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14:00 giovedì 20 agosto 2026
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
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David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.

Andrà all’asta la prima cosa mai scritta da Kafka, un bigliettino triste

05 Dicembre 2024

Che Kafka fosse un predecessore degli emo lo sapevamo già. Che lo sia stato fin da piccolo, anche questo è noto. La novità è che ora la prima prova esistente della sua malinconica emotività andrà all’asta presso la casa d’arte Bonhams e, quindi, un fortunato acquirente potrà appropriarsene. Si tratta di una nota scritta nel 1897, a 14 anni, in un “album amicorum” (una sorta di annuario in cui venivano raccolti autografi, motti e citazioni) per il suo amico Hugo Bergmann. Recita così: «C’è un andare e venire / Un distacco e spesso nessun – ricongiungimento / Praga, 20 novembre / Franz Kafka». Come riporta Literary Hub, decenni dopo un Bergmann novantenne ha provato a dare un’interpretazione dell’amara nota del suo amico: «Quando Kafka scrisse queste parole all’età del Barmitzvah, aveva in mente il significato profondo che attribuiamo alle sue parole oggi? – Non lo so… probabilmente possiamo interpretare queste righe come un avvertimento per la sua generazione»

Il copy dell’asta interpreta la nota come l’espressione di «un sentimento “kafkiano”». Noi preferiamo la tesi dell’autore del pezzo di LitHub, che scrive: «Ai miei occhi questo aforisma sembra più tipicamente adolescenziale che altro, l’equivalente del XIX secolo di un “buona estate!” scritto sull’annuario. Inoltre, “kafkiano” si riferisce a una scrittura assurda e inquieta, piena di alienazione e ansia esistenziale. Il che è tipico delle opere successive di Kafka, ma anche esattamente il genere di cose che i quattordicenni scrivono da sempre. Se Kafka fosse cresciuto ai nostri tempi, avrebbe potuto scrivere questo piccolo aforisma non in un album amicorum, ma sulle piastrelle del bagno in un centro commerciale che sta a malapena scongiurando la bancarotta. Metti qualche power chord sotto questa frase e hai il ritornello di una canzone punk, composta in una camera da letto di periferia per una band chiamata Ellen Degenerate o qualcosa del genere. Metti questa frase sotto una foto in bianco e nero e otterrai un post su Tumblr. Kafka ha continuato a scrivere grandi cose, ma a 14 anni, sembra che fosse solo un altro adolescente angosciato».

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