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Yorgos Lanthimos ha detto che da ora in poi vuole fare il fotografo perché il cinema l’ha fatto andare in burnout «In questo momento mi chiedo: farò altri film? Non lo so, vedremo», ha detto in un'intervista al Financial Times.
Ci sono molte cause giudiziarie strane, ma poche sono strane come quella tra il brand Patagonia e la drag queen Pattie Gonia Il brand sostiene che l'artista avrebbe violato il diritto d'autore, l'artista accusa il brand di voler limitare la sua libertà d'espressione. Vedremo che cosa ne pensa il giudice.
A Palermo non tutti sono stati proprio felici e contenti del matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner Piazze chiuse, strade sbarrate, polizia ovunque: diversi cittadini hanno preso piuttosto male il grande evento, ricordando che Our square is not your living room.
Wikipedia rischia di fermarsi per la prima volta nella storia a causa di uno sciopero dei suoi editor Settecento tra i collaboratori più prolifici ed esperti stanno minacciano lo sciopero, in solidarietà con dei colleghi licenziati dalla Fondazione che gestisce l'enciclopedia.
I Gorillaz e i Kneecap hanno portato sul palco del Primavera Aarab Barghouti, il figlio di Marwan Barghouti, il più importante leader politico palestinese imprigionato da Israele «Continuate a lottare per la Palestina, per Gaza e per la giustizia», ha detto alla folla, ricordando suo padre e tutti i prigionieri palestinesi.
Grazie al fotovoltaico l’Europa ha risparmiato quasi 13 miliardi di spesa energetica nonostante la crisi nello Stretto di Hormuz In media, sono 136 milioni di euro risparmiati ogni giorno, per ogni giorno dall'inizio della guerra in Iran a oggi.
In uno dei videogiochi più popolari del momento interpreti il proprietario di una biblioteca disordinatissima che deve rimettere a posto 3072 volumi Si intitola Librarian: Tidy Up The Arcane Library, giocarci è molto rilassante, basta avere la consapevolezza che la missione è impossibile.
Nelle università americane è nato un nuovo trend: subissare di fischi chiunque faccia l’elogio dell’AI È successo in almeno una decina di occasioni nelle ultime settimane. Gli studenti, appena sentono le parole intelligenza e artificiale, iniziano a fischiare.

Un magazine israeliano ha raccolto le testimonianze dei sopravvissuti al festival Supernova

09 Ottobre 2023

L’attacco di Hamas durante il festival Supernova è stato sicuramente uno dei più impressionanti tra quelli che sono avvenuti in questi giorni. Il festival di musica psy trance si teneva per la prima volta in Israele, in concomitanza con il festival ebraico di Sukkot e comprendeva 3 palchi, un’area campeggio, bar e area ristoro. Su un sito che pubblicizzava l’evento si legge il gioioso messaggio ai partecipanti da parte degli organizzatori del festival: «Cara “tribù di Nova”, siamo entusiasti, pieni di orgoglio ed eccitazione nell’annunciare un evento davvero eccezionale e senza precedenti che avrà luogo per la prima volta in Israele… Il leggendario festival Universo Parallelo sbarca nella nostra piccola ma vibrante Terra! Finalmente il festival di musica psy trance più importante in una delle comunità psy trance più riconosciute e attive».

Da poco dopo l’attacco sui social circola un video che riprende ragazzi e ragazze che ballano spensierati sotto cassa mentre, in lontananza, nel cielo, si vedono dei puntini neri che si avvicinano: secondo chi ha ricondiviso il tweet, sarebbero i paracaduti degli uomini che stanno atterrando accanto all’area del rave per massacrarli. Il video è stato visto quasi 14 milioni di volte. In realtà, come comunica la precisazione che compare adesso sotto al video, quelli che si vedono nel video non sono paracaduti, ma il fumo risultato dall’intercettazione di un missile dalla parte della difesa aerea israeliana. In qualche modo, però, il video di queste ragazze che ballano, completamente ignare di quello che sta per succedere, riesce comunque a dirci qualcosa sul tipo di attacco subìto da Israele: oggi il Guardian l’ha paragonato all’11 settembre e a Pearl Harbour.

Liel Leibovitz, giornalista ed editor at large di Tablet, ha raccolto qui le testimonianze degli israeliani sopravvissuti al massacro. «L’attacco al festival fuori Re’im è iniziato intorno alle 7 del mattino» scrive Leibovitz. «A quel punto la festa era al culmine, il che significa che in quel momento la maggior parte delle persone non era lucida. Inizialmente, i partecipanti alla festa hanno sentito una forte esplosione, che hanno interpretato come un altro sporadico attacco missilistico nel sud di Israele. Ma poi le esplosioni si sono fatte più forti e costanti, continuando per circa cinque minuti. La musica si è fermata e la polizia ha suggerito ai 5000 raver di allontanarsi dall’area».

Quando i ragazzi e le ragazze hanno iniziato a capire che dovevano allontanarsi era già troppo tardi: i terroristi erano già intorno a loro, arrivati a bordo di furgoni e camionette con i simboli militari di Hamas, e gli sparavano addosso. Sul luogo del rave sono stati rinvenuti finora 260 corpi. Altri sono stati catturati e rapiti. Diverse ragazze sono state violentate nell’area del rave accanto ai corpi morti dei loro amici. Dopo gli stupri alcune sono state uccise, altre portate a Gaza. Un sopravvissuto, tornato sulla scena più tardi quello stesso giorno per cercare i suoi amici, ha raccontato di aver visto soprattutto corpi di giovani donne.

Chi si è salvato si messo a correre nel deserto del Negev o ha trovato rifugio dietro ai cespugli. «Mi sono tuffato in un cespuglio», ha raccontato un altro sopravvissuto, «sembrava che la sparatoria fosse tutta intorno a noi. Ho capito che saremmo rimasti lì per almeno un paio d’ore. E non avevo niente con me. Pensavo che l’unica cosa che volevo era un’arma. Qualcosa con cui proteggerci». Alla fine, lui e i suoi amici, alcuni dei quali scalzi, hanno deciso di rischiare e si sono messi a camminare abbastanza vicino alla strada per vederla ma non così vicino da poter essere visti. «Quando abbiamo visto le auto della polizia e dell’esercito, abbiamo capito che eravamo al sicuro».

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