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09:00 sabato 18 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
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La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Stando alla ricostruzione della Questura di Roma, il “controllo” a Ilaria Salis prima della manifestazione No Kings è stato fatto perché nessuno aveva capito che si trattava di quella Ilaria Salis

Il controllo all'europarlamentare è durato circa un'ora, tanto è stato necessario perché gli agenti si accorgessero di chi avevano davanti.

30 Marzo 2026

Il caso Ilaria Salis (l’ennesimo caso Ilaria Salis, verrebbe da dire), identificata nella mattina di sabato 28 marzo prima della manifestazione No-Kings di Roma, si arricchisce di un nuovo, kafkiano capitolo. Quello che l’eurodeputata ha denunciato come un segnale da «regime» nasce infatti come un «controllo preventivo» sollecitato dalle autorità tedesche, come ha riferito la Questura di Roma.

L’elemento più strano della vicenda, tuttavia, risiede nella cecità iniziale della macchina operativa. La Questura ha infatti confermato che gli agenti coinvolti nel controllo preventivo hanno dato il via alle verifiche senza avere consapevolezza dell’identità – e soprattutto del mestiere – della persona che avevano di fronte. Solo nel momento cruciale dell’identificazione, quando Ilaria Salis si è identificata come Ilaria Salis l’eurodeputata, le procedure sono state bruscamente interrotte. Secondo quanto riportato dall’Ansa e conseguentemente da tutti i giornali italiani, «il personale intervenuto si è limitato a richiedere i documenti (a Salis, ndr) e alla persona in sua compagnia», e nel momento in cui «si è reso conto che si trattava dell’europarlamentare, ogni verifica è stata interrotta senza fare accesso alla stanza d’albergo».

L’operazione, secondo quanto riferito dalla parlamentare europea e dai leader del suo partito, Alleanza Verdi Sinistra (Avs), Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, sarebbe durata circa un’ora, nonostante Salis si fosse prontamente identificata. L’eurodeputata ha espresso dure critiche sui suoi canali social, parlando di un «clima da regime» e di uno «Stato di polizia», mettendo l’accaduto in diretta correlazione con la manifestazione nazionale No Kings, prevista per il pomeriggio di sabato nella capitale, e con gli effetti del nuovo Decreto Sicurezza. Ma questo è solo l’ultimo paradosso di un’epoca in cui la sorveglianza non ha confini nazionali, ma si muove lungo i binari di una cooperazione internazionale che finisce per trasformare un’esponente delle istituzioni comunitarie nel bersaglio di un protocollo d’ordine pubblico.

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