Hype ↓
08:36 domenica 8 marzo 2026
Polymarket è stata costretta a chiudere la pagina in cui faceva scommettere sull’imminente apocalisse nucleare Si poteva fare una di due scelte: la bomba esploderà entro la fine di marzo? Oppure entro giugno dell'anno prossimo?
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".

La cantante e i ministri

Il "popolo della rete" unisce Fornero e compagnia e Lana Del Rey, seppur in maniera diversa

23 Febbraio 2012

Lana Del Rey. 27 anni. Vero nome Elisabeth Grant, detta Lizzy. Avevamo lasciato Lana Del Rey con il marchio d’infamia del “popolo della Rete” tatuato sulle spalle, dopo l’uscita del suo album Born to Die e una emozionata (ma non stonata, questo no) esibizione al Saturday Night Live. La ritroviamo in questi giorni con un onorevole secondo posto guadagnato dallo stesso disco nella classifica di vendite di Billboard, il Brit Award tra le mani come miglior musicista non inglese, e una borsetta disegnata per lei da Mulberry (leggo casualmente sul sito di Mtv).

Che è successo? E che è successo al popolo della Rete? E a Lana Del Rey?

Onestamente, le critiche scagliate contro la cantante newyorkese – testarda figlia di un imprenditore della new economy – erano tanto labili quanto il passaparola che aveva decretato il suo status di culto dopo l’uscita del video (più o meno autoprodotto) di Videogames. Era già in origine piuttosto cheap la messinscena, voglio dire: David Lynch + Quentin Tarantino, passando per Chris Isaacs (ricordate?) e Nancy Sinatra. Aggiungete voi il resto, ma sapeva di muffa lontano un miglio e stop.

La critiche si sono rivelate altrettanto significativamente muffe: a) non sa cantare, b) si è rifatta le labbra, c) ha sfruttato la buona fede della Rete (“ha fregato la blogosfera indie”, come ha scritto Carles del blog Hipster Runoff, autore di una delle analisi più complete e affascinanti del caso Lana Del Rey). A questo si può aggiungere la più sottile: d) perché le cantanti di successo, ancorché indie, devono essere bone? E meno sofisticato, ma sostanziale: e) si ha successo per il proprio talento o per il proprio fascino?

Cose che si dicevano fin dai tempi di Madonna. Ma erano altri tempi, più goderecci, reganiani, ladroni pure qui da noi, e l’uso disinvolto da parte di Madonna di sesso, fascino, seduzione, passarono alla storia come caposaldi del post-femminismo. Giustamente. Del resto, in un paese come gli Stati Uniti, che sulla morale calvinista del merito, del lavoro e della predestinazione hanno fondato tutto il sistema, dilemmi morali come questi – benché provengano dal mondo delle canzonette – hanno un senso profondo.

Il cattivo pensiero seguente è questo. Sono dilemmi all’ordine del giorno anche qui da noi oggi, mentre il sistema è sull’orlo del precipizio (e qualcuno comincia a chiedersi di nuovo se la fregatura non sia per caso compresa nel prezzo, cioè nel sistema, ma il discorso si farebbe troppo lungo) , e proprio adesso che tutto ma proprio tutto, dal governo Monti a X Factor a Il Fatto quotidiano, ci costringe a fare i conti con gli stessi fantasmi. Merito contro Casta. Lavoro contro Seduzione. Il popolo della Rete contro Lana Del Rey.

Leggo: “Conosco bene i sacrifici di chi lavora. Vengo da una famiglia borghese, dalla quale non ho però ereditato proprietà ma solo insegnamenti. A questi redditi sono arrivata solo dopo anni di duro lavoro, supportato da tanta passione”. Chi è? Non Lana Del Rey. E’ la ministra della Giustizia Severino in un’intervista a Repubblica. La ministra che dichiara di guadagnare 7 milioni di euro l’anno nella sua scheda trasparenza apparsa in questi giorni su internet.

Sono trent’anni che sappiamo quanto guadagnano presidenti del consiglio, ministri e parlamentari. I giornali lo scrivono da allora. La pubblicazione dei redditi dei politici italiani a tutti livelli è regolata da una legge discussa nel 1982 e entrata in vigore qualche tempo dopo. E da molto più di trent’anni compaiono sulla scena della musica popolare personaggi dai meriti discutibili: stonati, venduti, furbastri.

Che cosa lega infine Lana Del Rey alla ministra Severino? La Rete. E l’identico sospetto che l’ossessiva ricerca della trasparenza celi in realtà una rivelazione più interessante, guardando dal buco della serratura dei post e dei tweet: quella del lavoro oscuro del fascino, della seduzione, e di molti altri sentimenti inconfessabili su tutti noi. Almeno vent’anni fa si ripeteva con il critico cinematografico Serge Daney: “la televisione è l’inconscio a cielo aperto della società”. Non è arrivato il momento di avere lo stesso sguardo verso la fogna della Rete?

“Ho sentito che ti piacciono le ragazzacce, è vero tesoro?” (Lana Del Rey, Videogames)

Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero