Hype ↓
01:05 mercoledì 18 marzo 2026
La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.
Una ricerca ha scoperto che, contrariamente a quanto si credeva, la cannabis non ha nessuna efficacia nella cura di ansia e depressione Si tratta della più grande ricerca di questo tipo mai fatta. Secondo i risultati, usare i cannabinoidi per curare ansia, anoressia nervosa, Ptsd o altre dipendenze non serve a nulla.
C’è una petizione per fare della Hoepli una bottega storica di Milano e provare così a salvarla dalla chiusura Petizione che ha già raccolto più di 48 mila firme, tra cui quelle di Eleonora Marangoni, Mario Calabresi, Alessandro Cattelan e Vinicio Capossela.
Tutti aspettavano il ritorno di John Galliano nella moda, ma nessuno si aspettava sarebbe stato una collezione per Zara La collaborazione tra il brand del gruppo Inditex e lo stilista di Gibilterra durerà due anni, e la prima collezione arriverà nei negozi a settembre.
Israele ha detto che agli sfollati libanesi non sarà consentito tornare a casa Secondo le autorità libanesi più di 1 milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, a quanto pare definitivamente.
Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.
Sempre più persone vanno dallo psicologo dicendo di essersi ammalate di depressione per colpa della politica Stress cronico, spaesamento, ansia. La cura più efficace, al momento, sarebbe l'attivismo, quello vero.
Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.

C’è un nuovo documentario su Hemingway

06 Aprile 2021

Chi è Hemingway? Per molti il più grande scrittore del ventesimo secolo, per altri il nome di una lettura obbligatoria delle scuole superiori, per altri ancora, come la protagonista del film 10 cose che odio di te,  «un misogino abusivo e alcolizzato che sprecò metà della sua vita a frequentare Picasso cercando di rubargli gli avanzi». Sull’onda della nuova tendenza a dissotterrare le vite di vecchi scrittori americani (è appena uscita una biografia di Philip Roth di cui si sta parlando molto) si inserisce la nuova docu-serie della Pbs Hemingway che cerca di dare dello scrittore un ritratto letterario ma anche personale.

Ernest Hemingway, courtesy of Pbs

Andata in onda nel weekend pasquale sul canale pubblico americano, la serie è divisa in tre episodi per un totale di sei ore di filmato, uno studio del personaggio che sembra essere molto esaustivo. Nelle sei ore scorrono foto e filmati d’archivio, interviste a scrittori, ma specialmente letture dei suoi racconti e delle sue lettere fatte dall’attore Jeff Daniels. La tesi del regista Ken Burns, famoso per i suoi documentari sulle guerre, civili e mondiali, che permea il documentario è che non esista uno scrittore che non sia stato influenzato dalla scrittura di Hemingway. Per questo molte delle ore della serie sono dedicate allo studio delle sue parole, per far capire quanto queste ritornino in quello che leggiamo ogni giorno.

Il New Yorker ritiene che Hemingway abbia voluto indagare in profondità sulla persona e sul mito, due storie differenti che vengono analizzate in parallelo. Il primo episodio risale alla sua infanzia e alla figura della severissima madre, che lo scrittore ha spesso additato come causa delle sue ansie rispetto alla mascolinità. Infatti già nei suoi primi racconti letti da Daniels appare la figura archetipica iper-maschile che ritornerà sempre in tutti i suoi scritti. Il documentarista Burns cerca di spiegare il motivo di fondo di questa pulsione, rintracciabile nel secondo capitolo “L’alias” in cui smonta la storia che Hemingway dava di sé, quando, tornato a casa dopo la guerra, racconta di conquiste, militari e sentimentali, inventate. Tra filmati d’archivio e lettere ritrovate, si tenta così di capire dove finisce Ernest Hemingway e dove inizia il mito del grande scrittore americano.

Articoli Suggeriti
Leggi anche ↓
Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr

Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.

In Non scrivere di me Veronica Raimo mostra quanto, nella vita reale, il confine tra amore e violenza possa essere ancora pericolosamente sfumato

Una ragazza con velleità intellettuali si innamora di uno più cool di lei, che la vuole ma in fondo non così tanto, e perde la testa: inizia così il nuovo romanzo di Veronica Raimo, una storia d'amore, dolore e sorellanza.

Agli Oscar due film hanno vinto lo stesso premio e così molte persone hanno scoperto che agli Oscar si può pareggiare e che è già successo sette volte in passato

È avvenuto nella categoria Miglior cortometraggio live action, dove il premio lo hanno vinto sia The Singers che Two People Exchanging Saliva.

In Voce Triennale arriva Equinozio, tre giorni e tre notti di concerti, performance e talk per festeggiare l’inizio della primavera

Da venerdì 20 a domenica 22 marzo «una lunga e leggera progressione di danze», come l'ha definita il curatore Carlo Antonelli.

A Sean Penn importa così poco di aver vinto l’Oscar che non si è presentato alla cerimonia e non ha mandato nessuno a ritirare il premio al posto suo

«Non ha potuto essere qui questa sera, o non ha voluto, quindi ritirerò il premio a suo nome», ha detto Kieran Culkin, che ha ritirato il premio per lui.

Il “No to War and Free Palestine” di Javier Bardem è diventato il momento più rivisto e commentato di questi Oscar

L'attore è salito sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles per presentare il premio al Miglior film internazionale. Ma prima ha voluto lanciare un messaggio.