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19:13 mercoledì 28 gennaio 2026
È stato annunciato un sequel di Dirty Dancing e a interpretare Baby, 39 anni dopo, sarà ancora Jennifer Gray Non è ancora confermato se sarà lei la protagonista del film, però. Ma secondo le prime indiscrezioni, è quasi sicuro che lo sarà.
Sedicimila dipendenti Amazon hanno scoperto di essere stati licenziati con una mail inviata per sbaglio dall’azienda È il secondo grande licenziamento deciso da Amazon, dopo quello di ottobre 2025 in cui avevano perso il lavoro 14 mila persone. Anche stavolta, c'entra l'AI.
Il video di Barbero sul no al referendum sulla giustizia è diventato più discusso del referendum stesso Il video, il fact checking, l'oscuramento hanno appassionato il pubblico molto più della futura composizione del Csm.
In Francia c’è stato un altro caso di sottomissione chimica e stavolta il colpevole è un ex senatore Per fortuna la potenziale vittima, una deputata dell'Assemblea nazionale, si è accorta di essere stata drogata prima che succedesse il peggio.
Dopo che Mamdani ha consigliato ai newyorchesi di leggere Heated Rivalry, i download del libro sono aumentati del 500 per cento Download tutti arrivati dalla rete delle biblioteche pubbliche della città, dove il libro si poteva scaricare gratuitamente.
Ikea ha annunciato che non produrrà più la borsa Frakta (quella blu da 99 centesimi) L'accessorio, passato anche sulle passerelle di Balenciaga e sui campi da tennis, sarà sostituito da un nuovo modello, in fase di progettazione.
Sydney Sweeney rischia una denuncia per atti vandalici per aver coperto la scritta Hollywood con i suoi reggiseni Era tutta una trovata pubblicitaria per lanciare la sua linea di biancheria intima, Syrn. Ma, a quanto pare, la trovata pubblicitaria la porterà in tribunale.
La CDU, il partito di maggioranza in Germania, vuole abolire il diritto di lavorare part time Secondo il partito del cancelliere Merz, la crisi economica tedesca è colpa soprattutto dei troppi lavoratori che decidono di fare part time.

La Grecia raccontata dalle infografiche

Schemi e tabelle molto (e per nulla, anche) seri per avere qualche dato in più sulla condizione economica del Paese di Alexis Tsipras.

07 Luglio 2015

All’indomani della consultazione elettorale che ha portato la Grecia a dire no alle condizioni imposte dai suoi creditori europei, abbiamo raccolto qualche grafico pubblicato sui principali media mondiali per spiegare e approfondire la sua condizione economica. Ad esempio, dato che in questi giorni si è parlato spesso della nefasta ipotesi di un suo fallimento economico: cosa succede quando un Paese fa default? Lo spiega questo grafico del Financial Times. Come si può notare, il procedimento è piuttosto complicato, e molto dipende dalla strada che Atene sceglierebbe di prendere a ognuno dei bivi rappresentati.

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Forbes nell’infografica di seguito passa invece in rassegna l’indice di realizzazione personale in quattordici Paesi – o meglio: la variazione che questo indice ha fatto rilevare nel periodo compreso tra il 2007 e il 2014. Come si nota, la Grecia è lo Stato dove il tenore di vita è precipitato maggiormente, con un calo di oltre il 25%.

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I due grafici seguenti, tratti da Quartz, danno invece una veste visuale a due dati molto significativi per la crisi ellenica: la variazione percentuale del Pil su base annuale e il tasso di disoccupazione. Tra il 2011 e il 2013, nel momento peggiore di flessione economica, il primo ha toccato il -10%, mentre il secondo si è avvicinato alla quota del 30%.

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Sul blog del Council on Foreign Relations, uno schema mostra quali sono i Paesi più esposti al debito greco: l’Italia è terza, con un prestito da 39 miliardi di dollari.

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Qui Forbes dà una veste grafica ai dati del Pew Research Center: che percentuale di cittadini di un determinato Stato si aspettava che le condizioni economiche del suddetto peggiorassero, nella primavera del 2014? In Grecia molti, pare: più della metà.

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Nonostante la crisi, l’economia in declino e le sue spiacevoli ripercussioni, c’è chi ha provato a sdrammatizzare. Lo stesso Quartz, ad esempio, ha creato questo piano cartesiano dove le ascisse e le ordinate sono rispettivamente «distruggere l’economia mondiale» e «austerity». Tra gli elementi messi in ordine, anche un «Pretendere le royalties ogni volta che un cretino dice “Questa è Sparta!”».

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Oh, e come fare a meno di un’infografica che documenta per filo e per segno le morti dell’Iliade? C’è anche una gustosa sezione dedicata agli eroi che si sono maggiormente distinti nel poema epico per eccellenza.

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