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17:47 martedì 30 giugno 2026
A Balenciaga piace così tanto Substack che è diventata la prima maison di moda a farci una partnership La maison utilizza la piattaforma da tempo: lì ha annunciato l'arrivo di Piccioli e fa anche le dirette streaming delle sfilate
Oltre a quella di Nolan, quest’anno uscirà anche un’altra Odissea: un audiolibro lungo 13 ore narrato dalla voce di Michael Cane clonata con l’AI L'ha fatto l'azienda AI ElevenLabs e sì, Michael Cane ha dato il consenso a clonare la sua voce e no, l'audiolibro non c'entra niente con il film.
Quella per trovare l’ombra, quella per cercare le fontanelle, quella per lamentarsi del caldo e tutte le app di cui abbiamo scoperto di avere un disperato bisogno per colpa dell’ondata di caldo E si chiamano rispettivamente shademaps.app, fontanelle.org e troppocaldo.it. Difficilmente potremo farne a meno nel futuro.
La Filmoteca Española, la Cineteca Nazionale italiana, la Cinémathèque Française e il Filmmuseum di Monaco lavoreranno assieme per ricostruire il leggendario Don Chisciotte di Orson Welles Un'"alleanza" per compiere un'impresa considerata impossibile: portare finalmente a termine il sogno che Welles inseguì per tutta la vita.
Mamdani è riuscito a bloccare per almeno un anno l’aumento dell’affitto di quasi metà delle case di New York «Una vittoria storica per gli inquilini di New York», così il sindaco ha commentato la decisione, ufficializzata dal voto del Rent Guidelines Board.
Dua Lipa ha aperto in Portogallo una biblioteca tutta dedicata a libri censurati o vietati Si chiama Manifesto Library e raccoglie cento libri, divisi in quattro sezioni: potere, controllo, voce e memoria.
Senza il “contributo” degli esseri umani l’ondata di caldo in Europa ci sarebbe stata lo stesso ma la temperatura sarebbe stata di almeno 3,5 gradi più bassa Lo dimostra una ricerca del World Weather Attribution, che ha analizzato i dati climatici di 854 città in 30 Paesi europei.
Per la prima volta nella sua storia Prada ha scelto un ambassador palestinese, il musicista Saint Levant Ovviamente, sui social è arrivata subito la polemica, accesa da un dettaglio nell'outfit dell'artista alla Fashion Week di Milano.

Esiste un font della gentrificazione e si chiama Neutraface

23 Maggio 2023

«Se esci di casa e inizi a vedere questo carattere tipografico sulle case del tuo quartiere, potrebbe essere un segnale che gli affitti stanno salendo», scrive Frida Garza sul Guardian. Il carattere tipografico in questione, rinominato nell’articolo “il font della gentrification” si chiama Neutraface: prima di approdare sui muri delle case a indicare il numero civico, il nome del complesso di appartamenti rimessi a nuovo o le insegne di bar e locali, è apparso sul New Yorker e nel titolo della serie Hbo Girls. Neutraface è un carattere tipografico noto per le sue linee pulite e la sua leggibilità a distanza: tra i primi a teorizzare la sua esistenza sono stati alcuni utenti di Twitter nel 2020, pubblicando la foto di un numero e dichiarando senza troppi giri di parole «questo è il font della gentrification». Uno di questi tweet diventò virale e scatenò una pioggia di commenti di persone che riconoscevano il carattere tipografico. «Sta sempre su un edificio che è stato messo insieme in poche settimane, è di un brutto colore grigio e ha strane finestre lunghe», diceva qualcuno, oppure «potremmo chiamarlo “abbatti un edificio classico per erigere un abominio finto-minimalista con dettagli in legno” font», e ancora «di sicuro le persone che vivono lì scrivono libri, prendono il pane da Panera Bread e usano il termine “estetica urbana”». Da allora gli avvistamenti di Neutraface si sono moltiplicati, come un virus che si propaga per tutto il mondo.

Nel corso degli anni la famiglia di caratteri tipografici Neutraface, lanciata nel 2002 da House Industries, azienda statunitense specializzata nella creazione di type, è diventata il porto sicuro di designer e sviluppatori, in particolare quando si tratta di numeri civici. Nelle intenzioni, il minimalismo di Neutraface, con le sue linee sottili e appuntite, dovrebbe aggiungere a un edificio «fantasia ed eleganza», come scrive Frida Garza sul Guardian, sottolineando anche come il nome e lo stile del font sia ispirato all’architetto austriaco-americano Richard Neutra, famoso per i suoi edifici modernisti e per come, durante tutta la sua vita, cercò di coniugare accessibilità e bellezza. Un collegamento che rende il vero destino del font ancora più stridente: nella realtà, i numeri civici in Neutraface hanno iniziato ad essere associati a lavori di ristrutturazione a basso costo svolti in tutta fretta, aumenti spropositati dell’affitto e del valore dell’immobile e persone improvvisamente costrette ad abbandonare case e quartieri in cui hanno abitato per anni perché non possono più permetterselo.

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