Hype ↓
12:09 giovedì 10 settembre 2026
Il nuovo corto di Maison Margiela sembra il trailer di un film di Dario Argento Si chiama Anonymity e ricorda molto Suspiria, sia per alcune scene che per la colonna sonora che cita le musiche dei Goblin.
Mamdani ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle Quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l'aria sicura e accettabile. Ora sono consultabili online.
Per la prima volta un’AI ha progettato virus mai esistiti in natura e perfettamente replicabili in laboratorio Una scoperta potenzialmente molto utile per la medicina ma con dei lati inquietanti, per via delle possibili applicazioni dei virus come armi biologiche.
Presto potremo ascoltare l’ultimo brano inedito di Gino Paoli: l’avrebbe dovuto cantare con Ornella Vanoni Si chiama "Quando ti rivedrò", farà parte della nuova edizione di Appunti di un lungo viaggio, nel catalogo Sugar, e uscirà il 23 settembre nella notte tra i compleanni di Ornella Vanoni e Gino Paoli.
Il documentario di Paul Thomas Anderson sul concerto di Cameron Winter alla Carnegie Hall arriverà in streaming su Mubi Per il momento non c'è ancora una data d'uscita ufficiale, però. Sappiamo solo che il film lo potremo vedere nel 2027.
Siccome a Sandra Huller piacciono solo i ruoli difficili, nel suo prossimo film interpreterà un maschio, scrittore, morto di cancro al cervello Il film si chiama Arbeit und Struktur ed è ispirato al diario di Wolfgang Herrndorf, morto prematuramente a causa di un tumore al cervello.
In Polonia c’è stato un certo panico per una violazione dello spazio aereo da parte della Russia, ma poi si è scoperto che la colpa era di uno stormo di uccelli Un grosso stormo di uccelli, come hanno confermato gli stessi militari inviati sul luogo per accertarsi del fatti. Non è escluso che fossero uccelli russi.
Sarà un caso, ma le nuove uniformi della Space Force presentate da Trump somigliano molto a quelle di un certo regime di estrema destra che governò la Germania dal ’33 al ’45… La Casa Bianca, in un comunicato ufficiale, ha detto che l'ispirazione sono le divise di Starship Troopers. Ma le divise di Starship Troopers erano ispirate proprio a quelle delle SS.

Perché ora la sinistra può riprendersi la bandiera della libertà

Perché il governo e la destra propongono un'idea di società cupa e sotto assedio, e perché l'equivoco berlusconiano non c'è più.

07 Giugno 2018

Innalzamento delle pene, irrigidimento delle condizioni di detenzione, inasprimento delle norme che riguardano l’imputabilità, la determinazione e l’esecuzione della pena per i minorenni. Più intercettazioni, più carceri, meno riti alternativi. E poi ancora: agenti sotto copertura, provocatori, delatori. Dal cupo elenco contenuto nel contratto di governo al mesto riassunto che ne ha fornito in aula il suo grigio esecutore, non si può dire che la nuova maggioranza non abbia saputo esprimere una precisa idea di società: l’idea di una società sotto assedio, minacciata da nemici interni ed esterni, dove l’immigrazione è un «business» e il volontariato è «finta solidarietà», dove l’unica libertà di cui si parla è quella di difendere la propria proprietà a colpi di pistola, dove c’è un solo modello di famiglia e un solo stile di vita legittimo. Una società in cui non c’è spazio per il dissenso, né per il riscatto, né per qualunque comportamento non conformista. Perché è ovvio che saranno loro – gli appartenenti a qualunque genere di minoranza, i portatori di qualunque genere di differenza, i rappresentanti di qualunque genere di eterodossia – il bersaglio privilegiato di tanti zelanti delatori, provocatori e legittimi difensori della patria in pericolo. Del resto, tra i primi annunci del neoministro degli Interni figurano la guerra senza quartiere ai venditori ambulanti sulle nostre spiagge e centri per i rimpatri «blindati» in cui rinchiudere gli immigrati senza documenti. Il segnale è chiaro.

Ecco qual è l’idea di società espressa dal nuovo governo, nato dall’alleanza tra Lega e Movimento 5 Stelle, con l’esplicita autorizzazione di Silvio Berlusconi e la benevola astensione di Fratelli d’Italia. Così oggi una nuova destra si presenta, si riunifica e si consolida politicamente e culturalmente, al di là del gioco delle parti messo in scena per ragioni di consenso o delle distinzioni tattiche adottate in parlamento, funzionali più che altro a occupare anche le postazioni che dovrebbero andare all’opposizione.

Quella che emerge è una visione cupa, pessimistica, a tratti paranoica dell’Italia e del mondo. Non è più tempo per i larghi sorrisi e l’esibito ottimismo del miliardario di Arcore, con la sua capacità di giocare sempre su due tavoli, alternando sapientemente populismo e popolarismo, europeismo e antieuropeismo, un trumpismo ante litteram e un degasperismo posticcio. Quella rivoluzione liberale presentata per anni come l’obiettivo principale del fronte berlusconiano – sebbene tante volte tradita e screditata, perché sistematicamente piegata agli interessi personali del leader – non ha più diritto di cittadinanza nemmeno come slogan da campagna elettorale. La nuova destra è isolazionista e giustizialista, populista e protezionista: tutto meno che liberale.

A questa visione, tanto coerente quanto angosciante, la sinistra ha ora la possibilità di contrapporre un’idea diversa della società e del futuro. E di riprendersi così, finalmente, la bandiera della libertà che l’equivoco berlusconiano è riuscito a sottrarle per venticinque anni. Non è occasione da poco.

Ma è una battaglia che va combattuta con coerenza, se si vuole imporre la propria idea di libertà, e non quella degli altri. A cominciare dal terreno della politica economica, abbandonando una volta per tutte l’idea che il liberismo sia di sinistra, quando è invece l’altra faccia dell’antipolitica. Che cos’è infatti la flat tax se non il tentativo di scardinare qualunque principio di progressività e qualsiasi possibilità di redistribuzione, per soffocare lo stato sociale e lasciare che ciascuno se la sbrighi sul mercato per conto suo?

C’è poco da fare, si può criticare il programma di governo da molti punti di vista, ma non da quello della coerenza: invece di garantire sicurezza, dopo avere alimentato in ogni modo l’allarme sociale, si spingono i cittadini a difendersi da sé; invece di offrire servizi migliori per garantire a tutti gli italiani diritti fondamentali come salute e istruzione, dopo averne alimentato in ogni modo l’insoddisfazione con continue campagne di discredito, si restituiscono i soldi ai contribuenti perché ci pensino loro, con il reddito di cittadinanza a chiudere il cerchio e legittimare l’intera operazione.

E così la lunga guerra contro lo stato e contro la politica, in cui si è saldata da tempo l’alleanza tra liberisti e populisti, con l’attivo contributo di un giornalismo scandalistico e conformista, avrà raggiunto il suo obiettivo ultimo: la privatizzazione di gran parte dei servizi pubblici. Abbattuto il principio stesso dell’universalità, in nome della lotta agli sprechi e magari anche della «meritocrazia», quel poco che ne resterà avrà carattere residuale e qualità, inevitabilmente, sempre più scadente. Del resto, dopo avere restituito le tasse ai ricchi e dato il reddito di cittadinanza ai poveri, che pretendete?

Per contrastare un simile progetto di società non serviranno nuove coalizioni in cui tornare a suddividere i mille dispersi eredi di una sinistra confusa e disorientata, capaci di passare nel giro di una settimana dall’idea di andare al governo con i cinquestelle alla chiamata alle armi contro il nuovo regime grillino. E tanto meno nuovi partiti. Serviranno idee chiare e parole semplici, come semplice e chiaro è il progetto di governo degli avversari, che si presentano finalmente con il loro vero volto, tutti insieme, davanti agli italiani.

Più libertà e più solidarietà, che vuol dire più fiducia in noi stessi e più fiducia nel prossimo: non è ancora un programma di governo, ma può essere l’inizio di un programma di ricostruzione, della sinistra e dell’Italia.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.