Hype ↓
18:38 giovedì 23 luglio 2026
È in corso un boom delle vendite di cd, ma la maggior parte di chi li compra non possiede un lettore cd E allora perché li compra? Non certo per ascoltare musica ma per collezionare un oggetto. Ed esibirlo sui social, ovviamente.
Il film più strano della prossima Mostra del Cinema di Venezia è senza dubbio Joie de vivre di Luca Guadagnino, un documentario su Bernardo Bertolucci lungo più di 7 ore Nel presentarlo, il direttore della Mostra Alberto Barbera ha assicurato che «si rimane inchiodati allo schermo per sette ore, noi abbiamo fatto questa esperienza senza riuscire a staccare un attimo lo sguardo».
In Spagna è stata costruita una nuova “superciclabile”: è lunga 2180 km e attraversa 168 Comuni Oltre che due parchi nazionali, sette parchi naturali, due geoparchi riconosciuti dall’Unesco, tutti nella regione di Castilla-La Mancha.
Uno scultore italiano ha speso 100 mila dollari per scolpire una statua di Charlie Kirk che però nessuno gli ha chiesto e nessuno vuole Sergio Furnari ha lanciato un crowdfunding per coprire i costi dell'opera (che vuole esporre a Times Square). Finora ha raccolto 8 mila dollari. Su 150 mila richiesti.
Il presidente dei Marvel Studios ha detto che Adam Driver lo chiama spesso per dirgli che non ha nessuna intenzione di fare un film Marvel Lo ha detto Kevin Feige in persona: lui e Driver si sentono regolarmente su Zoom e Driver gli dà sempre la stessa risposta, cioè no.
Ad aumentare il rischio di incendi adesso c’è anche il fatto che sui “mercati predittivi” si può scommettere sugli incendi Quanti acri consumeranno le fiamme, quali quartieri verranno raggiunti, quando gli incendi saranno domati: ci sono piattaforme sulle quali si può scommettere su tutto questo.
Barry Jenkins si unisce all’ormai lunghissima lista di grandi registi che hanno firmato una campagna per Prada La campagna si intitola Simple Stories e tra i protagonisti ci sono Hunter Schafer, Kelvin Harrison Jr, Troye Sivan e Chen Haoyu.
Un rider ha vinto il più importante premio letterario della Cina, con una raccolta di poesie sui rider della Cina Wang Jibing si è portato a casa il Premio Letterario Lu Xun con la raccolta di poesie Low Flight, basata su 200 interviste fatte a colleghi rider.

La guerra delle polo

L'alt-right si è impossessata della polo bianca. E poi Fred Perry, New Balance, Gap: la moda dell'estrema destra e il gusto per la normalità.

di Studio
01 Settembre 2017

“Come l’alt right si è impossessata di un classico moderno dell’abbigliamento”, titolava un articolo del Guardian uscito in questi giorni, riferendosi a come la polo bianca sia diventata di colpo un simbolo dell’alt-right americana. Uno dei tanti in verità che abbiamo letto da quando la galassia dell’estrema destra americana ha sfondato il muro dell’irrilevanza ed è diventata un fenomeno analizzato da molti punti di vista, non ultimo quello estetico.  Ma la storia culturale della polo, come lo stesso Guardian ricorda, ci racconta che già in passato, il capo è stato simbolo di movimenti di estrema destra.

Le origini non sono certe – c’è chi dice Argentina, chi India, chi Inghilterra, tutte circostanze legate a partite di polo – si sa però che il primo a commercializzarle fu René Lacoste, il giocatore di tennis degli anni ’20 diventato poi un marchio inimitabile della moda maschile. Al brand-icona della polo si sono poi aggiunti Fred Perry e Ralph Lauren, ciascuna con la sua specificità. Lacoste, al contrario degli altri due marchi, non è mai stato adottato dalla sottoculture giovanili legate alla politica o alla musica. Nel 2010, XXL pubblicava una bellissima storia orale del rapporto tra le polo Ralph Lauren e il mondo dell’hip hop. Proprio Fred Perry, invece è diventato un marchio adottato come divisa dai movimenti di destra per una sorta di passaggio del testimone tra mods e skinheads che, anche se tradizionalmente apolitici, confluirono in parte negli anni ’70 in movimenti della destra nazionalista inglese come il National Front e il British Movement.

Skinheads Attend Seaside Reunion Weekend

Come ricostruisce un articolo uscito su The Outline quest’estate, i motivi dell’adozione da parte degli skinheads delle polo Fred Perry assomigliano a quelli per cui i rapper iniziarono a indossare Polo Ralph Lauren: «Volevano cose che fossero associate con l’upper class inglese, volevano apparire eleganti e in ordine, ma a prezzi abbordabili e Fred Perry era il marchio giusto», ha detto al sito americano Don Letts, regista del documentario The Story of Skinhead. Il successivo recupero da parte dell’alt-right americana risponde a una citazione quasi filologica di quel movimento: «Ha a che fare con l’idea di essere ribelli, un movimento originale che combatte lo status quo», ha detto ad Outline Alice Marwick, ricercatrice della Fordham University, e ha continuato così: «Quando dici “white supremacy” pensi a qualcosa che ha una lunga storia, come il Ku Klux Klan, quando dici “alt-right” sembra qualcosa di nuovo e alternativo».

Intanto Robin Givah, critica della moda del Washington Post, il 22 agosto ha scritto un pezzo intitolato “I neonazisti usano la moda nel tentativo di normalizzarsi. L’industria della moda dovrebbe dire qualcosa”. Ancora Fred Perry, e poi Gap, New Balance, sono i marchi citati nel pezzo, come simboli della “normalizzazione” neonazista. «La moda», è il ragionamento della giornalista, «ha sempre aiutato le persone a rispecchiare l’immagine pubblica delle loro scelte. L’esteriorità ha un po’ a che fare con ciò che le persone pensano o sentono […] Il bello della moda è la sua abilità nel farci sentire come se appartenessimo a qualcosa e, appartenendo, contiamo. I white nationalists si muovono ammantati nello stile più banale e scontato possibile. Abiti che non hanno un secondo significato. Sono solo accettabili e appropriati e rendono possibile la loro appartenenza. E l’industria della moda non ha ancora protestato».

Cosa vera fino a un certo punto, in verità, visto che nelle scorse settimane e mesi sia Fred Perry che New Balance hanno cercato di dissociarsi da questa guerra.

Foto Getty.
Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.