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06:45 domenica 27 settembre 2026
I registi e i produttori di Naza hanno deciso che il film si potrà vedere in streaming gratuitamente Dopo la distribuzione in sala, il film sarà disponibile per tutti sul sito del Guardian.
I detenuti di Bollate hanno fatto un album trap e rap interamente scritto, registrato e prodotto all’interno del carcere Si chiama 30 OP, è composto da 13 brani e ed è ora disponibile su tutte le piattaforme musicali.
C’è una mostra dei fashion artists Viktor&Rolf in 10 Corso Como chiamata Spectrum Dal 25 settembre al 22 novembre 2026, la Galleria di 10 Corso Como presenta «Spectrum», la prima personale italiana dedicata a Viktor&Rolf.
Sofia Coppola sta festeggiando i venti anni di Marie Antoinette con una mostra alla Reggia di Versailles Gli spazi del Petit Trianon ospitano costumi, accessori, moodboard, sceneggiature annotate, fotografie, schizzi preparatori, elementi di scenografia e anche alcune sequenze del film proiettate negli stessi ambienti in cui furono girate.
Il fatto che sempre più biblioteche permettano di prendere in prestito gli ebook sta portando a un calo delle vendite delle librerie Una ricerca sostiene che il prestito digitale fa diminuire gli acquisti soprattutto nelle prime settimane dopo l'uscita, quelle in cui si decide il destino commerciale di un libro.
El Niño ha causato delle piogge così intense da far sbocciare migliaia e migliaia di fiori nel deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi del mondo È un fenomeno chiamato "deserto fiorito": 15 ettari di deserto improvvisamente coperti di fiori bianchi, viola e gialli.
Dopo aver riportato al cinema le streghe, i lupi mannari e i vampiri, Robert Eggers farà la stesa cosa con Romeo e Giulietta E siccome gli piacciono gli adattamenti infedeli, il film non si intitolerà Romeo e Giulietta e potrebbe non essere ambientato a Verona.
In Israele sta iniziando a mancare l’acqua potabile perché Israele ha distrutto gli impianti di depurazione a Gaza Dal 7 ottobre 2023 i bombardamenti hanno distrutto il 90 per cento delle infrastrutture idriche e fognarie di Gaza. E adesso questo è diventato un problema anche per Israele.

Il governo indiano ha ufficialmente incriminato Arundhati Roy

11 Ottobre 2023

Martedì 11 ottobre diversi media indiani, ripresi poi anche da Reuters, hanno riportato che Vinai Kumar Saxena, vicegovernatore del Territorio della Capitale Delhi (gigantesca area metropolitana che comprende la città e i territori circostanti), ha confermato le accuse a carico della scrittrice – vincitrice del Booker Prize nel 1997 con Il dio delle piccole cose – e attivista indiana Arundhati Roy, risalenti al 2010. Insieme a lei è stato incriminato anche il professore di diritto internazionale all’università del Kashmir Sheikh Showkat Hussain, il quale si era espresso in favore di Roy all’epoca dei fatti. Il New York Times ha riportato che una portavoce della polizia di Nuova Delhi ha spiegato che le accuse sono state “approvate”, una procedura che nel Paese è prevista per alcuni tipi di reato.

Le accuse sono di aver utilizzato un linguaggio provocatorio e di aver promosso la secessione del Kashmir. Nel 2010 l’autrice partecipò a una conferenza a Nuova Delhi dal titolo “Freedom – the Only Way” che aveva come tema centrale il Kashmir, una regione da secoli contesa tra India e Pakistan e per la quale sono state combattute due guerre. In quel periodo nel Kashmir erano state organizzate varie proteste contro l’uccisione da parte della polizia indiana di un 17enne. Solo quell’anno, durante le proteste, morirono 120 persone. In un articolo per il New York Times, Roy denunciò le violenze e i soprusi della polizia. In diverse interviste, anche in occasione della conferenza, la scrittrice parlò della frattura a suo avviso insanabile tra India e Kashmir, aggiungendo che a fare del Kashmir una realtà diversa dalle regioni dell’India era stato lo stesso governo indiano.

In tanti si chiedono a cosa sia dovuto questo nuovo e improvviso interessamento al caso di Roy, ben 13 anni dopo le sue dichiarazioni. Potrebbe avere a che fare con la posizione apertamente critica dell’attivista nei confronti dell’attuale governo di Narendra Modi, suggerisce il Guardian. Negli ultimi anni il Primo ministro indiano è stato accusato da varie organizzazioni per i diritti umani di portare avanti politiche che limitano la libertà di espressione e volte a criminalizzare il lavoro degli attivisti. Dal 2014, il primo anno del governo Modi, a oggi, l’India è passata da essere il 141esimo Paese per libertà di espressione alla 160esima posizione, riporta il Guardian. 

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