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15:49 mercoledì 15 luglio 2026
Peppa Pig è stata ospite di una puntata del formato Over/Under di Pitchfork Ha detto che i capelli sono sopravvalutati, la pioggia è sottovalutata e ha rimesso in moto un dissing con la cantante Clairo risalente a sette anni fa.
Qualcuno sta lasciando droga omaggio nelle cassette della posta di Berlino Se hai una casa a Berlino potresti trovarti recapitato un pacchetto contenente cocaina, ketamina, ecstasy, erba o hashish.
Nel primo trailer The Shards c’è tutto quello che ci si aspetta da una serie di Ryan Murphy tratta da un romanzo di Bret Easton Ellis: giovani bellocci, sesso, droga e «una bella storia di formazione» La serie arriverà in Italia il 6 agosto, sarà disponibile su Disney+, avrà dieci episodi che usciranno uno alla settimana, il giovedì.
È stato creato un archivio online che raccoglie e fa ascoltare le radio digitali indipendenti di tutto il mondo Si chiama Community Radio Index, per il momento raccoglie 300 stazioni e ce ne sono anche un bel po' italiane.
Tende improvvisate, alberi finti, giungle mobili e tutte le altre stranezze contenute nel piano nazionale anticaldo in Olanda L'unica vera soluzione a lungo termine presente nel piano, però, resta investire negli spazi verdi, in parchi e giardini pubblici.
Gli scienziati hanno trovato un nuovo tipo di zucchero nello spazio profondo e questa scoperta potrebbe aiutarci a capire l’origine della vita sulla Terra Si chiama eritrulosio ed è lo stesso zucchero che si trova nei lamponi, nel mais e negli autoabbronzanti.
Dal primo trailer di Digger, una cosa si capisce chiaramente: anche Alejandro González Iñárritu non ne può più dei miliardari Nel film Tom Cruise interpreta anziano miliardario egocentrico e scurrile la cui compagnia petrolifera provoca "accidentalmente" un'eco-catastrofe. Più chiaro di così.
Le proteste contro i data center si stanno facendo sempre più diffuse, radicali e partecipate in tutto il mondo Le prime proteste si sono registrate negli Stati Uniti. Poi sono arrivati movimenti anche in Inghilterra e Olanda. E adesso si inizia a protestare anche in Italia.

La Gen Z sta scoprendo i Soprano grazie a TikTok

12 Gennaio 2024

Il 10 gennaio del 1999 andava in onda su Hbo l’episodio pilota dei Soprano (titolo: The Sopranos), l’inizio della seconda età dell’oro della televisione americana, l’esordio di una serie che avrebbe cambiato per sempre la storia della tv. In questi giorni sui giornali e le riviste di tutto il mondo si leggono pezzi che celebrano l’influenza e l’eredità della serie, si vedono le foto dei membri del cast che si ritrovano a New York per festeggiare la ricorrenza. Hbo ha deciso di approfittare della rinnovata attenzione per la serie provando a farla conoscere a un nuovo pubblico, alla Generazione Z. Ed ecco che sul canale TikTok del cable network arrivano una serie di brevi video, 25 secondi al massimo, riassunti di tutti gli episodi della serie.

Come scrive Serena Smith su Dazed, la Gen Z dovrebbe odiare i Soprano: la serie di David Chase è piena di violenza, razzismo, sessismo, e la Generazione Z tende a essere «puritana […] quando si tratta di film e serie tv». Smith scrive di due ricerche che provano questa tesi: una secondo la quale metà dei Gen Z considera il sesso «uno strumento narrativo il cui uso è evitabile nella maggior parte delle serie tv», un’altra che dimostra che i più giovani preferiscono storie che raccontano «vite simili alla loro». Non esattamente la descrizione di uno show su un capo mafia del New Jersey che cerca di tenere assieme la sua vita tra crisi d’identità, guerre tra gang, famiglia disfunzionale e relazioni extraconiugali.

Sorprendentemente, però, la Gen Z sembra apprezzare. Probabilmente c’entra il modo – pionieristico, in effetti – con il quale I Soprano racconta la salute mentale. Forse c’entra anche la moda: Carmela e Adriana, due delle protagoniste femminili della serie, sono diventate l’incarnazione del trend #mobwife, hashtag che nelle ultime settimane ha accumulato 38 milioni di visualizzazioni su TikTok. Sicuramente c’entra anche l’umorismo tipico dello show, così nichilistico e pessimista, e allo stesso tempo così versatile e memabile. Riassumendo con le parole di Smith, insomma, vale la pena guardare (e riguardare) i Soprano per tutte queste ragioni, che alla fine sono una ragione sola: «Parliamo di una delle serie meglio scritte nella storia della tv».

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