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14:17 domenica 15 marzo 2026
Due episodi di Doctor Who degli anni ’60 che si pensava fossero andati perduti sono stati ritrovati in uno scatolone nella casa di un collezionista Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.
Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.

Jeremy Strong ha detto che Succession l’ha devastato e che non gli manca per niente

15 Ottobre 2024

«La lotta di Kendall è stata dura da portare avanti per sette anni. C’è altro che voglio fare», ha detto Jeremy Strong al Sunday Times, intervistato in occasione del suo nuovo importante ruolo, quello dell’avvocato Roy Cohn in The Apprentice. «Sono consapevole che è uno dei capitoli principali della mia vita, ma non mi manca». «It fucked me up», ha usato queste parole per descrivere l’effetto del ruolo di Kendall sulla sua psiche, e ha continuato aggiungendo che nel periodo in cui lo interpretava spesso «perdeva il contatto con la felicità». È plausibile che con i suoi tormenti Kendall abbia avuto sull’attore, uno che, se vi ricordate la controversa intervista del New Yorker, aveva preso il ruolo molto sul serio (forse troppo), un forte effetto depressivo. Era proprio lo stesso periodo, la fine del 2021, in cui noi ci domandavamo quanto fosse grave innamorarsi perdutamente di un personaggio orribile come Kendall Roy (ne scrivevamo qui). A differenza dei fan di Succession, che continuano a seguire e commentare con nostalgia l’account @kendallroylookingsad, Jeremy Strong ha espresso fin da subito il desiderio di voltare pagina per paura di rimanere incastrato per sempre nel ruolo che ha definito «l’apice della sua carriera».

Chissà che nei panni di Roy Cohn l’attore non sia riuscito a superare se stesso. «Non si può sopravvalutare la sua influenza nel nostro Paese», ha detto Strong parlando dell’avvocato personale di Trump dal 1973 al 1985, morto nel 1986 per complicazioni dovute all’Aids, cinque settimane dopo essere stato radiato dall’ordine per condotta non etica,«la sua capacità di negare la realtà e altre cose che ha trasmesso a Donald Trump. Il suo copione ha una portata tentacolare sbalorditiva: è la persona più affascinante che abbia mai cercato di impersonare. Dovrei fare una premessa: il mio lavoro è quello di essere un investigatore umanistico di un soggetto [sì, dice proprio così, ndr] e di astenermi dal giudizio. Quindi, anche se personalmente potrei avere molti giudizi su Roy Cohn, quella non è la parte di me che si impegna nel lavoro creativo».

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