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18:50 venerdì 27 marzo 2026
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
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Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.
In Giappone c’è un nuovo problema di ordine pubblico: il butsukari, cioè persone che all’improvviso e senza motivo spingono a terra il prossimo Le vittime predilette sono donne e bambini. Le cause, al momento, sconosciute. I video sui social che ritraggono le aggressioni, moltissimi.
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È stato pubblicato GHQ, un gioco da tavolo inventato da Kurt Vonnegut 70 anni fa

11 Febbraio 2025

Nel 1956 Kurt Vonnegut aveva bisogno di soldi. Il suo primo romanzo, Piano meccanico, aveva venduto pochissimo e a Vonnegut serviva urgentemente un’idea che lo aiutasse a sbarcare il lunario. Vonnegut, essendo Vonnegut, un’idea se la face venire: creare un gioco da tavolo. Lo chiamò GHQ (che sta per General Headquarters), un gioco di guerra abbastanza semplice che si giocava usando pedine da muovere su una griglia 8×8. Vonnegut propose il gioco a tutti gli editori che conosceva, ma nemmeno uno accettò di pubblicarlo. GHQ divenne una sorta di leggenda, il “gioco perduto” che nessuno avrebbe mai giocato.

Sarebbe andata davvero così se non fosse stato per l’ossessione di Geoff Engelstein, game designer, professore presso la New York University e soprattutto appassionato di Vonnegut. Per una ricerca si è messo a rovistare nella Lilly Library della Indiana University (è qui che Vonnegut ha voluto che venissero conservati tutti i suoi scritti) e ha trovato le lettere che Vonnegut scrisse agli editori nel tentativo di convincerli a pubblicare il gioco. E non solo: rovistando ancora, Engelstein ha trovato anche il foglio sul quale Vonnegut aveva scritto le regole del gioco, con tanto di indicazioni e consigli segnati a mano (tutta la storia l’ha raccontata Charlie Hall su Polygon).

A quel punto, Engelstein ha contattato gli eredi di Vonnegut e si è messo d’accordo con loro per provare, a 70 anni di distanza, a far pubblicare questo gioco. Stavolta le cose sono andate molto diversamente rispetto al 1956: tante case editrici si sono mostrate subito interessatissime, alla fine l’ha spuntata Barnes & Noble. Il gioco è stato finalmente pubblicato, con il titolo rivisto e corretto Kurt Vonnegut’s GHQ: The Lost Board Game. Costa 35 dollari e si compra qui.

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