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10:32 giovedì 20 agosto 2026
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.

Alle europee la Finlandia ha detto qualcosa di sinistra

10 Giugno 2024

Uno dei classici della Seconda Repubblica era la reazione degli elettori di sinistra dopo l’ennesima vittoria di Berlusconi: prima veniva l’analisi della sconfitta e poi l’annuncio dell’imminente trasloco in un Paese elettoralmente affine. Negli anni si sono preannunciati esodi – mai verificatisi, poi – nella Spagna di Zapatero, nella Francia di Hollande, nella Grecia di Tsipras, nel Portogallo di António Costa. Adesso a questa lista si aggiunge anche la Finlandia, uno dei pochissimi Paesi d’Europa – assieme a Svezia e Danimarca, dove le cose sono andate in maniera abbastanza simile – che della già ribattezzata “onda nera” non ha subìto nemmeno gli schizzi. Anzi: la leader dell’Alleanza di Sinistra Li Andersson è stata la candidata più votata di tutta questa tornata elettorale finlandese. Ieri sera, intorno alle 20:30, quando non era stato scrutinato nemmeno il 60 per cento delle schede, Andersson aveva già battuto il record di preferenze – 157 668 – stabilito da Paavo Väyrynen del Partito di Centro. Finito il conteggio, le preferenze per Andersson sono state quasi 250 mila. «Sono sconvolta», ha commentato lei nelle numerose interviste concesse nelle ultime ore. 

Anche per i Verdi questa tornata elettorale è stata positiva: Ville Niinistö è stato eletto per un altro mandato al Parlamento europeo e si è detto soddisfattissimo del successo riscosso da Andersson. «Nelle elezioni parlamentari c’è stato il fenomeno Sanna Marin, in quelle presidenziali abbiamo assistito al fenomeno Pekka Haavisto [uno dei leader dei Verdi finlandesi, ndr] e adesso è arrivato il fenomeno Li Andersson. Nel successo del centro sinistra rientrano anche i due seggi al Parlamento europeo mantenuti dal Partito socialdemocratico e i due guadagnati, appunto, dall’Alleanza di Sinistra: si tratta di Merja Kyllönen, ex ministra dei Trasporti del governo Katainen, e Jussi Saramo, capogruppo del partito nel Parlamento finlandese. Detto questo, a “vincere” le elezioni europee è stato il Partito di Coalizione Nazionale dell’attuale Primo ministro Petteri Orpo, (centro destra, liberale, conservatore), votato da un quarto degli elettori. 

L’unico ad aver perso è Riikka Purra, leader dei Veri Finlandesi: il partito avrà soltanto un rappresentante nel prossimo Parlamento europeo. Siccome la globalizzazione ha interessato anche la politica, la scusa che hanno trovato i Veri Finlandesi, tra le altre cose partito smaccatamente euroscettico, è quella che stiamo sentendo ripetere anche agli euroscettici di casa nostra: «Ai nostri elettori non importa delle elezioni europee, anzi, le evitano proprio».

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