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22:44 sabato 27 giugno 2026
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
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Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “collezionare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.

Fedez vuole diventare Cruciani ma non ci riuscirà

Ha un nuovo podcast, una nuova estetica, nuovi alleati e nuovi nemici: Federico Lucia è entrato nella sua fase "impresentabile" sperando così di salvarsi dall'irrilevanza.

11 Dicembre 2024

La carriera mediatica di Fedez sta vivendo una seconda giovinezza, in cui il cantante di Rozzano torna a essere “anti-sistema”, un sistema che però ha rappresentato per troppo tempo. Dalla rottura con Chiara Ferragni, stiamo vivendo una seconda fase di “Fedez contro il sistema”, cioè del Fedez in qualche modo impresentabile. Se prima, però, era impresentabile in quanto tatuato, popolare (inteso come del popolo), come può oggi che è una delle persone più famose d’Italia essere davvero impresentabile? Gli ultimi due exploit del Fedez impresentabile arrivano da YouTube, la piattaforma che ancor prima di Instagram e Twitter ha dato la fama a Federico Lucia, grazie ai vlog sulla sua vita che definì la sua estetica e il suo linguaggio comunicativo. Il primo, in ordine cronologico, è la sua partecipazione a Real Talk, un format capitanato da uno dei producer storici della scena (“Bosca”) in cui rapper si presentano davanti al microfono per dimostrare di avere le skill da veri rapper, con una serie di freestyle (intesa all’americana, ovvero brani scritti di getto, senza particolari pretese contenutistiche, ma che mirano in qualche modo a mostrare le qualità davanti al microfono del rapper in questione).

Ora, senza entrare nel giudizio artistico o estetico, quello che ci troviamo davanti a Real Talk è la nuova versione del cantante – non lo citeremo mai come rapper perché lui per primo dice di non essersi mai definito tale – o almeno la versione che sembra essergli più congeniale: quella del bad boy ferito. Davanti alla telecamera di Real Talk e alle urla di Khouma, l’emcee (anche se forse sarebbe meglio dire il vocalist) del format, Fedez rispolvera la querelle con Tony Effe, addirittura quella con Dikele, figlia di un’intervista che ormai ricorda solo lui, ovviamente quella con Chiara Ferragni e il suo nuovo compagno e infine, con tanto di dito medio che sarebbe perfetto accompagnato da un cartello “non entrate!” sulla porta della cameretta, non le manda a dire neanche a Beppe Sala. In tutto questo, nonostante, lo ricordiamo ancora, abbia passato anni a dire di non essere un rapper, cita Fobia e Emilietto, che i più conosceranno come Ghali ed Emis Killa, a dire che in questo gioco lui esiste da prima del tuo rapper preferito. Ciliegina sulla torta, accusa il famigerato nemico immaginario di comprare gli stream e annunciare sold out non veritieri, accuse che in passato sono state rivolte anche allo stesso Fedez, soprattutto ai tempi di Paranoia Airlines.

Come già successo ciclicamente, dunque, Federico Lucia torna a indossare una maschera: negli anni è stata quella del boomer impacciato che si circonda di amici giovani, prima era Rovazzi, poi divenne Luis Sal, infine una sequela infinita di streamer che ora invece sembrano essere sul suo Death Note. Poi quella del cittadino modello che riceveva dal Sindaco di MIlano – un tal Beppe Sala – l’Ambrogino d’Oro. Infine c’è stata quella del difensore dei diritti civili che si è rapidamente trasformata anche nel martire censurato, che tremante leggeva un discorso apparentemente censurato sul palco del Primo Maggio.
Oggi, invece, Fedez vuole essere l’impresentabile: quello che frequenta pregiudicati, ma nei quali vede un riuscito re-inserimento nella società, quello con il telefono sotto controllo, quello di cui – incredibilmente! – tutti parlano. Così va ospite alla Zanzara, dove elogia lo stile comunicativo del Generale Vannacci a dispetto di quello di Elly Schlein, e poi si stupisce se l’opinione pubblica rimane perplessa di quella che lui chiama un’analisi, ma che anche i più distratti vivranno come una provocazione.

Provocazione che è utile per spingere la terza puntata del suo nuovo podcast, nato dalle ceneri di Muschio Selvaggio, ovvero Pulp Podcast. Che dopo una puntata sulla sindrome di Tourette e una sul Vaticano – tema tra i più cari al nostro – si presenta in studio con nientepopodimeno che il Generale Vannacci. Una puntata di un’ora e venti in cui Fedez sembra dire più a se stesso che al pubblico che «è solo un confronto, basta con le battaglie ad personam». Così, in quest’ora e venti, piuttosto che Giuseppe Cruciani, da cui sembrava volere una sorta di passaggio di testimone, Fedez sembra la versione downgrade dei podcast trash americani, che non ha mai nascosto di ammirare e dai quali si ispira: proprio come Logan Paul, dunque, che ospita Donald Trump nel suo podcast, Lucia finge di non conoscere le regole di internet e presta la spalla al processo memificatore di un uomo che sta inquinando i pozzi della discussione, piuttosto che proporre delle “idee”, costruendo una puntata che non aggiunge nulla alla discussione intorno ai vaneggiamenti del nostalgico della Xª Flottiglia M.A.S, ma che sembra piuttosto costruita per far sì che si arrivi dalle reaction di Vannacci a “Mi Piacciono Le Armi” di Simba La Rue.

Nel mentre Vannacci espone le sue elucubrazioni, Fedez fuma un blunt di americana memoria, arrivando a «essere fattissimo», con il quale posa in una foto promozionale che vede il generale fare il simbolo del già citato corpo della Marina fascista. Ma persino in questa foto la volontà di Fedez di risultare tenebroso piuttosto che impresentabile traspare ben al di là della coltre di fumo che gli copre il volto.
Il blunt, appunto, la maglia warholiana che raffigura Che Guevara, il calendario dell’ospite in bella mostra sembrano davvero, più che il tentativo di essere respingente come il maestro Cruciani, un gesto tafazziano, come già ai tempi del podcast col muschio sottolineava Alessandro Barbero scoprendo che la maglia col logo McDonald’s che il suo intervistatore vestiva non era uno sponsor, ma un raro e costoso pezzo di merchandising (di Travis Scott, aggiunge chi scrive). Una continua rincorsa alla coolness, che però nessuno sa davvero definire cosa sia e che restituisce solo un’aria viziata di sudorazione incontrollabile, un tappeto cosparso di Kleenex o calzini goffamente nascosti e un urlo “non siete i miei veri genitori”, che più che impresentabile rendono il nostro un uomo da seguire, per capire da quale amico passerà la notte il giorno che deciderà di scappare di nascosto dalla camera, dopo un brutto due in matematica.

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