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01:14 mercoledì 25 marzo 2026
Al primo concerto dei BTS dopo 4 anni di pausa si sono presentate “solo” 40 mila persone perché il concerto si poteva guardare anche su Netflix Per il grande ritorno della band era atteso un pubblico di almeno 260 mila persone. Evidentemente, anche il BTS Army, tra divano e stadio, sceglie il divano.
Il nuovo spot di Chanel è praticamente un film: è diretto da Michel Gondry, interpretato da Margot Robbie e “remake” di un famosissimo video di Kylie Minogue Il video in questione è quello di "Come Into My World", che nel 2001 fu diretto proprio da Gondry.
Un anno fa Grimes aveva detto che si sarebbe iscritta a LinkedIn e ora l’ha fatto davvero usando il suo vero nome, Claire Boucher Nello stesso posto pubblicato su X un anno fa aveva detto che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
Zuckerberg sta addestrando una AI a fare il Ceo di Meta perché secondo lui tutti i dipendenti Meta dovrebbe avere un assistente AI che sappia fare il lavoro al posto loro In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
Il nuovo film di Sean Baker è già uscito e si può vedere gratuitamente online Si intitola Sandiwara, è un cortometraggio ambientato a Penang, in Malesia, le protagoniste sono la premio Oscar Michelle Yeoh e la cucina malese.
Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.
A causa dei depositi di petrolio colpiti dalle bombe, a Teheran c’è anche un gravissimo problema di inquinamento dell’aria Molti cittadini di Teheran hanno raccontato di star soffrendo da giorni di mal di testa, irritazione a occhi e pelle e difficoltà respiratorie.
Tajani al seggio che vota Sì è diventato l’involontario e perfetto meme che celebra la vittoria del No La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.

La guerra fredda delle uniformi olimpiche

16 Luglio 2012

Quando mancano soltanto una manciata di giorni all’inaugurazione delle Olimpiadi di Londra, c’è polemica negli Stati Uniti per una questione non propriamente sportiva: le uniformi del team olimpico.
Disegnate da Ralph Lauren, sembrano onestamente venire da uno sceneggiato sulla marina militare statunitense della Seconda Guerra Mondiale. I pantaloni bianchi, il doppiopetto con bottoni dorati, ma soprattutto il cappello militaresco non sono piaciuti pressoché a nessuno (anche se ci sono squadre che stanno peggio, come la Cina o la Russia: guardate qui).

La polemica si è poi spostata su questione di rilevanza etica sicuramente maggiore: come quattro anni fa, anche questa volta Ralph Lauren ha prodotto le uniformi in Cina. Il prezzo di vendita della divisa più preppy di Londra 2012? 795 dollari per il blazer maschile, 598 per quello femminile, e ben 55 per il “damn beret” (definizione del NY Daily News).

Ma c’è uno storico rivale degli Stati Uniti (e alleato della Cina) che non ci pensa proprio a sfruttare il lavoro sottopagato dell’Estremo Oriente, e anzi produrrà le proprie divise olimpiche per il 2014 utilizzando un rinomato brand a stelle e strisce che fa della produzione “etica” la sua bandiera: parliamo della Russia e di American Apparel.

Come riportato ieri dal New York Post, pare che sin dal 2011 il Comitato Olimpico Russo abbia mantenuto i contatti con il CEO dell’azienda, Dov Charney (nella foto in alto), il quale ha dichiarato che «[il Comitato Russo] non vuole nulla che sia prodotto in Cina. E il discorso vale non solo per le uniformi, ma anche per il merchandising».

Colpo ben piazzato per il brand di Downtown Los Angeles, che può rimarcare la propria “superiorità etica” come un ottimo argomento contro le solite polemiche riguardanti le pubblicità “pornografiche” e certi discutibili comportamenti del CEO stesso.

Dovremo aspettare due anni per vedere se la Russia diventerà effettivamente la più hipster delle selezioni olimpiche.

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