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18:14 lunedì 30 marzo 2026
Il momento più surreale della visita a Roma di Robert Pattinson e Zendaya è stato indubbiamente la foto al Campidoglio con il sindaco Gualtieri Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.
KitKat ha confermato che il furto di un camion con 12 tonnellate di KitKat avvenuto in Italia è una notizia vera, è successo davvero Mentre parliamo, c'è qualcuno, da qualche parte in Europa, che sta nascondendo 413.793 barrette di KitKat a forma di macchina da Formula 1.
Fred Again ha messo su YouTube tutto il (già leggendario) concerto in cui ha suonato assieme a Thomas Bangalter dei Daft Punk La versione integrale del concerto dell’Alexandra Palace di Londra dura due ore e ha già accumulato più 820 mila visualizzazioni su YouTube.
Trump ha detto in maniera molto chiara ed esplicita che vorrebbe prendersi il petrolio iraniano Ma ha anche aggiunto che ci sono degli «scemi» negli Stati Uniti che glielo stanno impedendo. Non ha chiarito chi siano questi scemi, però.
Il reboot cancellato di Buffy si è rivelato uno dei peggiori disastri della storia della tv americana La cancellazione della serie reboot è una sconfitta per tutti: Disney, la regista Chloé Zhao, Sarah Michelle Gellar, e soprattutto i fan.
Stando alla ricostruzione della Questura di Roma, il “controllo” a Ilaria Salis prima della manifestazione No Kings è stato fatto perché nessuno aveva capito che si trattava di quella Ilaria Salis Il controllo all'europarlamentare è durato circa un'ora, tanto è stato necessario perché gli agenti si accorgessero di chi avevano davanti.
Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 12.000 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».

L’Islanda è il miglior brand del 2017

11 Ottobre 2017

L’Islanda è il Paese nel mondo che, nel 2017, ha saputo sfruttare al meglio la sua reputazione internazionale in termini di solide opportunità commerciali. A stabilirlo è l’ultimo report di Brand Finance, società di consulenza di base a Londra che si occupa anche di nation branding, ovvero della misurazione del valore del “marchio” di 100 Paesi influenti al di fuori dei loro confini nazionali. Secondo lo studio, la piccola isola situata nella periferia nord d’Europa è la nazione più “performante” dell’ultimo anno: nella classifica Best Performing Nation Brand, infatti, il valore del marchio-Islanda è aumentato dell’83% rispetto al 2016 e continuerà a godere di una crescita senza eguali nel prossimo futuro. Il turismo è in continua espansione e sta rosicchiando la sua fetta di Pil al settore della pesca, che finora è stato il traino principale dell’economia: basti pensare che nel 2016 un milione e ottocentomila persone hanno visitato l’Islanda, il 40% in più rispetto al 2015. Nei primi due mesi del 2017 il numero di turisti segna già più 59% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e secondo le previsioni raggiungerà i 2.4 milioni di unità entro la fine dell’anno.

Si tratta di cifre tutt’altro che insignificanti, soprattutto se si tiene conto che l’Islanda è grande all’incirca un terzo dell’Italia e conta una popolazione che non supera le trecentotrentamila persone (e più o meno un milione di pecore, per inciso). Il rapporto di BF cita il ruolo svolto da Game of Thrones e, in particolare, dalle scene girate al di là della Barriera, che hanno contribuito a rendere popolari gli sconfinati paesaggi islandesi, ma le ragioni di questo successo sono ben più profonde. Ne ha parlato bene Claudio Giunta nel suo Tutta la solitudine che meritate (Quodilibet, 2014), che dell’Islanda fa un racconto non solo bello ma anche utilissimo per chiunque voglia visitare il Paese, partendo dalla crisi del 2008 e muovendosi tra la fissazione tutta islandese per l’arte contemporanea, i luoghi imperdibili (la Laguna Blu non è fra questi, dice Giunta, ma consiglia anche di non fare gli snob e di andarci lo stesso) resi celebri da video virali su YouTube oltre che da Jon Snow e, non ultima, la letteratura, autoctona e non, che ai deserti islandesi fatti di lava e ghiaccio si è ispirata.

Sono tanti i motivi che hanno reso il marchio-Islanda così popolare, compresa l’epopea della sua agguerrita nazionale di calcio, che proprio qualche giorno fa si è aggiudicata il titolo di nazione più piccola mai qualificatasi ai Mondiali. E se i gravi scandali che hanno riguardato il primo ministro Bjarni Benediktsson sono una saga a cui è difficile appassionarsi (e un po’ rovinano l’idea che dell’Islanda ci siamo fatti, quella televisivo-letteraria), è interessante invece seguire il dibattito pubblico attorno all’impatto del turismo che si sta sviluppando nel Paese. La campagna di educazione dello straniero intrapresa con la tipica stoicità islandese da media outlet come Iceland Magazine è in questo senso illuminante: vi insegnerà a guidare, parcheggiare, infine muovervi con rispetto sugli accidentati terreni dove crescono pochi, ma importantissimi, muschi, di cui bisogna conoscere l’esistenza prima ancora di partire.

Jon Snow e i Bruti nei pressi del ghiacciaio Svínafellsjökull, nel parco di Skaftafell
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