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La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.
Il nuovo disco degli Xiu Xiu è un “adattamento musicale” di Eraserhead di David Lynch Dopo aver dedicato un disco a Twin Peaks, la band ne fa uno tutto incentro sull'opera prima di Lynch. Esce il 10 luglio, si intitola Eraserhead Xiu Xiu.
I Mondiali negli Stati Uniti stanno avendo un grosso problema con i permessi di soggiorno e i controlli agli aeroporti Visti negati a calciatori e arbitri, controlli severissimi, tifosi che scoprono all'improvviso di non poter più entrare negli Usa. Senza che ci sia una spiegazione ufficiale.

Il film in cui Houellebecq fa sesso uscirà nonostante lui ci abbia ripensato

29 Marzo 2023

Lo scorso 11 marzo, come riporta il Guardian, era prevista la distribuzione del film KIRAC 27 del collettivo artistico Keeping It Real Art Critics, noto a tutti come il film in cui Michel Houellebecq per qualche ragione va ad Amsterdam e si fa riprendere mentre fa sesso con diverse giovani donne (ne avevamo parlato qui). L’uscita del film è stata però bloccata da una causa intentata dallo scrittore, che dopo aver accettato di partecipare al film si è poi detto contrario alla distribuzione dello stesso. Houellebecq si è rivolto a un tribunale di Amsterdam dicendo che l’accordo firmato con Keeping It Real Art Critics non è da considerarsi valido perché al momento in cui lo ha firmato era «fortemente depresso e inebriato a causa del consumo di numerosi bicchieri di vino». Una ricostruzione dell’accaduto che però non ha convinto i giudici olandesi, che ieri hanno deciso che KIRAC 27 può essere distribuito.

Secondo i giudici, infatti, a proporre al regista Stefan Ruitenbeek l’idea di realizzare un «cortometraggio erotico» con protagonista Houellebecq è stata la moglie dello scrittore, Qianyun Lysis, durante una cena tenutasi a Parigi nell’autunno del 2022. A Lysis l’idea era venuta mentre cercava un modo per aiutare il marito a superare un momento di «profonda tristezza». Entusiasta, il regista aveva subito accettato e aveva cominciato a discutere del film via mail con Houellebecq. I due si erano trovati d’accordo sulla realizzazione di «un’opera d’arte in cui la differenza tra finzione e realtà è raccontata attraverso un gioco in cui si affrontano le vendicative paranoie dei proprio nemici». Atterrato ad Amsterdam lo scorso 1 dicembre, lo scrittore aveva subito firmato una liberatoria in cui consentiva di essere ripreso mentre partecipava alla realizzazione di un film che «potrebbe o non potrebbe contenere scene esplicite». Unica condizione posta da Houellebecq, non essere mai ripreso a figura intera: la separazione tra le inquadrature del suo volto e quelle dei suoi genitali doveva servire per instillare nello spettatore il dubbio che quello impegnato in atti sessuali fosse davvero lo scrittore.

Il 23 dicembre, però, a tre giorni dalla fine delle riprese, Houellebecq ha abbandonato set e progetto, spiegando la sua decisione con una «sostanziale differenza di vedute artistiche» tra lui e Ruitenbeek, il cui film lo scrittore aveva a quel punto paragonato a «giornalismo spazzatura». Subito dopo, si era rivolto alla giustizia civile olandese per impedire la distribuzione di KIRAC 27. Ma i giudici, come detto, non hanno ritenuto credibile la sua versione dei fatti: la depressione di Houellebecq  sarà vera e grave come lui dice, ma in assenza della certificazione del medico non può essere considerata tale in un tribunale. Per quanto riguarda l’ubriachezza, i giudici hanno detto che Houellebecq non è riuscito a portare nessuna prova che dimostri la sua alterazione al momento della firma del contratto: magari ha bevuto davvero, hanno scritto nelle motivazioni della sentenza, ma come facciamo noi a sapere che fosse già ubriaco mentre leggeva il contratto? È la seconda sentenza sfavorevole che Houellebecq riceve nell’ultimo mese: all’inizio di marzo era stata respinta anche un’altra causa, intentata questa volta a Parigi, in cui affermava che il trailer del film – che nel frattempo, a causa dei procedimenti giudiziari, è stato rimosso dal sito di Keeping It Real Art Critics – aveva danneggiato la reputazione sua e diffuso menzogne su sua moglie. Ora, non resta altro che vedere il film e provare a capire se l’uomo che fa sesso è davvero Michel Houellebecq.

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