Hype ↓
08:35 domenica 22 marzo 2026
Chopper, il medico della ciurma Cappello di Paglia in One Piece, è stato nominato ambasciatore di Medici Senza Frontiere «La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
La foto che tutti i giornali stanno pubblicando negli articoli sulla vera identità di Banksy non ritrae Banksy ma un tizio qualunque fotografato mentre lavorava vicino a un’opera di Banksy L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».
Al trailer di Spider-Man: Brand New Day è bastato un giorno per diventare il trailer più visto di tutti i tempi Ha totalizzato 718 milioni di visualizzazioni in 24 ore, sbriciolando il precedente record detenuto dal trailer di No Way Home.
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.
Un marinaio della portaerei francese Charles de Gaulle ne ha rivelato a tutti l’esatta posizione loggando la sua corsetta mattutina su Strava Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.
C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico.
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.

Sempre più serie tv e film si basano su articoli di giornale

Quello tra cinema e magazine è un business che esiste da decenni, ma con la tv di qualità sembra essere rifiorito.

di Studio
21 Maggio 2019

Presentare una sceneggiatura di un film o di una serie tv è un affare complicato. Bisogna incontrare le persone giuste ed essere in grado di convincerle in tempi rapidi della validità di un progetto, spesso con in mano uno script solo accennato oppure, come accade sempre più di frequente, a partire da un articolo di giornale. Lo ha segnalato recentemente anche Bloomberg: in un momento in cui la televisione di qualità (“peak tv”, come la chiamano gli americani) vive la sua epoca di massimo splendore, essa può diventare anche un’ancora di salvezza per quell’editoria che ristagna in una crisi cronica, che riguarda ormai i media cartacei così come quelli digitali. O perlomeno, lo è per quei fortunati giornalisti-scrittori che riescono a “vendere” le loro storie agli studi di produzione. Questo significa varie cose: e cioè che un articolo oltre a essere la fonte di ispirazione originale per lo sviluppo multimediale di una storia, può essere oggi il metodo più veloce e meno costoso per opzionarne i diritti, ma anche un’alternativa più efficace della breve sinossi, utile anche a tirare a bordo gli attori, che possono appassionarsi a una storia che è già stata letta e apprezzata – magari perché già diventata virale – dal pubblico.

Nella grande industria dell’intrattenimento americano il legame tra le riviste patinate, i grandi quotidiani e l’industria cinematografico-televisiva non è nuovo: il periodo d’oro, manco a dirlo, sono stati gli anni Novanta, culminati con l’esperimento della Miramax di Harvey Weinstein con Talk Magazine, guidato dal 1999 al 2002 da Tina Brown, che sembrava inaugurare un modello di compenetrazione la cui portata si rivelerà largamente sovrastimata. Era ancora il periodo in cui le copertine dei giornali avevano il potere di “costruire” le star e il mondo dell’editoria pensava a come allargare la propria influenza, mentre di lì a pochi anni si sarebbe sorpreso a rimpicciolirsi sempre di più. Al New York così come al New Yorker, all’Atlantic così come al New York Times, d’altra parte, c’è una longeva tradizione di autori le cui storie si sono poi trasformate in prodotti audiovisivi, o quantomeno sono stati presi in considerazione, senza contare poi i casi eccezionali come quelli di Graydon Carter, direttore di Vanity Fair dal 1992 al 2017, che oltre ad aver reso il suo giornale punto di riferimento per tutta l’élite hollywoodiana (organizzando, ad esempio, il party più esclusivo degli Oscar) ha lavorato come consulente, produttore esecutivo e autore per il cinema. Gli esempi sono tanti: si pensi a The Bling Ring di Sofia Coppola, tratto dall’articolo di Nancy Jo Sales “The Suspects Wore Louboutins” uscito nel 2010 proprio su Vanity Fair, oppure a “Death and Dishonor”, un reportage dall’Iraq di Mark Bolan pubblicato nel 2004 da Playboy su cui si basa Nella valle di Elah di Paul Haggis e ancora “Tribal Rites of the New Saturday Night”, un pezzo firmato da Nick Cohn sul New York che è l’ispirazione de La febbre del sabato sera con John Travolta.

Quello che fino agli anni Novanta si faceva con il cinema, si fa oggi con la tv, dicevamo: segnala infatti Bloomberg che «tutte quelle aziende che hanno soldi da spendere, tra cui Netflix, Amazon, Apple e Walmart, stanno provando a immaginare il futuro dell’intrattenimento domestico lavorando a stretto contatto con i media tradizionali». Mentre la guerra dello streaming è in atto, insomma, queste grandi case di produzione hanno iniziato a commissionare «ingenti quantità di programmazione originale, provocando una sorta di boom inflazionistico nella produzione televisiva». Secondo i dati della rete via cavo FX, nel 2018 il numero di programmi tv commissionati è arrivato a 500, più del doppio rispetto a quelli di un decennio fa. Contemporaneamente, «il numero di articoli di riviste opzionati dagli studi televisivi e dai servizi di streaming è aumentato vertiginosamente, così come i prezzi. Gli articoli che gli studios opzionavano per 5.000 o 10.000 dollari, ora possono costare da 25.000 ai 50.000 dollari. Alcuni hanno addirittura superato la soglia dei 100.000». Si pensi ad autori come David Kushner, firma di Wired e Outside fra gli altri, che ha venduto all’incirca 15 suoi progetti a diversi studi di produzione, o a Chris Jones, il cui racconto “Away” pubblicato da Esquire diventerà una serie Netflix e a Michelle Dean, il cui reportage su Buzzfeed News diventerà una serie “true crime” su Hulu. Poi c’è chi, come l’ex direttrice di Teen Vogue Elaine Welteroth, ha lasciato l’editoria per dedicarsi alla scrittura televisiva. Piano, però, a considerare quest’opzione un lido sicuro per i giornali/giornalisti in difficoltà: come dimostra il caso di Vox Media, che ha recentemente acquisito il magazine-casa di produzione Epic Magazine proprio per incrementare la sua capacità di storytelling, quello con la serialità televisiva e la sala cinematografica è un legame da costruire con oculatezza, preparandosi a continui rifiuti e a lunghi tempi d’attesa. Un po’ come raccontare storie, in fondo.

Articoli Suggeriti
La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità su Chuck Norris

In pochi hanno visto i suoi film, pochissimi al di sotto dell'età pensionabile hanno visto Walker Texas Ranger, nessuno conosce le sue terribili idee politiche, ma tutti hanno visto i meme basati su di lui. Ed è quello che oggi piangiamo: non Norris, ma l'internet della nostra giovinezza.

Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI

L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.

Leggi anche ↓
La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità su Chuck Norris

In pochi hanno visto i suoi film, pochissimi al di sotto dell'età pensionabile hanno visto Walker Texas Ranger, nessuno conosce le sue terribili idee politiche, ma tutti hanno visto i meme basati su di lui. Ed è quello che oggi piangiamo: non Norris, ma l'internet della nostra giovinezza.

Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI

L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.

Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli

La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.

In Arco di Ugo Bienvenu c’è tutto il bello dell’animazione occidentale e orientale

Candidato all'Oscar, ispirato dai fumetti di Moebius e da quelli di Akira Toriyama, Arco è un omaggio all'arte stessa dell'animazione. Ne abbiamo parlato con il regista, Ugo Bienvenu.

Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo

L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.

Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026

Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.