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16:38 mercoledì 1 aprile 2026
L’anno perfetto delle Città di pianura e di Francesco Sossai si conclude con il record di candidature ai David di Donatello Sono 16 le nomination ottenute dal film, più di tutti gli altri. Adesso bisogna aspettare la cerimonia del 6 maggio.
Durante un incontro con la stampa di New York, Mamdani ha fatto tutto il suo discorso usando l’autotune In realtà era una parodia dei suoi veri discorsi, una gag a cui si è prestato in occasione dell'Inner Circle Dinner, un evento benefico organizzato dalla stampa newyorchese,
La faccia di Kris Jenner è diventata il portafortuna più usato in Cina da chi vuole diventare ricco A metà tra meme e manifesting, la faccia di Kris Jenner ha riempito i feed dei più popolari social cinesi, Weibo e RedNote su tutti.
Hermès ha fatto un videogioco in realtà aumentata per far andare a cavallo anche chi non sa andare a cavallo Il videogioco è stato presentato durante Saut Hermès, un concorso di equitazione (reale e non virtuale) che il brand sponsorizza da tempo.
La soluzione proposta dall’Unione europea alla crisi energetica consiste in lavorare da casa, fare car sharing, andare piano in autostrada e non prendere l’aereo La riunione dei Ministri dell’Energia si è chiusa senza vere e proprie proposte, ma con un surreale invito alla morigeratezza energetica per i cittadini.
Grazie alla fissazione di Hollywood per i film ambientati nell’antica Roma, il bilancio di Cinecittà è tornato in attivo Il nuovo film su Gesù di Mel Gibson, il biopic su Annibale e il nuovo Assassin's Creed si sono rivelati un toccasana per i conti di Cinecittà.
Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.

La Gen Z sta scoprendo i Soprano grazie a TikTok

12 Gennaio 2024

Il 10 gennaio del 1999 andava in onda su Hbo l’episodio pilota dei Soprano (titolo: The Sopranos), l’inizio della seconda età dell’oro della televisione americana, l’esordio di una serie che avrebbe cambiato per sempre la storia della tv. In questi giorni sui giornali e le riviste di tutto il mondo si leggono pezzi che celebrano l’influenza e l’eredità della serie, si vedono le foto dei membri del cast che si ritrovano a New York per festeggiare la ricorrenza. Hbo ha deciso di approfittare della rinnovata attenzione per la serie provando a farla conoscere a un nuovo pubblico, alla Generazione Z. Ed ecco che sul canale TikTok del cable network arrivano una serie di brevi video, 25 secondi al massimo, riassunti di tutti gli episodi della serie.

Come scrive Serena Smith su Dazed, la Gen Z dovrebbe odiare i Soprano: la serie di David Chase è piena di violenza, razzismo, sessismo, e la Generazione Z tende a essere «puritana […] quando si tratta di film e serie tv». Smith scrive di due ricerche che provano questa tesi: una secondo la quale metà dei Gen Z considera il sesso «uno strumento narrativo il cui uso è evitabile nella maggior parte delle serie tv», un’altra che dimostra che i più giovani preferiscono storie che raccontano «vite simili alla loro». Non esattamente la descrizione di uno show su un capo mafia del New Jersey che cerca di tenere assieme la sua vita tra crisi d’identità, guerre tra gang, famiglia disfunzionale e relazioni extraconiugali.

Sorprendentemente, però, la Gen Z sembra apprezzare. Probabilmente c’entra il modo – pionieristico, in effetti – con il quale I Soprano racconta la salute mentale. Forse c’entra anche la moda: Carmela e Adriana, due delle protagoniste femminili della serie, sono diventate l’incarnazione del trend #mobwife, hashtag che nelle ultime settimane ha accumulato 38 milioni di visualizzazioni su TikTok. Sicuramente c’entra anche l’umorismo tipico dello show, così nichilistico e pessimista, e allo stesso tempo così versatile e memabile. Riassumendo con le parole di Smith, insomma, vale la pena guardare (e riguardare) i Soprano per tutte queste ragioni, che alla fine sono una ragione sola: «Parliamo di una delle serie meglio scritte nella storia della tv».

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L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».