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15:38 martedì 25 agosto 2026
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e da Jonathan Glazer, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.

Israele rischia di essere squalificato dall’Eurovision

01 Marzo 2024

Sembra che Israele rischi di essere squalificato dalla prossima edizione dell’Eurovision Song Contest, che si terrà a Malmö, in Svezia, dal 7 all’11 maggio 2024. A partire dallo scorso dicembre, quando l’Eurovision aveva annunciato i 37 paesi partecipanti, tra cui Israele, centinaia di artisti avevano firmato e condiviso numerose petizioni per richiedere l’esclusione del Paese dal concorso per via della guerra portata avanti dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza. All’operazione di boicottaggio minacciata da tantissimi spettatori era presto seguita una lettera a sostegno della partecipazione di Israele, firmata da più di 400 artisti di tutto il mondo, tra cui Helen Mirren, Gene Simmons e Boy George. Di fronte all’acceso dibattito, l’Unione Europea di radiodiffusione (EBU), l’ente che organizza l’Eurovision – e che nel 2022 impedito la partecipazione della Russia dal concorso – aveva deciso di mantenere Israele in gara. Negli ultimi giorni si è tornati a parlare della possibile esclusione di Israele dal concorso ma, almeno ufficialmente, per un’altra ragione.

Come si legge su Euronews, l’EBU avrebbe infatti bocciato entrambe le canzoni proposte da Israele. La prima, intitolata “October Rain”, della cantane russo-israeliana Eden Golan, sarebbe stata ritenuta non in linea con il regolamento dell’Eurovision, che prevede che le canzoni in gara non abbiano nessun significato politico. Alcuni versi in ebraico della canzone, che recitano «There’s no air left to breathe / There is no place for me» e «They were all good children, each one of them», sono stati interpretati come riferimenti all’attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre. Nel testo della canzone, inoltre, si parla di «fiori» che, nel gergo dell’esercito israeliano, rappresentano i soldati morti nel corso del guerra. Miki Zohar, Ministro della cultura israeliano, si è lamentato sui social della possibile squalifica del proprio paese, negando la natura politica della canzone e invitando l’EBU a «continuare a comportarsi professionalmente e neutralmente, evitando che la politica influenzi l’arte». In aggiunta a ciò, stando a quanto riportato dal sito di news israeliano Ynet, l’EBU avrebbe respinto anche la seconda proposta di Israele, una canzone intitolata “Dance Forever”, anch’essa giudicata non consona per via dei riferimenti nel testo alle vittime, sempre del 7 ottobre, del festival musicale Supernova.

Già quando “October Rain” era stata inizialmente scartata, l’Israeli Public Broadcasting Corporation (KAN) – l’emittente televisiva pubblica che si occupa di scegliere la canzone che Israele presenterà all’Eurovision aveva dichiarato di non aver nessuna intenzione di sostituire la canzone, minacciando di abbandonare il concorso qualora l’EBU non l’avesse approvata.«Credo che sia importante per Israele partecipare all’Eurovision, e che sia sia anche una presa di posizione perché ci sono hater che cercano di buttarci fuori da ogni palco» ha dichiarato il presidente israeliano Isaac Herzog, invitando a un dialogo «intelligente» tra l’EBU e il Kan. Le due parti dovranno trovare un accordo entro il prossimo 11 marzo, data ultima per proporre una nuova canzone prima dell’esclusione definitiva dal concorso.

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La crisi climatica ci sta costringendo a scendere a patti con il più detestato e perseguitato dei fluidi corporei, il sudore. Benvenuti, dunque, nell'era dello sweatcore.