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I protagonisti della nuova campagna di Zegna sono Mads Mikkelesen ma soprattutto i Giardini d’inverno di Pietro Porcinai Né serra né veranda, ma ponte ideale tra i luoghi dell'abitare e il paesaggio. Fu realizzato negli anni 60 e da allora è rimasto invariato.
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Il giorno di San Valentino più di un milione di iraniani della diaspora sono scesi in piazza in tutto il mondo per protestare contro il regime Era dal 1979 che non si vedevano manifestazioni così partecipate di iraniani che vivono lontano dall'Iran.
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Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
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È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.

Furiosa è un tale flop che dopo tre settimane tantissime sale lo hanno già rimosso dalla programmazione

11 Giugno 2024

Il 5 giugno Tom Brueggeman pubblicava su IndieWire un pezzo intitolato “We Knew 2024 Box Office Would Be Bad. But Not This Bad”. Spiega, Brueggeman, che era ampiamente prevista una diminuzione degli incassi del botteghino americano, ma nessuno aveva previsto una diminuzione tanto grande. E dire che le previsioni non erano affatto ottimistiche: c’era una peggiore delle ipotesi che prevedeva per il mese di giugno incassi intorno ai 700 milioni di dollari, cioè il 30 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso. Ma, appunto, si trattava di un worst case scenario, una di quelle possibilità che costituiscono esercizi teorici e niente più (e anche consolazioni: si può sempre dire che poteva andare peggio, in questo modo). Incassi del botteghino americano a giugno 2024: meno 25 per cento rispetto alla prima metà del 2023. A tanto così dalla peggiore delle ipotesi immaginata dal peggiore dei pessimisti.

Il guaio non è soltanto americano, però. Nell’ultimo fine settimana anche le sale italiane hanno registrato il 40 per cento di incassi in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: al cinema in questi giorni sono andate soltanto 415.524 persone, per un incasso di appena 2.249.513 (dato che aggiunge paura alla paura: buona parte di questi incassi sono del film dei Me contro Te, attualmente secondo al box office e soltanto ieri superato da Kinds of Kindness). Di questo giugno disastroso è diventato simbolo Furiosa di George Miller: dopo essere stato recensito benissimo a Cannes, si sperava che il film avrebbe ripetuto il successo di Fury Road. Non è andata così: sin dal primo fine settimana di programmazione si era capito che il film sarebbe andato male. Poco più di 30 milioni di dollari incassati tra Usa e Canada, e più o meno la stessa cifra al botteghino mondiale. In Italia, dal 23 maggio, giorno dell’uscita, a oggi, il film ha incassato poco meno di 1 milione e 600 mila euro.

Dal weekend d’apertura a oggi le cose non hanno fatto che peggiorare. Furiosa è diventato subito un flop, ormai i produttori sperano di riuscire a rientrare almeno della spesa: budget di 168 milioni di dollari, ai quali bisogna aggiungere i costi per la promozione e la distribuzione. Il film sta andando così male – negli Usa nell’ultimo fine settimana ha incassato soltanto 4 milioni e 200 mila dollari ed è uscito dalla Top 5 – che quasi mille sale americane (per la precisione 880) hanno deciso di eliminarlo dalla programmazione. George Miller aveva detto che un altro film della saga ci sarebbe stato se Furiosa fosse andato bene. Visto com’è andata, possiamo dire con ragionevole certezza che questo sarà l’ultimo capitolo della saga di Mad Max.

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