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21:53 lunedì 24 agosto 2026
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e dal Guardian, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.

Google + è un “fantasma virtuale”, secondo il Wall Street Journal

29 Febbraio 2012

Con 90 milioni di iscritti raccolti dalla scorsa estate, Google+, il social network che, secondo la casa madre, sarebbe un ottimo concorrente del gigante Facebook. La realtà è però diversa. Da una parte è vero che Plus ha moltissimi utenti, è vero, ma si tratta di un numero dovuto allo sfarzoso lancio che ne ha accompagnato la nascita. In molti si sono iscritti al social network che avrebbe dovuto rovinare la festa a Facebook, in pochi lo hanno poi utilizzato.

A tal proposito ieri il Wall Street Journal ha pubblicato un articolo in cui il presentimento dell’utente medio trova conferme nelle parole addetti ai lavori: Google+ non funziona come avrebbe dovuto. Brian Solis, un analista contattato dal quotidiano finanziario, è laconico: «Nessuno vuole un altro social network in questo momento» (un’affermazione in parte discutibile, visto il recente boom di Twitter e Pinterest). «Google non ha spiegato il valore di Google+». Anche John Schappert, COO di Zynga, la società produttrice di social videogame come FarmVille, ha notato come la diffusione dei loro prodotti sia piuttosto lenta su Plus che comunque, ha precisato, «è una buona piattaforma». (Non è un buon periodo per Zyng, che sta incontrando qualche difficoltà anche nel social network che l’ha resa ricca, Facebook).

Gli insider di Google contattati dal Wsj non sono sembrati dei vari “meno” che il loro Plus sta accumulando in meno di un anno di vita e hanno precisato che G+ è solo una dei vari servizi offerti dalla Big G, come GMail, GMaps e Youtube. Plus serve a coprire l’aspetto puramente “social” del web, che fino a prima il motore di ricerca aveva provato a conquistare con prodotti poi abortiti. Il problema è che Plus è un servizio mediocre, poco utilizzato e fuori dal club di siti che aiutano a modificare l’approccio degli utenti alla Rete. Facebook, Twitter e prima di loro MySpace erano e sono riusciti a cambiare le cose; Google+ no, sta a guardare, cosa che Google non è abituata a fare.

Immagine: i social network per numero di iscritti. © Wall Street Journal

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