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È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.
Amsterdam è la prima capitale del mondo a vietare la pubblicità sia della carne che dei combustibili fossili negli spazi pubblici La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».
Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.
Alla donna francese ricoverata in condizioni gravissime a causa dell’hantavirus era stato detto che i suoi sintomi erano dovuti all’ansia Nonostante i sintomi e il fatto che fosse letteralmente appena scesa dalla MV Hondius, la diagnosi dei medici è stata questa: stress misto ad ansia.
Jean Michel Jarre ha scritto il libro definitivo sulla storia della musica elettronica Si intitola Machines: A History of Electronic Music e racconta la storia del genere attraverso 80 ritratti. Non di persone, però: di strumenti musicali.
In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.

I restyling del logo Rai dal 1949 a oggi

12 Settembre 2016

La Rai cambia le grafiche che hanno accompagnato i suoi programmi fino a oggi, e cioè loghi, bumper (i brevi filmati che aprono o chiudono la sequenza degli spot o annunciano i programmi), design dei promo e cartelli di servizio. Non ci saranno più, dunque, le ormai note nuvole di Rai 1, i mosaici di Rai 2 e il magenta di Rai 4. 

Il rebranding arriva dopo sei anni dall’ultima operazione simile: in quell’occasione venne motivata dal passaggio al digitale terrestre, il quadrato debuttò nei loghi delle emittenti, sia per la tv che per la radio. L’attuale è il sesto restyling a partire dal 1949.

Il primo logo Rai, che risale a prima dell’inizio delle trasmissioni del 1954, fu realizzato dal pittore e architetto Erberto Carboni: aveva un carattere “egiziano”, lettere squadrate, di grande impatto visivo. Ma non fu l’unico: ne fu creata un’altra versione, nella quale il pallino della I è sostituito da un occhio, una grafica usata anche dalla Cbs in America e dalla Bbc in Inghilterra. Qualche anno dopo Carboni realizzò anche il logo “Tv”, con la T e la V che volevano rappresentare un’antenna, e le grafiche del monoscopio Rai, andato in onda fino al 1977.

Logo Rai Anni '50

I caratteri di Carboni resistettero fino agli anni Settanta quando un grafico interno all’azienda, Alberto Ribera, propose un nuovo marchio, nel quale le lettere erano più snelle e la R e la A si fondevano tra loro. Questo logo, però, venne usato pochissimo, principalmente sulle telecamere di studio, e venne sostituito poco dopo da un simbolo simile, mai adottato come logo ufficiale nonostante comparisse in alcune grafiche. La grande rivoluzione arriva, quindi, nel 1982 quando la Rai decide di affidare la grafica a un’azienda esterna, la Ara, che realizza un logo che è resistito, seppur in varie versioni, fino al Duemila e che si può ancora vedere in alcune sedi Rai. 

Logo Rai Anni '80
Insieme al nuovo font Handel Gothic, un carattere molto in voga in quel periodo (lo usava anche la American Airlines), i canali vengono ufficialmente denominati Raiuno, Raidue e Raitre. Una scelta dettata dalla nascita delle reti Fininvest e dalla necessità di differenziarsi: a ognuna, quindi, venne associato un colore primario e una forma geometrica tridimensionale. Pochi anni dopo, pur mantenendo lo stesso carattere, vennero apportate alcune modifiche: la A venne rovesciata, vi fu applicato il simbolo della bandiera italiana, e le lettere vennero separate per dar più risalto agli angoli. 

Logo Rai Anni '80

Nel 2000, poi, si cambia ancora, e in modo radicale. Viene adottato il carattere Futura, ideato da Paul Renner e utilizzato da tantissime aziende e non solo: è lo stesso visto in American Beauty, di Calvin Klein, SwissAir e Trenitalia. Accanto, l’immagine di quella che sembra una farfalla ma che in realtà – come ha detto Antonio Romano, che si occupò del restyling – è anche la rappresentazione di due visi che si guardano. Il logo racchiudeva la nuova corporate identity proposta dall’azienda: il blu corrispondeva alla tecnologia, la farfalla alla libertà, i due volti al dialogo e l’interattività.

Logo Rai Farfalla Anni 2000

Dieci anni dopo, col digitale terrestre, sparisce la farfalla, al suo posto arriva il quadrato disegnato. Insieme al logo, vengono ideati dei riquadri bianchi semitrasparenti che possano essere visti senza difficoltà anche sui televisori al plasma e in formato 16:9. In questo caso, il nome del canale è inserito in un quadrato davanti a un cielo azzurro con qualche nuvola.

Stavolta, invece, l’agenzia creativa della Rai ha deciso di racchiudere le novità in un video.

Nel caso di Rai 1 è stato scelto un blu più caldo e sono state eliminate le animazioni con le nuvolette, per Rai 2 ai mosaici di immagini vengono preferite forme geometriche che si intersecano. Per quanto riguarda altre due reti, Rai 3 e Rai 4, il cambiamento più grande si ha nei colori: quello di Rai3 diventa un verde più chiaro; per l’altro, invece, si passa dal magenta al viola. Il carattere utilizzato per i testi abbinati al logo è il Neue haas grotesk. 

Un design semplice e pulito che, secondo l’azienda, «definirà un’immagine più coerente ed efficace» e che presto arriverà anche sugli altri canali, seguito dal 3d a partire da gennaio.

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