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22:42 giovedì 30 luglio 2026
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi stanno derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.
La traduttrice dell’Odissea alla cui opera Nolan si è ispirato per il suo film ha detto che Odissea di Nolan è orribile da ogni punto di vista Emily Wilson, autrice della più recente traduzione del poema in inglese, ha firmato una delle più brutali stroncature del film: «Se la sceneggiatura l'avessi scritta io, me ne vergognerei», ha detto.
Le prime stime dicono che la devastazione causata dagli incendi in Francia e Spagna è seconda solo a quella causata dalla Seconda guerra mondiale Macron ha parlato di tempeste di fuoco e della situazione più difficile dal '45. Sánchez ha detto che questa ormai «non è più un'eccezione. È la regola».

Come i vestiti di Friends sono diventati un simbolo degli anni ’90

12 Settembre 2019

Sentire parlare di normcore era qualcosa che Debra McGuire non avrebbe potuto prevedere. O meglio, non all’epoca in cui Friends, la serie comedy per la quale ha fatto da costumista, veniva ancora considerata estranea alle ultime tendenze della moda: uno show in cui i personaggi indossavano esattamente le stesse cose del loro pubblico. Sneaker, jeans 501, t-shirt a collo tondo e felpe slavate. Eppure dalle minigonne tartan di Rachel sino al gusto più maschile e funzionale di Monica, la serie che il prossimo 22 settembre compirà 25 anni ha presto incarnato la nostra idea di come ci si vestiva negli anni ’90, diventando un cult anche nelle sue scelte stilistiche. Dietro ogni capo però, persino dietro a quei pantaloni di pelle che Ross decide di indossare per un appuntamento, c’è stata un’idea precisa e ponderata.

«All’epoca dello show mi fu messa molta pressione affinché gli abiti fossero casual, ma a me non andava. Volevo che i personaggi diventassero fonte di ispirazione, ragazzi di cui il pubblico avrebbe voluto sapere sempre di più», racconta McGuire al Guardian, spiegando: «Si trattava di una serie già “aspirazionale” in termini di stile di vita, quindi avrebbe dovuto esserlo anche per lo stile e basta. Il fatto che una ragazza giovane come Monica vivesse in un appartamento tanto bello era qualcosa di poco realistico, e i loro vestiti non potevano fare altro che seguire questa linea». E così McGuire decise di far indossare a Joy una giacca Armani. «Un attore disoccupato come lui non avrebbe potuto permetterselo, ma le giacche vintage che trovavo non avevano il taglio corretto», continua.

I look di Friends ispirano le passerelle ancora oggi: durante la sfilata per l’Autunno Inverno 2018 di Balenciaga, ad esempio, un modello ha sfilato con una giacca realizzata usando sette strati diversi di capispalla, un omaggio evidente alla scena del secondo episodio della terza stagione, The One Where No One’s Ready, in cui Joey indossa tutti i vestiti di Chandler. Ogni costume, spiega la designer, è stato realizzato pensando interamente alle caratteristiche cromatiche dei personaggi, e a quelle psicologiche. «Per questo Monica era nera, grigia, bianca, bordeaux e Rachel blu e verde. I ragazzi invece li divisi in texture». Ross era in tweed, Chandler indossava camicie a righe mentre Joey si divideva tra maglioni di ciniglia e giacche di pelle. Phoebe? «Era complicata, quindi tutta a schemi».

E come le loro personalità, anche il “fitting”, il modo in cui gli abiti si modellano sul corpo, si è modificato negli anni. «Nel 1994, quando lo show è iniziato, l’abbigliamento era più largo, anche perché allora la gente non indossava capi attillati. Poi si sono fatti più stretti, più scollati». E adesso che Friends è diventato l’emblema della nostalgia dilagante nella moda, l’idea di vestirsi ispirandosi al personaggio che meglio incarna lo spettatore ci si è saldata stretta al corpo. «Phoebe, Joey, Monica, erano tutte identità diverse. Per questo ora capita che i giovani più bohèmienne mi scrivano chiedendomi dove possono trovare i vestiti fluidi di Phoebe, o quelli di Ross, con l’allure da professore di Boston. E io rispondo di prendere i tessuti odierni e recarsi da un sarto. Sono capi inimitabili, come la personalità di ognuno di noi».

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