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In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.
Tom Verlaine dei Television aveva una collezione di 4 mila vinili e adesso quella collezione è in vendita I vinili del frontman dei Television si potranno acquistare sulla piattaforma Discogs oppure nel negozio di dischi Academy Recors, a Brooklyn.
Quest’anno il Glastonbury non ci sarà perché gli organizzatori vogliono far “riposare” il terreno sul quale si tiene il festival Lo chiamano anno di maggese, ce n'è uno ogni cinque edizioni del festival, serve a far ricrescere l'erba e a far brucare tranquille le mucche.
In Francia hanno approvato una legge che equipara l’ultra fast fashion a sigarette e alcolici Una legge che va a limitare fortemente le attività di colossi come Shein, Temu e AliExpress, imponendo una nuova tassa e il divieto di pubblicità.
L’ondata di caldo è stata una catastrofe per i festival musicali indipendenti, che già se la passavano piuttosto male Solo nello scorso fine settimana ci sono state una mezza dozzina di cancellazioni di concerti e festival annullati. Alcuni rischiano di non tornare più.
A Balenciaga piace così tanto Substack che è diventata la prima maison di moda a farci una partnership La maison utilizza la piattaforma da tempo: lì ha annunciato l'arrivo di Piccioli e fa anche le dirette streaming delle sfilate

Come una rivista di videogiochi è arrivata a dominare 1/3 del mercato giornalistico su tablet

27 Agosto 2013

Promemoria per la prossima discussione sul “futuro del giornalismo”: ricordarsi di non contare troppo sulle versioni per iPad delle riviste. Almeno per ora.

Secondo una ricerca della Alliance for Audited Media statunitense, nella prima metà del 2013 solo il 3,3% della circolazione totale di riviste e quotidiani (ovvero 10,2 milioni di abbonamenti in tutto) sarebbe “passato” per i tablet. Non è una buona notizia, visto che in molti casi le edizioni digitali sono prodotti molto costosi che rappresentano investimenti di un certo peso, specie in un periodo di crisi come questo.

Se da un lato si può dire che con l’inevitabile diffusione capillare di tablet anche il numero di abbonamenti prima o poi crescerà, il dato più stupefacente è però un altro, ed è legato a una rivista specializzata in videogiochi. Il suo nome è Game Informer e la sua edizione per tablet (Apple e Android) conta circa 3 milioni di abbonati, ovvero quasi un terzo del totale delle iscrizioni a testate giornalistiche “mobile”, nota Advertising Age.

Game Informer è una vecchia gloria del giornalismo sui videogiochi; mensile fondato nel 1991 appartenente alla catena di negozi specializzati GameStop, sfrutta la spinta di un’offerta promozionale molto conveniente: i clienti più affezionati dei punti vendita possono infatti chiedere la PowerUp Rewards Pro Card, una “tesserà fedeltà” con la quale possono accedere a offerte e sconti – e ogni mese, ricevere una copia di Game Informer.

La tiratura totale della rivista è di 7,8 milioni di copie al mese: di queste 4,9 milioni sono cartacee, il resto digitali. Secondo Rob Borm di GameStop, più del 99% delle iscrizioni al magazine sono legate alla carta fedeltà della catena, una trovata che dal 2010 ha fatto decollare gli abbonamenti per tablet da quota 4,844 copie agli impressionanti numeri di oggi.

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