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11:20 sabato 12 settembre 2026
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.

Chiara Camoni, la strega bianca dell’arte

Chiamare a raduno. Sorelle. Falene e fiammelle. Ossa di leonesse, pietre e serpentesse è la prima grande retrospettiva dedicata agli oggetti nati dagli incantesimi dell'artista.

21 Febbraio 2024

Qualche giorno fa parlavamo di Mysticposting, l’ossessione di Instagram per l’occulto, e di come sembra che la Generazione Alpha stia cercando di riappropriarsi del lato etereo e misterioso di internet attraverso una corrente estetica che mescola talismani, incantesimi e simboli occulti. Anche le ultime due mostre del programma di Pirelli HangarBicocca di Milano hanno in comune un forte legame con la magia e con il misticismo, per come possiamo intenderli oggi. Dopo gli ori e i rossi della bellissima retrospettiva di James Lee Byars che si è appena conclusa, ricca di simboli e rituali, il 15 febbraio ha aperto la prima grande mostra in Italia dedicata al lavoro di Chiara Camoni (Piacenza, 1974), visitabile fino al 21 luglio.

La natura delle opere esposte appare chiara già dallo strano, poetico titolo che sembra l’invocazione di una strega: Chiamare a raduno. Sorelle. Falene e fiammelle. Ossa di leonesse, pietre e serpentesse. Se la magia di Byars ricordava un set cinematografico, coi suoi colori forti e l’uso di simboli preziosi (oro, diamanti, il corno di un narvalo) qui si entra in una dimensione completamente diversa, organica, terrosa, naturale. Le opere di Chiara Camoni sono l’evoluzione in forma d’arte delle pozioni che creiamo da bambini quando giochiamo in giardino, mescolando e spiaccicando miscugli magici di terra, foglie, erba, fiori. Una pratica che non è poi così lontana da quello che l’artista mette in atto quando lavora nel suo studio a Seravezza, in provincia di Lucca, tra le Alpi Apuane: Camoni raccoglie lungo i fiumi e nei boschi diversi tipi di erbe, bacche e fiori che integra nei suoi lavori insieme all’argilla e alla cenere attraverso processi organici. Elementi che vengono poi riassemblati o fusi per creare le sue opere: vasi farfalla, tavoli insetti, gufi, serpenti, falene, cani, leonesse.

All’inizio del suo percorso artistico, Camoni collabora con Ines Bassanetti, la nonna, che a ottantanove anni diventa la sua assistente e, su invito della nipote, e comincia a realizzare una raccolta di disegni a matita raffiguranti fiori e animali. In un altro ciclo di opere l’artista utilizza direttamente fiori, erbe e foglie dalle proprietà tintorie per stampare su seta. Le sue sculture danno forma a creature ibride nate dall’unione di animali e oggetti, richiamando le illustrazioni dei bestiari medievali, nei quali il mondo naturale è rappresentato in chiave simbolica e religiosa, o le offerte votive rinvenute nei sarcofagi etruschi. Opere che sembrano gli incantesimi di una strega bianca, spesso create con l’aiuto di donne a lei vicine.

Protagoniste della mostra sono le sculture in ceramica della serie Sisters (2019 – in corso): grandi figure femminili con un mix di fiori freschi e secchi che esce dalle teste e corpi composti da tantissimi piccoli pezzi di terracotta nera. Le “sorelle” sono riunite in un’architettura radiale ispirata ai giardini all’italiana, che invita a passeggiare tra le opere assumendo un atteggiamento di serena contemplazione, come in un giardino sacro, rischiarato dalle fiammelle installate su alcune opere. In mostra c’è anche la testimonianza di un rituale: il video “Burning Sister” riprende una Sister tutta vegetale mentre brucia al crepuscolo su una spiaggia deserta in Grecia. Come a dire che in un clima apocalittico in cui viviamo, non ci resta che affidarci alla magia e celebrare la natura, o quel che ne resta.

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