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Uno scrittore australiano ha copiato dal Grande Gatsby convinto che non se ne sarebbe accorto nessuno

16 Giugno 2022

Discendente australiano di rifugiati ucraini, col suo ultimo libro, The Dogs, lo scrittore John Hughes ha ricevuto il plauso della critica. Il romanzo ruota intorno al trauma che la guerra lascia in più generazioni: Michael, il protagonista, è il figlio di immigrati russi e italiani giunti in Australia dopo la Seconda guerra mondiale. Avvicinandosi alla morte, sua madre Anna gli rivela le sue esperienze mentre combatteva l’esercito nazista come partigiana. I ricordi di Anna sono presentati principalmente da Hughes come trascrizioni che Michael fa delle sue discussioni con lei, oppure in terza persona. Oltre a essere stato selezionato a maggio per il premio Miles Franklin, quest’anno il libro è stato scelto per altri prestigiosi premi letterari. Peccato che dovrà essere escluso da tutti: un’indagine del Guardian Australia, cominciata dopo la scoperta di una serie di strane somiglianze tra alcuni passaggi del libro e quelli di altri autori, ha portato all’esclusione dalla long list del Miles Franklin e molto probabilmente da tutte le altre.

L’indagine ha portato alla luce 58 passaggi di The Dogs che sono simili o identici a quelli della traduzione inglese del 2017 del saggio del premio Nobel bielorusso Svetlana Alexievich, The Unwomanly Face of War. Scusandosi per il plagio, Hughes si è giustificato dicendo che ha copiato «senza rendersene conto». Mi ci sono anche altri “colleghi” a cui l’autore dovrebbe chiedere scusa, se solo fossero ancora vivi. In particolare Francis Scott Fritzgerald, Tolstoj e Eric Maria Remarque. Secondo quanto riportato dal Guardian, infatti, nell’opera di Hughes si trovano interi paragrafi ricopiati da Il Grande Gatsby, Anna Karenina e Niente di nuovo sul fronte occidentale.

Un esempio da The Great Gatsby: «He smiled understandingly – much more than understandingly. It was one of those rare smiles with a quality of eternal reassurance in it, that you may come across four or five times in life. It faced – or seemed to face – the whole eternal world for an instant, and then concentrated on you with an irresistible prejudice in your favor». La versione di The Dogs è quasi identica: «She smiled at me then, one of those rare smiles with a quality of eternal reassurance in it that you might come across once in your life, if you were lucky. It faced – or seemed to face – the whole eternal world for an instant, and then concentrated on you with an irresistible prejudice in your favour».

Altri esempi si trovano nell’articolo del Guardian. Interpellato dal quotidiano, Hughes si è difeso via mail così: «Non penso di essere un plagiatore più di qualsiasi altro scrittore che è stato influenzato dai grandi che sono venuti prima di lui. Questo nuovo materiale mi ha portato a riflettere sul mio processo di scrittore. Ho sempre usato il lavoro di altri scrittori nel mio». Chissà che anche queste parole non vengano dal libro di qualcun altro.

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