L'uso dei dispositivi, i social, l'intelligenza artificiale ci stanno allontanando dalla vita vera. Come fare allora a ritrovare una dimensione più umana? Un viaggio tra luddisti, nuove comunità e ispirazioni, nel nuovo numero di Rivista Studio.
Il libro dell’acqua alta a Venezia
Si intitola Era Mare ed è un progetto che racconta la notte del 12 novembre 2019, quando la marea raggiunse i 187 cm nella città lagunare.
La notte del 12 novembre 2019 a Venezia la marea ha raggiunto 187 cm sul medio mare. Un evento eccezionale, ha sommerso le strade e allagato la quasi totalità dei piani terra. Si è scelto di evitare la cronaca d’assalto dei danni in rispetto alle persone colpite, per raccontare l’atmosfera sospesa e fragile di Venezia, della sua laguna e dei Veneziani. Uno scongiuro incerto e distopico per porre alcune domande sul futuro della città. Sul sito del progetto è possibile fare una donazione e acquistare una copia del volume che raccoglie testo e fotografie. L’intero incasso sarà devoluto a: associazione culturale Do.Ve, rete di attività commerciali e privati impegnati nella tutela e valorizzazione di un’estesa area del sestiere di Dorsoduro. L’associazione si impegna ad usare i fondi raccolti per aiutare queste realtà a rialzarsi.
ERA MARE è un progetto di Matteo de Mayda (fotografo), bruno (Andrea Codolo e Giacomo Covacich) e Francesca Seravalle (curatrice).
È il più “schivo” dei musicisti italiani, evita l'autopromozione e limita moltissimo anche i live. E nonostante questo, il suo Una lunghissima ombra è stato uno dei dischi più attesi del 2025. Lo abbiamo intervistato nel nuovo numero di Rivista Studio, che esce oggi.