Hype ↓
06:25 venerdì 4 settembre 2026
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.
Per contrastare la denatalità, il governo di Singapore darà ai genitori 50 mila euro a figlio Si comincia con 10 mila dollari di Singapore alla nascita, poi ne arrivano 2 mila ogni anno dal primo compleanno fino ai sedici, poi altri sussidi: in totale quasi 70 mila dollari di Singapore per bambino, distribuiti fino ai diciassette anni.
Nel 2028 arriverà finalmente il sequel di Priscilla, regina del deserto Lo ha detto Guy Pearce, uno dei protagonisti. E le scene con il compianto Terence Stamp sono già state girate tutte.
Il nuovo report dell’Onu sulla crisi climatica dice sostanzialmente due cose: sta andando tutto molto male e andrà tutto sempre peggio Non solo non riusciremo a tenere l'aumento della temperatura sotto gli 1,5 gradi di media, ma entro la fine del secolo rischiamo che l'aumento tocchi i 3 gradi.
La nuova campagna di Valentino si chiama Interferenze ed è scattata in un ex centrale elettrica romana convertita in museo La campagna è stata scattata da Glen Luchford nella Centrale Montemartini di Roma, ex centrale elettrica convertita in museo nel 1997.

Perché ora la sinistra può riprendersi la bandiera della libertà

Perché il governo e la destra propongono un'idea di società cupa e sotto assedio, e perché l'equivoco berlusconiano non c'è più.

07 Giugno 2018

Innalzamento delle pene, irrigidimento delle condizioni di detenzione, inasprimento delle norme che riguardano l’imputabilità, la determinazione e l’esecuzione della pena per i minorenni. Più intercettazioni, più carceri, meno riti alternativi. E poi ancora: agenti sotto copertura, provocatori, delatori. Dal cupo elenco contenuto nel contratto di governo al mesto riassunto che ne ha fornito in aula il suo grigio esecutore, non si può dire che la nuova maggioranza non abbia saputo esprimere una precisa idea di società: l’idea di una società sotto assedio, minacciata da nemici interni ed esterni, dove l’immigrazione è un «business» e il volontariato è «finta solidarietà», dove l’unica libertà di cui si parla è quella di difendere la propria proprietà a colpi di pistola, dove c’è un solo modello di famiglia e un solo stile di vita legittimo. Una società in cui non c’è spazio per il dissenso, né per il riscatto, né per qualunque comportamento non conformista. Perché è ovvio che saranno loro – gli appartenenti a qualunque genere di minoranza, i portatori di qualunque genere di differenza, i rappresentanti di qualunque genere di eterodossia – il bersaglio privilegiato di tanti zelanti delatori, provocatori e legittimi difensori della patria in pericolo. Del resto, tra i primi annunci del neoministro degli Interni figurano la guerra senza quartiere ai venditori ambulanti sulle nostre spiagge e centri per i rimpatri «blindati» in cui rinchiudere gli immigrati senza documenti. Il segnale è chiaro.

Ecco qual è l’idea di società espressa dal nuovo governo, nato dall’alleanza tra Lega e Movimento 5 Stelle, con l’esplicita autorizzazione di Silvio Berlusconi e la benevola astensione di Fratelli d’Italia. Così oggi una nuova destra si presenta, si riunifica e si consolida politicamente e culturalmente, al di là del gioco delle parti messo in scena per ragioni di consenso o delle distinzioni tattiche adottate in parlamento, funzionali più che altro a occupare anche le postazioni che dovrebbero andare all’opposizione.

Quella che emerge è una visione cupa, pessimistica, a tratti paranoica dell’Italia e del mondo. Non è più tempo per i larghi sorrisi e l’esibito ottimismo del miliardario di Arcore, con la sua capacità di giocare sempre su due tavoli, alternando sapientemente populismo e popolarismo, europeismo e antieuropeismo, un trumpismo ante litteram e un degasperismo posticcio. Quella rivoluzione liberale presentata per anni come l’obiettivo principale del fronte berlusconiano – sebbene tante volte tradita e screditata, perché sistematicamente piegata agli interessi personali del leader – non ha più diritto di cittadinanza nemmeno come slogan da campagna elettorale. La nuova destra è isolazionista e giustizialista, populista e protezionista: tutto meno che liberale.

A questa visione, tanto coerente quanto angosciante, la sinistra ha ora la possibilità di contrapporre un’idea diversa della società e del futuro. E di riprendersi così, finalmente, la bandiera della libertà che l’equivoco berlusconiano è riuscito a sottrarle per venticinque anni. Non è occasione da poco.

Ma è una battaglia che va combattuta con coerenza, se si vuole imporre la propria idea di libertà, e non quella degli altri. A cominciare dal terreno della politica economica, abbandonando una volta per tutte l’idea che il liberismo sia di sinistra, quando è invece l’altra faccia dell’antipolitica. Che cos’è infatti la flat tax se non il tentativo di scardinare qualunque principio di progressività e qualsiasi possibilità di redistribuzione, per soffocare lo stato sociale e lasciare che ciascuno se la sbrighi sul mercato per conto suo?

C’è poco da fare, si può criticare il programma di governo da molti punti di vista, ma non da quello della coerenza: invece di garantire sicurezza, dopo avere alimentato in ogni modo l’allarme sociale, si spingono i cittadini a difendersi da sé; invece di offrire servizi migliori per garantire a tutti gli italiani diritti fondamentali come salute e istruzione, dopo averne alimentato in ogni modo l’insoddisfazione con continue campagne di discredito, si restituiscono i soldi ai contribuenti perché ci pensino loro, con il reddito di cittadinanza a chiudere il cerchio e legittimare l’intera operazione.

E così la lunga guerra contro lo stato e contro la politica, in cui si è saldata da tempo l’alleanza tra liberisti e populisti, con l’attivo contributo di un giornalismo scandalistico e conformista, avrà raggiunto il suo obiettivo ultimo: la privatizzazione di gran parte dei servizi pubblici. Abbattuto il principio stesso dell’universalità, in nome della lotta agli sprechi e magari anche della «meritocrazia», quel poco che ne resterà avrà carattere residuale e qualità, inevitabilmente, sempre più scadente. Del resto, dopo avere restituito le tasse ai ricchi e dato il reddito di cittadinanza ai poveri, che pretendete?

Per contrastare un simile progetto di società non serviranno nuove coalizioni in cui tornare a suddividere i mille dispersi eredi di una sinistra confusa e disorientata, capaci di passare nel giro di una settimana dall’idea di andare al governo con i cinquestelle alla chiamata alle armi contro il nuovo regime grillino. E tanto meno nuovi partiti. Serviranno idee chiare e parole semplici, come semplice e chiaro è il progetto di governo degli avversari, che si presentano finalmente con il loro vero volto, tutti insieme, davanti agli italiani.

Più libertà e più solidarietà, che vuol dire più fiducia in noi stessi e più fiducia nel prossimo: non è ancora un programma di governo, ma può essere l’inizio di un programma di ricostruzione, della sinistra e dell’Italia.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.