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Per catturare Maduro l’esercito americano avrebbe usato anche l’intelligenza artificiale Claude Lo ha svelato un'inchiesta del Wall Street Journal, che ha citato fonti anonime «vicine al Pentagono».
Yuko Yamaguchi, la donna che ha “disegnato” Hello Kitty negli ultimi 46 anni, ha lasciato il suo ruolo Ringraziandola per il suo lavoro, Sanrio ha dichiarato che Yamaguchi ha «passato il testimone alla prossima generazione».
I protagonisti della nuova campagna di Zegna sono Mads Mikkelsen ma soprattutto i Giardini d’inverno di Pietro Porcinai Né serra né veranda, ma ponte ideale tra i luoghi dell'abitare e il paesaggio. Furono realizzati negli anni '60 e da allora sono rimasti invariati.
Il capo di Instagram ha detto che passare 16 ore al giorno sui social non significa avere una dipendenza dai social Secondo Adam Mosseri, passare tutto questo tempo su Instagram costituisce, nel peggiore dei casi, un «uso problematico» della piattaforma.
Il giorno di San Valentino più di un milione di iraniani della diaspora sono scesi in piazza in tutto il mondo per protestare contro il regime Era dal 1979 che non si vedevano manifestazioni così partecipate di iraniani che vivono lontano dall'Iran.
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Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.

Il Guardian ha stroncato Il sol dell’avvenire di Nanni Moretti

25 Maggio 2023

Se c’è una regola che vale per tutte le conversazioni umane, di ogni luogo e in ogni tempo e su ogni argomento, è quella che vuole che a premessa positiva segue argomentazione negativa. Un esempio: Peter Bradshaw, il critico cinematografico del Guardian, comincia la sua recensione del Sol dell’avvenire di Nanni Moretti con un breve paragrafo in cui spiega tutte le ragioni per le quali Moretti è «il regista italiano che avrà sempre un posto nei nostri cuori, in particolare per il suo meraviglioso La stanza del figlio, dal mio punto di vista il miglior film ad avere vinto la Palma d’oro a Cannes. E poi, per citare un’opera più recente, la sua commedia cinefila Mia madre, bellissima». Leggendo questo primo paragrafo di sperticate lodi, si capisce subito che sta per arrivare un “ma”. Che, infatti, è la prima parola del paragrafo successivo: «Ma il suo nuovo film, presentato a Cannes tra quelli in concorso [avrete visto nei vostri feed social il video del cast che sul red carpet di Cannes si produce in uno dei balletti che si vedono nel film, quello sulle note di “Voglio vederti danzare” di Battiato, ndr], è incredibilmente brutto: confuso, mediocre e metatestuale, una totale perdita di tempo, in certi momenti petulante e in altri svogliato».

A Bradshaw del Sol dell’avvenire non è piaciuto praticamente niente. Nemmeno la scena forse più apprezzata di tutto il film, quella in cui Giovanni (il personaggio alter ego di Moretti) prende in ostaggio un intero set per provare la fondatezza dell’argomento che più gli sta a cuore: quello secondo il quale il cinema dell’ultraviolenza fa schifo, è tutto un’allucinazione collettiva e, quando da questa allucinazione prima o poi ci riprenderemo, sarà comunque troppo tardi e i danni ormai troppo tardi. Questa scena – in cui Giovanni/Nanni si produce anche in una mini recensione di Breve film sull’uccidere di Kieslowski – dovrebbe suscitare simpatia e tenerezza per un uomo, un artista che non riesce a rassegnarsi al mutamento dei tempi, dei gusti, del pubblico, del cinema, delle arti. Bradshaw, però, non ci ha trovato niente di tutto questo. Anzi, nella sua recensione scrive di aver pensato che Giovanni fosse un idiota che meritava di essere cacciato da quel set a calci. Lo stesso discorso Bradshaw lo fa per la scena finale del film, nelle recensioni italiane un’altra delle più apprezzate, da lui definita poco più che un tentativo di autoconsolazione. Autoconsolazione che il critico poi cerca di usare su stesso, chiudendo la sua recensione con uno speranzoso: «Sono sicuro che l’avvenire ci porterà un altro, migliore film di Moretti. Questo è meglio dimenticarselo».

Per il momento, le recensioni straniere del Sol dell’avvenire non sono ancora moltissime e si dividono abbastanza equamente tra quelle positive e quelle negative. Come Bradshaw del Guardian la pensa anche David Rooney dell’Hollywood Reporter, che ha definito il film «troppo autocompiaciuto per essere quel che pretende di essere: un’espressione della fede collettiva nel futuro del cinema e nel suo potere curativo». Positive, invece, le recensioni di Peter Debruge di Variety e di Lee Marshall di Screen International. Secondo il primo, Il sol dell’avvenire è «ricco di idee, che mostrano l’approccio al cinema ancora fresco di un regista che va per i 70 e si dimostra ancora esuberante». Per il secondo, nel film di Moretti i pregi alla fine sono di più e più importanti dei difetti: «È un viaggio talvolta snervante ma, alla fine, soprattutto appassionante tra i complessi e le ossessioni di un artista che invecchia».

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