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20:37 giovedì 25 giugno 2026
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “catturare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.
Il cofondatore di Wikipedia è stato bannato da Wikipedia perché ha provato a cambiare le regole di Wikipedia senza seguire le regole di Wikipedia Larry Sanger ha proposto una riforma di tutto il sistema dell'enciclopedia online, ma a quanto pare lo ha fatto nella maniera sbagliata.
L’album “perduto” dei Deftones, Eros, è stato pubblicato online dopo 18 anni E i fan si sono divisi, tra chi ha accolto la notizia con entusiasmo e chi si è indignato ricordando la storia tragica che portò alla cancellazione di quel disco.
A Londra hanno dovuto cancellare un evento sul caldo estremo a causa del caldo estremo Un evento in cui il tema era trovare il modo di sopravvivere al caldo estremo senza stravolgere la propria vita quotidiana.
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.

Il Nyt e il caso Thompson

Gli effetti neanche tanto secondari che lo scandalo di Jimmy Savile, in odor di pedofilia, sta avendo dalle parti del giornale americano

27 Ottobre 2012

Una cosa che ho scritto per Il Foglio sugli effetti dello scandalo Savile e BBC dalle parti del New York Times.

Tanti e tali sono i risvolti che rischia di portarsi appresso l’affaire Jimmy Savile – l’ex conduttore storico della BBC (scomparso lo scorso anno) in odor di abusi e di pedofilia recidiva sulla cui presunta copertura omertosa da parte dei vertici del broadcaster è in corso una seria e vasta indagine – che da qualche giorno uno di questi è sbarcato prepotentemente oltreoceano.
E lo ha fatto aprendo una piccola grande crepatura nella granitica struttura di un altro colosso del mondo dei media con la schiena dritta e la M maiuscola, il New York Times, dalle cui colonne digitali martedì scorso Margareth Sullivan, il public editor del giornale, ha sollevato il seguente quesito: dello scandalo della BBC sappiamo molto vista la copertura che ne sta dando il nostro ufficio di Londra, ma non sarebbe forse il caso di farsi più aggressivi e di approfondire i vari “non ero a conoscenza davvero di nulla” dell’allora capo della tv inglese Mark Thompson, dato che, fino a prova contraria, dal prossimo 12 novembre lo stesso Thompson si insedierà ufficialmente come nuovo Ceo del nostro glorioso giornale?
La domanda, vista la delicatezza della vicenda, non è caduta nel vuoto. In un’intervista del giorno dopo ripresa dallo stesso New York Times, Mark Thompson ha dichiarato che è assolutamente corretto che gli vengano chieste spiegazioni in merito da parte del suo imminente datore di lavoro ma che non crede di aver ravvisato nel suo comportamento su questa faccenda nulla che possa inficiare il suo impegno preso con il New York Times. […]

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