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14:55 martedì 9 giugno 2026
I Mondiali negli Stati Uniti stanno avendo un grosso problema con i permessi di soggiorno e i controlli agli aeroporti Visti negati a calciatori e arbitri, controlli severissimi, tifosi che scoprono all'improvviso di non poter più entrare negli Usa. Senza che ci sia una spiegazione ufficiale.
A Roma e Firenze si terranno i raduni dei gratuitisti, “allievi” di Mark Fisher che vogliono la settimana lavorativa di 24 ore, salario minimo di 1560 € e reddito di base universale Rispettivamente il 12 e il 13 giugno, due incontri a base di un po' meme, un po' di politica e un po' di filosofia per immaginare un mondo postlavorista.
Se vi è piaciuto Obsession di Curry Barker, sappiate che su YouTube si può vedere gratuitamente il suo primo film, Milk & Serial Prima di sbancare il botteghino, Barker ha pubblicato questo lungometraggio su YouTube, accumulando più di tre milioni di visualizzazioni.
Yorgos Lanthimos ha detto che da ora in poi vuole fare il fotografo perché il cinema l’ha fatto andare in burnout «In questo momento mi chiedo: farò altri film? Non lo so, vedremo», ha detto in un'intervista al Financial Times.
Ci sono molte cause giudiziarie strane, ma poche sono strane come quella tra il brand Patagonia e la drag queen Pattie Gonia Il brand sostiene che l'artista avrebbe violato il diritto d'autore, l'artista accusa il brand di voler limitare la sua libertà d'espressione. Vedremo che cosa ne pensa il giudice.
A Palermo non tutti sono stati proprio felici e contenti del matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner Piazze chiuse, strade sbarrate, polizia ovunque: diversi cittadini hanno preso piuttosto male il grande evento, ricordando che Our square is not your living room.
Wikipedia rischia di fermarsi per la prima volta nella storia a causa di uno sciopero dei suoi editor Settecento tra i collaboratori più prolifici ed esperti stanno minacciano lo sciopero, in solidarietà con dei colleghi licenziati dalla Fondazione che gestisce l'enciclopedia.
I Gorillaz e i Kneecap hanno portato sul palco del Primavera Aarab Barghouti, il figlio di Marwan Barghouti, il più importante leader politico palestinese imprigionato da Israele «Continuate a lottare per la Palestina, per Gaza e per la giustizia», ha detto alla folla, ricordando suo padre e tutti i prigionieri palestinesi.

Israele rischia di essere squalificato dall’Eurovision

01 Marzo 2024

Sembra che Israele rischi di essere squalificato dalla prossima edizione dell’Eurovision Song Contest, che si terrà a Malmö, in Svezia, dal 7 all’11 maggio 2024. A partire dallo scorso dicembre, quando l’Eurovision aveva annunciato i 37 paesi partecipanti, tra cui Israele, centinaia di artisti avevano firmato e condiviso numerose petizioni per richiedere l’esclusione del Paese dal concorso per via della guerra portata avanti dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza. All’operazione di boicottaggio minacciata da tantissimi spettatori era presto seguita una lettera a sostegno della partecipazione di Israele, firmata da più di 400 artisti di tutto il mondo, tra cui Helen Mirren, Gene Simmons e Boy George. Di fronte all’acceso dibattito, l’Unione Europea di radiodiffusione (EBU), l’ente che organizza l’Eurovision – e che nel 2022 impedito la partecipazione della Russia dal concorso – aveva deciso di mantenere Israele in gara. Negli ultimi giorni si è tornati a parlare della possibile esclusione di Israele dal concorso ma, almeno ufficialmente, per un’altra ragione.

Come si legge su Euronews, l’EBU avrebbe infatti bocciato entrambe le canzoni proposte da Israele. La prima, intitolata “October Rain”, della cantane russo-israeliana Eden Golan, sarebbe stata ritenuta non in linea con il regolamento dell’Eurovision, che prevede che le canzoni in gara non abbiano nessun significato politico. Alcuni versi in ebraico della canzone, che recitano «There’s no air left to breathe / There is no place for me» e «They were all good children, each one of them», sono stati interpretati come riferimenti all’attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre. Nel testo della canzone, inoltre, si parla di «fiori» che, nel gergo dell’esercito israeliano, rappresentano i soldati morti nel corso del guerra. Miki Zohar, Ministro della cultura israeliano, si è lamentato sui social della possibile squalifica del proprio paese, negando la natura politica della canzone e invitando l’EBU a «continuare a comportarsi professionalmente e neutralmente, evitando che la politica influenzi l’arte». In aggiunta a ciò, stando a quanto riportato dal sito di news israeliano Ynet, l’EBU avrebbe respinto anche la seconda proposta di Israele, una canzone intitolata “Dance Forever”, anch’essa giudicata non consona per via dei riferimenti nel testo alle vittime, sempre del 7 ottobre, del festival musicale Supernova.

Già quando “October Rain” era stata inizialmente scartata, l’Israeli Public Broadcasting Corporation (KAN) – l’emittente televisiva pubblica che si occupa di scegliere la canzone che Israele presenterà all’Eurovision aveva dichiarato di non aver nessuna intenzione di sostituire la canzone, minacciando di abbandonare il concorso qualora l’EBU non l’avesse approvata.«Credo che sia importante per Israele partecipare all’Eurovision, e che sia sia anche una presa di posizione perché ci sono hater che cercano di buttarci fuori da ogni palco» ha dichiarato il presidente israeliano Isaac Herzog, invitando a un dialogo «intelligente» tra l’EBU e il Kan. Le due parti dovranno trovare un accordo entro il prossimo 11 marzo, data ultima per proporre una nuova canzone prima dell’esclusione definitiva dal concorso.

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