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00:33 venerdì 22 maggio 2026
Nel mondo ci sono così pochi ingegneri e ricercatori AI che le aziende di Big Tech li stanno pagando come le superstar dello sport Secondo le stime ce ne sono solo un centinaio in tutto il mondo. E in Silicon Valley sono disposti a spendere qualsiasi cifra per accaparrarseli.
Tra la rassegna Tuttomoretti al Nuovo Sacher e il ritorno in sala di Bianca e La messa è finita, questa si preannuncia come la Nanni Moretti Summer Lui odierebbe questa dicitura, ne siamo sicuri. Però siamo anche sicuri che suona proprio bene.
I fan di SOPHIE stanno costruendo un archivio libero e gratuito per preservare tutta la sua opera L'archivio si chiama Wholenew.world e vuole essere un racconto dei dieci anni di carriera di un'artista che ha cambiato la musica elettronica.
Il video di Itamar Ben-Gvir che tormenta e irride i membri della Global Sumud Flotilla ha unito tutto il mondo nel disgusto A condannarlo sono Francia, Canada, Olanda, Belgio, Spagna, Regno Unito e molti altri, persino gli Stati Uniti e l'Italia.
Succession è finita da un pezzo ma la saga dei Murdoch invece continua: adesso James ha comprato Vox e New York Magazine per farne l’anti Fox News e sfidare Rupert Il valore dell'operazione sarebbe attorno ai 300 milioni di dollari, con Murdoch Jr. che ha detto di voler puntare tutto sul giornalismo di qualità.
Il furto del Louvre, “il furto del secolo”, diventerà un film diretto da Romain Gavras Sarà l'adattamento di un libro-inchiesta che uscirà in Francia il 27 gennaio e che promette di rivelare i contenuti di documenti segretissimi.
L’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo è dovuta anche al fatto che i primi contagiati risultavano negativi perché sono stati testati per la variante di Ebola sbagliata I sanitari hanno sottoposto tutti al test per rilevare la variante Zaire. Si è poi scoperto che le infezioni erano dovute a quella Bundibugyo.
Sally Rooney pubblicherà Intermezzo in Israele con un editore filopalestinese che si oppone all’occupazione e all’apartheid Negli ultimi 5 anni la scrittrice aveva rifiutato di essere tradotta e pubblicata in Israele, una scelta fatta per sostenere il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).

L’Italia è il Paese del 2021 secondo l’Economist

16 Dicembre 2021

Ogni anno l’Economist sceglie un “Paese dell’anno”, premio che, come tutti questi premi, non è da prendere alla lettera: lo stesso Economist si preoccupa ogni volta di specificare che il titolo non è da intendersi come un riconoscimento del Paese più importante, più ricco o più felice del mondo, ma più che altro come un omaggio a quello che è «migliorato di più». In passato, per esempio, il titolo era andato all’Uzbekistan perché aveva abolito la schiavitù, alla Colombia per gli sforzi fatti per porre fine alla guerra civile e alla Tunisia per aver abbracciato la democrazia.

E quest’anno il “Paese dell’anno” è l’Italia. Decisione presa senza pensare «alla bravura dei suoi calciatori, che hanno vinto l’Europeo, né al talento delle sue popstar, che hanno trionfato all’Eurovision». L’Economist vuole parlare di politica e infatti la spiegazione della sua decisione è Mario Draghi, considerato un grandissimo miglioramento per un Paese «spesso criticato a causa dei suoi leader, per via di personaggi, per esempio, come Silvio Berlusconi». Il settimanale inglese, mai tenero con l’ex-Presidente del Consiglio, gli ha riservato l’ennesima frecciatina: «uno come lui avrebbe fatto bene a stare “zitto e buono”, il consiglio contenuto nella canzone che ha vinto l’Eurovision». Secondo l’Economist, le scelte sbagliate degli italiani in fatto di leadership sarebbero una delle principali ragioni dell’impoverimento sofferto dal Paese dall’inizio degli anni 2000: «nel 2019 gli italiani erano più poveri che nel 2000», si legge nel pezzo.

Con Draghi l’Italia sarebbe riuscita finalmente a darsi un Primo Ministro competente e rispettato a livello internazionale. «Per una volta, una larga maggioranza dei politici italiani ha messo da parte le differenze e ha scelto di sostenere un vasto e profondo programma di riforme, un progetto che dovrebbe garantire all’Italia l’accesso ai fondi che le sono stati assegnati nell’ambito del Recovery Plan post-pandemico dell’Unione Europea». Il giornale, poi, ribadisce il buon momento della nostra economia, che «sta andando meglio di quella francese e tedesca». Dopo tutti questi complimenti, l’articolo si chiude con un monito: tutto potrebbe essere messo a rischio dalla tradizionale instabilità politica italiana. Se Draghi, per esempio, dovesse lasciare il posto di capo del governo ed essere eletto Presidente della Repubblica («ruolo più di rappresentanza»), i progressi italiani potrebbero finire qui. «Auguroni», concludono, che sembra un po’ una pacca sulla spalla e un po’ una iettatura.

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