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13:35 venerdì 20 marzo 2026
C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico.
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.
Gli impallinati di alieni sono convinti che gli Usa stiano per dire che gli alieni esistono perché il governo ha registrato il dominio aliens.gov Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».
Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.
Per i 25 anni della saga si terrà un rave party a tema Signore degli Anelli in cui il dj sarà Elijah Wood, cioè Frodo Baggins Insieme all’attore Zach Cowie, suo partner nel duo Wooden Wisdom, Wood guiderà un «rave in pieno stile Terra di Mezzo» il prossimo 31 maggio.
Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026 Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.
Tulsi Gabbard, la Direttrice dell’Intelligence Usa, ha detto che non c’è nessuna prova che l’Iran stesse costruendo una bomba atomica Contraddicendo apertamente Trump, che il 4 marzo aveva detto che «se non avessimo attaccato entro due settimane, avrebbero avuto l'atomica».

Come i vestiti di Friends sono diventati un simbolo degli anni ’90

12 Settembre 2019

Sentire parlare di normcore era qualcosa che Debra McGuire non avrebbe potuto prevedere. O meglio, non all’epoca in cui Friends, la serie comedy per la quale ha fatto da costumista, veniva ancora considerata estranea alle ultime tendenze della moda: uno show in cui i personaggi indossavano esattamente le stesse cose del loro pubblico. Sneaker, jeans 501, t-shirt a collo tondo e felpe slavate. Eppure dalle minigonne tartan di Rachel sino al gusto più maschile e funzionale di Monica, la serie che il prossimo 22 settembre compirà 25 anni ha presto incarnato la nostra idea di come ci si vestiva negli anni ’90, diventando un cult anche nelle sue scelte stilistiche. Dietro ogni capo però, persino dietro a quei pantaloni di pelle che Ross decide di indossare per un appuntamento, c’è stata un’idea precisa e ponderata.

«All’epoca dello show mi fu messa molta pressione affinché gli abiti fossero casual, ma a me non andava. Volevo che i personaggi diventassero fonte di ispirazione, ragazzi di cui il pubblico avrebbe voluto sapere sempre di più», racconta McGuire al Guardian, spiegando: «Si trattava di una serie già “aspirazionale” in termini di stile di vita, quindi avrebbe dovuto esserlo anche per lo stile e basta. Il fatto che una ragazza giovane come Monica vivesse in un appartamento tanto bello era qualcosa di poco realistico, e i loro vestiti non potevano fare altro che seguire questa linea». E così McGuire decise di far indossare a Joy una giacca Armani. «Un attore disoccupato come lui non avrebbe potuto permetterselo, ma le giacche vintage che trovavo non avevano il taglio corretto», continua.

I look di Friends ispirano le passerelle ancora oggi: durante la sfilata per l’Autunno Inverno 2018 di Balenciaga, ad esempio, un modello ha sfilato con una giacca realizzata usando sette strati diversi di capispalla, un omaggio evidente alla scena del secondo episodio della terza stagione, The One Where No One’s Ready, in cui Joey indossa tutti i vestiti di Chandler. Ogni costume, spiega la designer, è stato realizzato pensando interamente alle caratteristiche cromatiche dei personaggi, e a quelle psicologiche. «Per questo Monica era nera, grigia, bianca, bordeaux e Rachel blu e verde. I ragazzi invece li divisi in texture». Ross era in tweed, Chandler indossava camicie a righe mentre Joey si divideva tra maglioni di ciniglia e giacche di pelle. Phoebe? «Era complicata, quindi tutta a schemi».

E come le loro personalità, anche il “fitting”, il modo in cui gli abiti si modellano sul corpo, si è modificato negli anni. «Nel 1994, quando lo show è iniziato, l’abbigliamento era più largo, anche perché allora la gente non indossava capi attillati. Poi si sono fatti più stretti, più scollati». E adesso che Friends è diventato l’emblema della nostalgia dilagante nella moda, l’idea di vestirsi ispirandosi al personaggio che meglio incarna lo spettatore ci si è saldata stretta al corpo. «Phoebe, Joey, Monica, erano tutte identità diverse. Per questo ora capita che i giovani più bohèmienne mi scrivano chiedendomi dove possono trovare i vestiti fluidi di Phoebe, o quelli di Ross, con l’allure da professore di Boston. E io rispondo di prendere i tessuti odierni e recarsi da un sarto. Sono capi inimitabili, come la personalità di ognuno di noi».

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