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08:32 domenica 15 marzo 2026
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Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.

Il grande successo dell’adattamento del Maestro e Margherita nei cinema russi

19 Febbraio 2024

Un buona bussola per orientarsi nelle questioni geopolitiche di questi anni è sapere cosa ne pensa Vladimir Solov’ëv e poi decidere di pensarla in maniera opposta. È un metodo efficacissimo, funzionante nel 100 per cento dei casi, dall’invasione dell’Ucraina al conflitto israelo-palestinese. È un metodo che sembrano aver adottato anche i quasi quattro milioni di russi che hanno deciso di andare al cinema a vedere l’adattamento del Maestro e Margherita dopo aver assistito alla stroncatura del film fatta da Solov’ëv nella sua trasmissione della domenica sera su Rossija 1. Con i modi e i toni che purtroppo abbiamo imparato a conoscere dal 24 febbraio 2022, Solov’ëv ha invitato il suo pubblico a chiedersi come sia possibile che un film del genere – secondo lui palesemente antirusso, vale a dire antiputiniano – sia stato realizzato, perché stia avendo questo sorprendente successo in patria e come mai se ne stia parlando così tanto all’estero (tra gli altri, ne ha scritto anche Paul Sonne sul New York Times).

Solov’ëv e tutti i suoi epigoni sono furibondi perché non avrebbero mai immaginato un simile successo per Il maestro e Margherita nella Russia di Putin, un Paese in guerra che assiste quasi inerme alle limitazioni della libertà d’espressione imposte dal governo dall’inizio della cosiddetta “operazione speciale”. Tra l’altro, Il maestro e Margherita (arrivato nelle sale cinematografiche russe lo scorso 25 gennaio) non è neanche un film completamente russo: il regista, Michael Lockshin, è americano; August Diehl, l’attore che interpreta il Diavolo, è tedesco (i fan di Tarantino se lo ricorderanno per la sua interpretazione del maggiore Dieter Hellstrom in Bastardi senza gloria). Certo, il film è stato realizzato grazie a importanti finanziamenti statali, fatto che contribuisce alla furia dei filoputiniani russi: com’è possibile che la Federazione abbia deciso di contribuire economicamente a un film che tantissimi cittadini stanno interpretando come una critica allo Stato tiranno, al regime autoritario di Putin, si chiedono. E in tanti stanno sottolineando come l’atteggiamento del regime nei confronti di questo film si avvicini parecchio a quello della dittatura di Stalin nei confronti di Bulgakov e del suo libro. Ma oggi è impensabile mettere al bando questa versione del Maestro e margherita: la risonanza internazionale che una decisione del genere sicuramente avrebbe costituirebbe un ulteriore danno alla già pessima reputazione di Putin.

Lockshin, il regista del film, è cittadino americano ma ha passato quasi metà della sua vita in Russia. La decisione di girare questo film l’ha presa nel 2019, prima che la “denazificazione” dell’Ucraina diventasse il pretesto buono per approvare (altre) leggi liberticide in Russia. E, in effetti, per diverso tempo la distribuzione del film è stata in dubbio, anche perché Lockshin (che ora vive negli Stati Uniti) si è sempre pubblicamente opposto al regime di Putin e soprattutto all’invasione dell’Ucraina: sui suoi profili social ha spesso invitato i suoi amici russi a protestare contro il loro governo e a fare tutto il possibile per raccontare la verità su quanto sta succedendo in Ucraina.

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