Centomila bilioni di parole scritti dalle macchine: l'ennesima splendida notizia per gli esseri umani che hanno ancora la velleità di guadagnarsi da vivere con la scrittura.
Un bambino di 8 anni ha guadagnato 22 milioni di dollari su YouTube
In cima all’annuale classifica Forbes degli youtuber più pagati figura Ryan, bimbo statunitense di otto anni dal patrimonio stimato in 22 milioni di dollari, star del canale Ryan ToysReview, dove posta quotidianamente recensioni di giocattoli. La BBC scrive che il bambino in dodici mesi ha raddoppiato i guadagni della sua attività, superando per 500 mila dollari il secondo classificato. Alla domanda sul perché i filmati abbiano tanto seguito fra i coetanei, Ryan ha risposto semplicemente di divertirsi e far divertire i follower. Il canale in questione, aperto nel 2015 dai genitori del bambino, ha raccolto finora quasi 26 miliardi di visualizzazioni e 17,3 milioni di iscritti. Dei 22 milioni di guadagni, si calcola che circa il 95% arrivi dalla pubblicità, mentre un milione è riconducibile ai contenuti sponsorizzati; cifra quest’ultima piuttosto bassa rispetto ad altri youtuber, ma Forbes precisa che la famiglia del bimbo è molto selettiva rispetto alla aziende con cui collaborare. L’età media dei follower, poi, incide negativamente sull’efficacia dei post di questo genere.
Un giocattolo mostrato da Ryan può diventare sold-out in tempi record; per questo la catena di supermercati Walmart ha lanciato lo scorso agosto una linea di giochi e abbigliamento chiamata “Ryan’s World”, raggiungendo milioni di nuovi utenti/clienti. Poiché Ryan è ovviamente minorenne, il 15% dei ricavi viene spostato su un conto bancario cui potrà accedere solo da maggiorenne. I genitori del piccolo sono riusciti a coinvolgere nel business familiare anche le sorelle gemelle di Ryan: i tre sono protagonisti del canale da milioni di click Ryan’s Family Review. Tra gli altri nomi di spicco della classifica, esce dal podio il videogamer Daniel Middleton. Il fratello del secondo classificato Jake Paul, Logan, è invece scivolato alla decima posizione, probabilmente anche per le polemiche relative al famoso filmato girato nella foresta dei suicidi.
La chiusura dell'app di generazione di video tramite AI è una notizia improvvisa ma non così imprevista: i problemi legali erano molti e grossi, tutti relativi al diritto d'autore.
In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.