L'hanno comunicato su una app di fan degli Arcade Fire.
Il ritorno molto atteso dei Cani è arrivato a sorpresa
Si intitola post mortem il nuovo album di Niccolò Contessa, uscito ben nove anni dopo il precedente Aurora.
I Cani non si chiamano più così: Niccolò Contessa ha deciso di cambiare nome al suo progetto più famoso e amato, che da oggi si chiama i cani, scritto tutto in lettere minuscole. La novità l’abbiamo scoperta questa mattina assieme a un’altra novità: è uscito un nuovo disco dei Cani (continuiamo a usare le maiuscole per questione di leggibilità), si intitola post mortem e ovviamente è il disco che sta riempiendo i feed social dei fan dell’indie vecchi e nuovi in queste ore.
Sono passati nove anni dal disco precedente, Aurora, nove anni in cui Contessa ha parlato pochissimo (giusto un’ospitata in Una pezza di Lundini, che il caso ha voluto fosse il protagonista della nostra nuova digital cover, uscita proprio oggi) e lavorato molto. Ha fatto soprattutto il produttore – tra le sue produzioni ci sono Tutti Fenomeni e Laila Al Habash, solo per citarne due – e il compositore di colonne sonore (l’ultima per Enea di Pietro Castellitto). Non che si fosse dimenticato dei Cani, naturalmente. In questi nove anni c’è stato lo sporadico singolo a tenere vive aspettative e attese per il nuovo disco: “Nascosta in piena vista”, “Un altro dio” e soprattutto il doppio singolo realizzato assieme ai Baustelle, “Nabucodonosor” e “L’ultimo animale”.
«Non se lo aspettava nessuno. Lo stavamo aspettando tutti», così inizia il comunicato stampa con cui è stato presentato post mortem. Ed è vero, a giudicare dalle prime reazioni. Il disco, pubblicato da 42 Records e distribuito da Sony Music Entertainment, è composto di 13 tracce ed è scritto, suonato, cantato e registrato da Contessa. Avendo fatto tutto quanto lui da solo, gli si può perdonare la lunga attesa.
Il nuovo disco della band di Damon Albarn è un'opera ricchissima in cui una miriade di armonie e voci scrivono un racconto che parla di vita, morte, lutto, accettazione e ripartenza. Con un messaggio a tenere assieme tutto: sopravvive solo chi si lascia andare.
Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa impossibile.
Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.