oggi In 10 mesi, gli operatori hanno salvato milioni di documenti che permetteranno di ricostruire gli alberi genealogici dei palestinesi e di raccontare il loro legame con quella terra.
La lunghissima, tesissima, imbarazzatissima stretta di mano tra Donald Trump e Xi Jinping È durata 14 secondi, nessuno sembrava voler mollare la presa per primo, ovviamente su internet si sono fatte scommesse e meme a riguardo.
Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
L’invasione dei pavoni di Punta Marina è diventata una notizia di portata internazionale È stata ripresa nientemeno che da Ap News, cioè da Associated Press, con un video pubblicato sul loro sito.
È in lavorazione un film sulla storia di C’era una volta in America di Sergio Leone «È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
L’Unione europea ha finalmente approvato delle sanzioni contro i coloni israeliani Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Sono state approvate grazie alla rimozione del veto fin qui imposto dall'Ungheria.
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.

La New York di oggi, immaginata nel 1962

14 Giugno 2012

Come immaginavamo il 21° secolo nel 1960? Spesso ci siamo imbattuti in un futuro fatto di veicoli volanti, grattacieli futuristici e altre invenzioni tipicamente sci-fi che non si sono poi mai realizzate. Questo è un articolo del celebre New York Times Magazine, datato 1962 e redatto dall’allora sindaco, che descriveva (a dire il vero, molto più verosimilmente) la Grande Mela del 2012 (su retronaut.co si possono vedere le immagini in alta definizione). Fu steso in occasione dell’apertura della Philarmonic Hall del Lincoln Center. Così scriveva Robert F. Wagner, che ricoprì il mandato per tre mandati dal 1954 al 1965:

«Alla luce della nostra padronanza su materiali e tecniche, praticamente tutto è possibile, fisicamente e tecnologicamente (…). Possiamo tranquillamente affermare che nel 2012 New York sarà una città dove le razze e le nazionalità si incontrano e mescolano liberamente (…). Ancora più che oggi, lo spirito prevalente nella città sarà quello dell’impresa individuale, dell’opportunità economica, del fermento sociale e del “cultural excitement”».

«Non credo» continua il Wagner «che più di 8 milioni di persone – l’attuale popolazione di New York – potranno vivere negli odierni confini dei cinque quartieri. Infatti Manhattan, parte di Brooklyn e il Bronx potrebbero essere, in una qualche maniera, decongestionati (…). Quelle che oggi chiamiamo periferie saranno quasi interamente integrate nella città, almeno per quanto riguarda la densità abitativa (…). Ney York City sarà il nucleo di una grande città tri-statale (New York, New Jersey e Connecticut, ndr) con una popolazione variabile dai 25 ai 50 milioni di persone».

«Molti New Yorkers potrebbero ormai spostarsi dalla periferia alla città (…) con veicoli “rocket-powered” sospesi su monorotaie, o su grossi elicotteri a decollo verticale».

L’analisi dell’allora sindaco si snoda poi verso l’argomento media, prevedendo molti meno giornali ma con una maggiore diffusione, e una grande copertura televisiva. Tutto sommato previsioni non troppo irrealistiche, quelle di Robert F. Wagner. Un unico punto è sfuggito alla sua analisi: si chiama internet.

(via Retronaut.co)

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