Hype ↓
02:18 mercoledì 7 gennaio 2026
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.
Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.
Una delle ragioni per cui Maduro è stato catturato sarebbero i balletti che faceva in pubblico e che infastidivano Trump Trump avrebbe interpretato quei gesti come una provocazione e avrebbe quindi deciso di dimostrare che le precedenti minacce non erano un bluff.
Gli sciamani peruviani che ogni anno predicono il futuro avevano predetto la caduta di Maduro Durante l'abituale cerimonia di fine anno avevano avvertito della cattura del presidente venezuelano, e pure di un'imminente e grave malattia di Trump.
A nemmeno quarantott’ore dal colpo di Stato in Venezuela, Trump ha già minacciato altri quattro Paesi Stando a quello che ha detto Trump, i prossimi a doversi preoccupare sono Cuba, Colombia, Groenlandia e pure il Messico.
Le azioni di Warner Bros. sono salite del 170 per cento da quando è iniziato il triangolo con Netflix e Paramount L'offerta d'acquisizione di Netflix e la battaglia con Paramount hanno trasformato Warner nel titolo più desiderato del 2025.
Xavier Dolan ha confermato che non è più in pensione e che quest’anno girerà un nuovo film Dopo aver annunciato l’addio al cinema nel 2023, il regista ha deciso di tornare a lavoro e ha mostrato una nuova sceneggiatura su Instagram.

Exploring the Valentino logo

The Valentino Garavani VLogo Signature artbook, commissioned by creative director Pierpaolo Piccioli, explores the logo of the historical fashion house through the reinterpretation of 16 magazines.

24 Novembre 2020

When Valentino returned to show in Italy during Milan Fashion Week last September, the brand’s creative director Pierpaolo Piccioli spoke of a “re-signification” of the brand’s codes which, for the occasion, showed for the first time in the industrial space of the former Macchi foundry in the Bovisa area, definitely a different area, in terms of use and architectural style, from the Parisian buildings that Valentino has inhabited in recent history. That work on codes is something that particularly interests Piccioli who, in his path, has committed to rewriting the brand through the lens of contemporaneity, starting with the concepts, both controversial and not easy to interpret, of exclusivity and inclusiveness. The exploration of models of beauty that for a long time have been considered “different” or have been systematically ignored, for example, has allowed the creative director to demonstrate how the heritage of a brand such as Valentino can adapt with the lightness of the classics to new faces, new bodies and new identities.

The Valentino Garavani VLogo Signature artbook, of which we share some preview images here on Rivista Studio, moves in the same direction, that of the rewriting, or rather, the resemanticization of one of the most iconic elements that characterise a fashion brand, namely its logo. Compendium of clean lines, seventies modernist essentiality and praise of the purity of forms and volumes, the Valentino logo is thus reinterpreted in a special collector’s book through the vision of 16 different magazines from all over the world – including 032c, AnOther, Antidote, Cactus, Commons & Sense, Dapper Dan, Dazed China, Dazed Korea, Dust and Purple – who have given a new meaning to the commercial function of the logo in an iconoclastic way, using free visual associations and with total photographic and artistic freedom. Piccioli took care of the book’s creativity, «intervening on the pages, in a syncretic universe of images, photographs, signs, drawings, characters, writings, words, erasures, corrections, overwriting, scribbles, brush strokes, cuts, repetitions and everything related to the process of transforming ideas into clear and narrable concepts», as we read in the official statement. In this way, the creative director wanted to show the layering of possible meanings that usually escape us because we are too concentrated on the uniqueness of the logo, the product or the campaign. And it does so with a project that is “uncensored” and encourages maximum creative freedom.

The immediacy of the logo and its unique reduction thus explode into a myriad of different interpretations and possibilities, as it has already happened in the September fashion show, where fluffy and romantic dresses alternated with jeans and the new Valentino Garavani Roman Stud. For the launch of Valentino Garavani VLogo Signature, Maison Valentino has planned a series of activations all over the world, from Tokyo to New York. The Valentino Garavani VLogo Signature book will also be available for purchase in selected Valentino boutiques around the world and distributed online on IDEA Books.

Articoli Suggeriti
I look di Mamdani e Rama Duwaji per la cerimonia d’insediamento sono un’ottima dimostrazione che con la moda si può fare politica

Ancora una volta il neosindaco di New York e la first lady hanno dato una grande lezione di stile, unendo scelte simboliche e una consapevolezza tipica della Gen Z.

Nonostante si rifiuti di ammetterlo, la moda ha un grosso problema di precarietà e sfruttamento del lavoro

Le segnalazioni sullo studio di Dilara Findikoglu evidenziano le contraddizioni della moda contemporanea: il divario tra estetica politica e pratiche operative, la retorica del sacrificio creativo e una precarietà sistemica spesso mascherata da valore culturale.

Leggi anche ↓
I look di Mamdani e Rama Duwaji per la cerimonia d’insediamento sono un’ottima dimostrazione che con la moda si può fare politica

Ancora una volta il neosindaco di New York e la first lady hanno dato una grande lezione di stile, unendo scelte simboliche e una consapevolezza tipica della Gen Z.

Nonostante si rifiuti di ammetterlo, la moda ha un grosso problema di precarietà e sfruttamento del lavoro

Le segnalazioni sullo studio di Dilara Findikoglu evidenziano le contraddizioni della moda contemporanea: il divario tra estetica politica e pratiche operative, la retorica del sacrificio creativo e una precarietà sistemica spesso mascherata da valore culturale.

Se anche Demna si fa prendere dalla nostalgia allora per la moda è davvero finita

La nuova collezione Gucci fa emergere un fenomeno già ovunque: l’industria della moda sta guardando sempre più al passato, spesso a scapito di innovazione, immaginazione e persino salute collettiva.

Dario Vitale lascia Versace, appena nove mesi dopo esserne diventato direttore creativo

Era stato nominato chief creative officer del brand, appena acquisito dal gruppo Prada, a marzo di quest'anno.

La moda è diventata imbarazzante?  

Premi di cui a nessuno fuori da quelle stanze importa molto, un generico e sempre più spiccato distacco dalla realtà, gli evidenti problemi con i corpi delle donne: come un sistema intero sta affrontando questi anni difficili (spoiler: abbastanza male).

Anche stavolta il premio di Designer of the Year l’ha vinto Jonathan Anderson

È la terza volta consecutiva, stavolta ha battuto Glenn Martens, Miuccia Prada, Rick Owens, Martin Rose e Willy Chavarria.