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17:08 mercoledì 18 febbraio 2026
Il 6 marzo esce la nuova opera di Michel Houellebecq, che non è un libro ma un disco in cui recita le sue poesie Si chiama Souvenez-Vous de l’Homme e arriva 26 anni dopo il suo disco d'esordio, Présence Humaine, ormai diventato di culto.
In Brasile, il tiktok di un lavoratore arrabbiato ha dato inizio a un movimento per la riduzione della settimana lavorativa Rick Azevedo voleva soltanto sfogarsi sui social per l'ennesima richiesta assurda del suo capo. Ha dato il via a una protesta nazionale e a un processo di riforma.
Thurston Moore dei Sonic Youth ha fatto un nuovo album che ha definito «un requiem per i bambini di Gaza» Il disco s'intitola They Came Like Swallows - Seven Requiems for the Children of Gaza e lo ha realizzato in collaborazione con il musicista, produttore e discografico Bonner Kramer.
Il prezzo dei cetrioli è diventato il principale indicatore della crisi economica in Russia È raddoppiato rispetto a un anno fa, raggiungendo una media al chilo di circa 4 euro. I cittadini russi non la stanno prendendo affatto bene.
La nuova tendenza di ritorno alla vita analogica è pagare dei servizi che ti spediscono della posta via posta Da questa idea nasce “Perch Post”, un gruppo di persone che, in cambio di una piccola quota mensile, ricevono una busta piena di materiale stampato.
Per i 400 anni dalla consacrazione di San Pietro una delle iniziative del Vaticano è ingrandire il bar per i turisti che c’è sulla terrazza della Basilica La metratura del bar verrà raddoppiata, nonostante le polemiche secondo le quali servire panini e gazzose in un luogo così sacro sia quasi peccato.
Una ricerca ha scoperto che negli uffici in cui i dipendenti usano parecchio l’AI non si lavora di meno ma molto di più E la colpa è dei dipendenti, che usano il tempo risparmiato usando l'AI per lavorare a più cose, più di prima.
Su Ebay sono state messe in vendita le foto di 200 greci uccisi dai nazisti nel ’44 e adesso il governo greco sta facendo di tutto per recuperarle La scoperta ha sorpreso lo stesso governo, perché finora si pensava che della strage di Kaisariani non fossero rimaste testimonianze fotografiche.

È dal IV secolo avanti Cristo che i vecchi si lamentano dei giovani

30 Aprile 2018

Ogni generazione sembra peggiore di quella che l’ha preceduta: basti pensare ai nati negli ultimi dieci anni, che cresceranno con in mano un cellulare e non potranno sapere com’era la vita prima, quando non si era costretti a rielaborare e tradurre l’esistenza attraverso le griglie dei social network. La maggior parte di loro, probabilmente, non sentirà affatto la mancanza di un’esperienza che non ha mai vissuto. Ma le generazioni precedenti sono già pronte a contestare la loro dipendenza dalla tecnologia, dimenticando che, quando loro erano giovani, venivano contestati per altri motivi (o per gli stessi), e così via fino alla notte dei tempi.

Brontolare contro i giovani, a quanto pare, è un vizio vecchio come il mondo. Quartzy ha raccolto citazioni a partire dai tempi di Aristotele per dimostrare che, praticamente da sempre, gli anziani hanno da ridire sugli usi e costumi, gli atteggiamenti e i valori delle generazioni che si affacciano al mondo. Il primo brontolone della lista è Aristotele, che nella sua Retorica (IV secolo a.C.) dedica una piccola parte (molto bella, in realtà) al tema della giovinezza: «I giovani sono magnanimi; poiché non sono ancora stati umiliati dalla vita, anzi sono inesperti delle ineluttabilità, e il ritenersi degni di grandi cose è magnanimità: e ciò è proprio di chi è facile a sperare (…). Essi credono di sapere tutto e si ostinano al proposito; questa è appunto la causa del loro eccesso in tutto».

Nel I secolo a.C., Orazio borbotta: «Questa gioventù di sbarbati … non prevede ciò che è utile, sperperando i suoi soldi». Andando avanti negli anni e nei secoli si arriva fino a un articolo del 1925: «Sfidiamo chiunque tenga gli occhi bene aperti a negare che vi sia, come mai prima, un’attitudine da parte dei giovani a comportarsi in modo grossolano, sprezzante, rude e assolutamente egoista». 1936: «Probabilmente non c’è un periodo nella storia in cui i giovani abbiano dato una tale enfasi alla tendenza a rifiutare ciò che è vecchio e desiderare ciò che è nuovo».

Anni Novanta: «Ciò che distingue davvero questa generazione dalle precedenti è che è la prima generazione della storia americana a vivere così bene e a lamentarsi con tanta amarezza». Anni 2000: «Hanno difficoltà a prendere decisioni. Preferiscono scalare l’Himalaya piuttosto che salire una scala aziendale. Hanno pochi eroi, niente inni, nessuno stile. Desiderano l’intrattenimento, ma la loro capacità di attenzione è pari a uno zapping Tv».

Immagini: Hans Memling, Ritratto di vecchio, particolare (1475 circa); Bronzino, Ritratto di giovane (1530 circa).
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