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00:28 giovedì 9 aprile 2026
Dopo le polemiche sul mancato finanziamento da parte del Ministero della Cultura, decine di cinema in tutta Italia stanno riportando in sala il film su Giulio Regeni Oltre 60 cinema tra Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze hanno deciso di ricominciare a proiettare il film. E altri se ne stanno aggiungendo ora dopo ora.
Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
L’ultimo trend nel turismo è l’extreme daytrip, cioè viaggi all’estero, con voli low cost, che durano un giorno solo e in cui si visita tutto il visitabile in 24 ore senza fermarsi mai È la gitarella in giornata portata all'estreme conseguenze. Di stress, di turistificazione e di impatto ambientale, soprattutto.
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.
La partecipazione di Kanye West al Wireless Festival di Londra ha causato un disastro commerciale e una crisi politica Gli sponsor hanno abbandonato il festival, il governo ha negato il visto a Ye, il festival è stato cancellato. Tutto in 48 ore.
Dopo la tregua con l’Iran si è tornati a parlare della “teoria del TACO”, cioè del fatto che Trump Always Chickens Out, Trump si tira sempre indietro Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.

Israele è il primo Paese in cui i contagi si stanno riducendo per merito delle vaccinazioni

04 Febbraio 2021

Sono da prendere con estrema cautela, ma possono considerarsi comunque buone notizie quelle che arrivano dai primi risultati della campagna di vaccinazione di massa avviata da Israele, primo Paese al mondo per numero di vaccini somministrati in rapporto alla popolazione. Come riporta BuzzFeed News, a più di sei settimane dall’avvio della campagna, gli esperti di salute pubblica israeliani iniziano a registrare i primi effetti positivi. I dati segnalano infatti un calo netto e sostenuto del numero di persone di età pari o superiore a 60 anni che sono gravemente malate, e gli esperti sono sempre più convinti sia merito del vaccino.

Gli over 60 sono stati i primi a ricevere la doppia dose di vaccino Pfizer (Israele ha opzionato anche quello di Moderna), mentre ulteriori studi condotti dal Maccabi Healthcare Service suggeriscono che la formula di Pfizer funziona bene nel mondo reale così come aveva fatto nei test clinici, con oltre il 90 per cento di efficacia dopo due dosi. Quest’ultimo dato non era scontato, considerando come farmaci e vaccini possano funzionare in modo leggermente diverso al di fuori dei limiti controllati dei test clinici. Il declino dei casi gravi è iniziato a metà gennaio, poco dopo un forte aumento del numero di israeliani anziani che avevano ricevuto il secondo vaccino. In questo momento, più del 75 per cento degli over 60 ha già ricevuto le sue due dosi, anche se l’aumento è rallentato negli ultimi giorni, cosa che già preoccupa alcuni scienziati.

Ottenere questi dati non è stato semplice, perché gli analisti israeliani stavano cercando di interpretare la situazione e cogliere le differenze con quella dei mesi passati, cercando anche di capire quanto il calo fosse dovuto all’efficacia della campagna di vaccinazione e quanto invece fosse legato al nuovo stato di lockdown introdotto verso la fine dell’anno scorso. Tuttavia, è chiaro dai dati più recenti che i casi gravi tra la popolazione più anziana stanno scendendo, sebbene si registri un aumento di casi gravi tra i più giovani. Una ulteriore difficoltà è stata data dal fatto che il Paese ha combattuto con la cosiddetta variante inglese del virus, notoriamente più contagiosa e che si ritiene responsabile di più del 70 per cento delle infezioni, ma contro la quale sia Pfizer che Moderna pare stiano ottenendo ottimi risultati. Gli esperti invitano comunque a non abbassare la guardia e soprattutto hanno lanciato l’allarme per la situazione delle comunità ebraiche ultraortodosse e per quelle a maggioranza araba, dove la campagna di vaccinazione è stata decisamente meno efficace, un dato preoccupante se si pensa che proprio questi sono stati i gruppi più colpiti dall’emergenza sanitaria.

Israele è stato poi duramente criticato dalle organizzazioni per i diritti umani per non aver esteso il suo programma di vaccinazione ai territori palestinesi occupati. Inoltre, nelle città a maggioranza araba come Nazareth, alla fine di gennaio meno del 70 per cento della popolazione over 60 aveva ricevuto il vaccino: qui, com’era immaginabile, il grande sforzo di comunicazione del governo non ha sortito gli effetti sperati. Per quanto riguarda invece i territori occupati, Israele ha ribadito che, in base agli accordi di Oslo, la salute pubblica cade sotto la responsabilità dell’Autorità nazionale palestinese, che prevede di acquistare 100.000 dosi del vaccino Sputnik V, sviluppato dal Gamaleya Research Institute russo. Pressato dalla comunità internazionale e da gruppi come Human Rights Watch, secondo cui la Quarta Convenzione di Ginevra richiede a Israele di fornire aiuti medici, Israele ha iniziato a inviare un piccolo numero di vaccini ai palestinesi. La decisione scaturisce anche dalla preoccupazione che il flusso regolare di persone non vaccinate attraverso i checkpoint (migliaia di palestinesi lavorano in Israele) potrebbe minare i risultati raggiunti.

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