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11:59 mercoledì 15 luglio 2026
Le proteste contro i data center si stanno facendo sempre più diffuse, radicali e partecipate in tutto il mondo Le prime proteste si sono registrate negli Stati Uniti. Poi sono arrivati movimenti anche in Inghilterra e Olanda. E adesso si inizia a protestare anche in Italia.
Fa talmente caldo che a Firenze le cere anatomiche del Museo di Storia Naturale hanno rischiato di sciogliersi Un guasto all'impianto di aria condizionata ha messo a rischio quasi duemila modelli anatomici, alcuni dei quali hanno 250 anni.
A Bali i turisti consumano così tanta acqua che adesso il Paese deve affrontare una gravissima crisi idrica Un turista consuma indirettamente e direttamente tra i 2 mila e i 4 mila litri di acqua al giorno, un balinese se la deve cavare con 50.
Nonostante le innumerevoli critiche e stroncature, Michael è diventato il primo biopic nella storia del cinema a incassare un miliardo al botteghino mondiale 371,8 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, 629,8 milioni nel resto del mondo: mai nessun biopic ha incassato così tanto.
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, ingannare il cosiddetto orologio biologico.

Storia della scultura del feto cosmico in 2001: Odissea nello Spazio

25 Maggio 2018

Quest’anno si celebra il cinquantesimo anniversario dall’uscita di 2001: Odissea nello spazio, il film di Kubrick che ha rivoluzionato il genere sci-fi con concetti tuttora avveniristici. Tra le scene che più si ricordano del film, oltre all’enigmatico monolite nero e alla proto-intelligenza artificiale HAL 9000, c’è un grande feto cosmico, che nel film fluttua nello spazio guardando la Terra. Mentre la sua interpretazione è ancora oggi discussa – per i più simboleggia la (ri)nascita della razza umana – è innegabile che l’immagine è diventata un’icona della storia del cinema. L’oggetto di scena usato per realizzarla è una scultura vera, a tratti inquietante, oggi parte di una mostra itinerante che celebra l’immaginario di Kubrick.

Atlas Obscura ha raccontato la storia del cosiddetto Star Child. La scultura fu creata nel 1967 appositamente per il film, all’interno degli MGM-British Studios. In origine, erano state fatte delle foto ad un bambino vero su uno sfondo scuro, ma a Kubrick non erano piaciute: il regista voleva ispirarsi alle prime scansioni fotografiche in utero che circolavano all’epoca. «Le ispirazioni per la scultura del feto che viaggia nello spazio in una bolla vennero da un’illustrazione di Robert Ardney nel suo libro African Genesis, e dalle fotografie intrauterine di Lennart Nilsson pubblicate su LIFE Magazine nel 1965», ha raccontato Tim Heptner, il curatore della mostra.

L’artista Liz Moore ne realizzò una versione in argilla, utilizzando le caratteristiche somatiche del volto di Keir Dullea (l’attore protagonista), e una versione finale in fibra di vetro, con un meccanismo che permetteva agli occhi di muoversi. Il feto cosmico fu utilizzato, oltre che come oggetto scenico, anche come materiale promozionale per uno dei poster del film. La scultura scomparve poi dalla circolazione e riemerse nel 2003, quando un’archivista lo trovò durante un sopralluogo nella tenuta di campagna del regista, quasi intatto. Da allora, mentre nel mondo del cinema cominciava il massiccio uso delle CGI e degli effetti speciali, l’oggetto è stato venerato come uno dei più rari artefatti a scopo cinematografico. Oggi viaggia con gli altri oggetti, ed è attualmente in mostra al Deutsches Filmmuseum, a Francoforte.

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