Hype ↓
19:26 mercoledì 4 marzo 2026
Dopo una saga di libri, tre serie tv, fumetti, videogiochi e merchandise d’ogni tipo, adesso arriverà anche un film di Game of Thrones Sarà ambientato 300 anni prima dell'inizio del primo episodio della serie originale. C'è però un problema: Hbo sta girando un'altra serie spin-off di Game of Thrones ambientata nello stesso periodo.
A Parigi aprirà il primo museo al mondo interamente dedicato ad Alberto Giacometti Sarà inaugurato a fine 2028 e nella sua collezione permanente ci saranno 10 mila tra opere, oggetti e documenti dello scultore.
Siccome non sono già abbastanza impegnati militarmente, gli Stati Uniti sono intervenuti anche contro i narcotrafficanti in Ecuador Le operazioni sono iniziate il 3 marzo e rientrano in quella che gli Usa definiscono «offensiva contro il narcoterrorismo in America Latina».
Per festeggiare i loro compleanni, è uscito un disco da collezione in cui Lucio Dalla e Lucio Battisti cantano per la prima volta “assieme” Sarà disponibile in pre ordine solo per due giorni: il 4 e il 5 marzo, data di nascita rispettivamente di Dalla e di Battisti.
Il centrodestra ha affossato la proposta di legge sulla settimana lavorativa corta La proposta di Avs, M5S e Pd prevedeva quattro giorni di lavoro a parità di stipendio. La maggioranza ha deciso che non se ne farà nulla.
Dopo la Spagna, anche Francia e Canada si sono accorti che l’attacco di Usa e Israele all’Iran viola il diritto internazionale Sia Emmanuel Macron che Mark Carney hanno condannato un'operazione eseguita senza il consenso dell'Onu e in violazione del diritto internazionale.
Tutta internet sta gongolando per le disgrazie degli influencer che si sono trasferiti a Dubai e ora si ritrovano in mezzo a una guerra Decine di reel e tiktok in queste ore ritraggono influencer e creator che scoprono, improvvisamente, che fuori c'è la morte. Internet non aspettava altro.
In cima al botteghino italiano c’è un documentario religioso sulle «apparizioni del Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque» di cui nessuno sembra sapere niente Il film si intitola Sacro Cuore – Il suo regno non avrà mai fine e ha incassato 264 mila euro in un giorno di programmazione.

I turbamenti del non più giovane Guè

Tra materialismo, insoddisfazione e perenne ricerca di un senso che non trova, Tropico del Capricorno, il nono disco da solista, è forse il più triste e amaro della sua carriera.

14 Gennaio 2025

«Ancora non ho fatto pace con me stesso», dice Guè nell’intervista che ha registrato recentemente con Gq, e la sensazione è confermata ascoltando Tropico del Capricorno, il suo nono disco solista uscito il 10 gennaio. Dopo una serie di lavori molto street (soprattutto Fastlife 4 e il disco dei Dogo), qui il rapper milanese dà sfogo principalmente a due delle anime che caratterizzano la sua carriera e, è il caso di dirlo, anche la sua personalità: quella party e quella malinconica e riflessiva, sia nei testi che nelle musiche a cura di Sixpm e Chef P (precedentemente noto come Pietrino dei 2nd Roof), con incursioni da parte di Big Fish, Bassi Maestro e dell’americano Harry Fraud (tra i migliori producer contemporanei, apprezzato soprattutto per il lavoro con French Montana).

«Penso alla mia carriera assurda, più che decennale / ma inversamente proporzionale / al disastro della vita personale» sintetizzava efficacemente in un pezzo di pochi anni fa, e questo è un po’ il mood del disco, quella sorta di infelicità e mancanza di senso pure all’interno di una vita caratterizzata dal successo, che richiama il filone inaugurato da Drake (notoriamente un riferimento di Guè) con il suo Take Care. Un riferimento più esplicito è invece quello a Henry Miller, visto che il disco prende il nome da un romanzo (seguito di Tropico del cancro) in cui lo scrittore statunitense raccontava in modo esplicito una vita tra sesso e bagordi nella New York degli anni Venti, alla perenne ricerca di una irraggiungibile felicità.

Se il disco di Guè è pieno di pezzi da club, di varie influenze dalla dancehall (“Nei tuoi skinny”) alla West Coast degli anni Novanta (“Nei DM”, non a caso con la collaborazione di Tormento, i cui Sottotono hanno rappresentato quel suono in Italia), è nei contrappunti più riflessivi e inquieti che anche il flexing e la caratteristica elencazione di marchi e status symbol assumono un sapore più amaro, come a ricordarci che non esistono panacee materiali per gli animi tormentati.

Proprio il pezzo prodotto da Harry Fraud, “Pain is love” (indicativo già il titolo), è una delle perle del disco: «Credimi, io ci provo / a essere meglio, ma ogni volta entrano i demoni / e sbaglio di nuovo […] Fingo che me ne fotto, in realtà sto toccando il fondo» esplicita il titolare, con quella pronuncia scazzata che è ormai marchio di fabbrica almeno dai tempi di “Squalo”. E probabilmente non è un caso che in scaletta “Pain is love” arrivi subito dopo “Le tipe”, un’elencazione di tutti “i tipi di tipe” che il Nostro predilige. A differenza però che in pezzi come “Le donne” di Fibra o la storica “Girls girls girls” di Jay-Z, che si muovono sullo stesso tema, qui il mood, dal punto di vista musicale, non è particolarmente scanzonato, quasi a dire che, in fondo, se ti piacciono tutte è perché non c’è nessuna che ti piace veramente. Torna in mente allora il famoso catalogo cantato da Leporello nel Don Giovanni di Mozart, e ancora di più il Casanova di Fellini, dove la meccanica coazione a ripetere è fonte di piacere effimero e, in definitiva, di fondamentale insoddisfazione.

Guè lo ha dichiarato più di una volta: la sua più grande paura è quella di smettere di essere tecnicamente bravo a rappare, cosa che con il passare degli anni abbiamo visto succedere a più di qualcuno. Questo disco ci conferma ancora una volta (magistralmente per esempio nella prima strofa di “Meravigliosa”, il pezzo in cui riprende l’amata “Acqua e sapone” degli Stadio) che quel momento, se mai arriverà, è ancora ben di là da venire. A confermare questa impressione è anche il pezzo che chiude l’album, “Astronauta”, uno dei brani più tristi della sua carriera. Una sola strofa che, oltre a essere tra le sue più belle, dopo un disco in cui in sostanza ci ha ricordato quello che sappiamo già che sa fare bene, presenta flow e tematiche inusuali (i riferimenti a “papi omofobi” e “capi nazisti” ricordano i tempi in cui nei primi dischi dei Club Dogo si praticava anche il rap di denuncia), forse come a dirci che le cartucce da sparare non sono ancora finite. E che se Guè ancora non ha fatto pace con i suoi demoni, perlomeno sa sempre come scavare dentro se stesso per raccontarli in musica.

Articoli Suggeriti
Dopo una saga di libri, tre serie tv, fumetti, videogiochi e merchandise d’ogni tipo, adesso arriverà anche un film di Game of Thrones

Sarà ambientato 300 anni prima dell'inizio del primo episodio della serie originale. C'è però un problema: Hbo sta girando un'altra serie spin-off di Game of Thrones ambientata nello stesso periodo.

A Parigi aprirà il primo museo al mondo interamente dedicato ad Alberto Giacometti

Sarà inaugurato a fine 2028 e nella sua collezione permanente ci saranno 10 mila tra opere, oggetti e documenti dello scultore.

Leggi anche ↓
Dopo una saga di libri, tre serie tv, fumetti, videogiochi e merchandise d’ogni tipo, adesso arriverà anche un film di Game of Thrones

Sarà ambientato 300 anni prima dell'inizio del primo episodio della serie originale. C'è però un problema: Hbo sta girando un'altra serie spin-off di Game of Thrones ambientata nello stesso periodo.

A Parigi aprirà il primo museo al mondo interamente dedicato ad Alberto Giacometti

Sarà inaugurato a fine 2028 e nella sua collezione permanente ci saranno 10 mila tra opere, oggetti e documenti dello scultore.

Se credete che la letteratura aiuti a capire il mondo, La gioia è il film che cancellerà le vostre certezze

Nel film di Nicolangelo Gelormini, ispirato a uno dei più sconvolgenti casi di cronaca nera italiana, c'è una riflessione di cui non si è parlato abbastanza: quella secondo la quale la letteratura, oggi, in questo mondo, rende deboli.

Per festeggiare i loro compleanni, è uscito un disco da collezione in cui Lucio Dalla e Lucio Battisti cantano per la prima volta “assieme”

Sarà disponibile in pre ordine solo per due giorni: il 4 e il 5 marzo, data di nascita rispettivamente di Dalla e di Battisti.

In cima al botteghino italiano c’è un documentario religioso sulle «apparizioni del Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque» di cui nessuno sembra sapere niente

Il film si intitola Sacro Cuore – Il suo regno non avrà mai fine e ha incassato 264 mila euro in un giorno di programmazione.

Anche gli eredi di Frida Kahlo sono esasperati dalla mercificazione di Frida Kahlo

La pro nipote Cristina Kahlo ha pubblicamente espresso la sua frustrazione per la trasformazione dell'artista in un santino commerciale.