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11:24 mercoledì 8 aprile 2026
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.
Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.
L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.

Motivi per preferire un parlamento di politici estratti a sorte

30 Giugno 2017

Non è un mistero che il politico non sia la professione più amata di quest’epoca storica: secondo i dati dell’ultimo rapporto Eurispes, il tasso di fiducia degli italiani nei confronti del parlamento è al 20%, e pressoché lo stesso avviene oltreoceano, dove il Congresso americano si ferma a quota 19% della popolazione statunitense. Scrivendo su Current Affairs, Brianna Rennix e Nathan Robinson propongono una possibile soluzione a questo malcontento: sostituire i politici attuali con politici eletti a caso.

No, davvero: il sorteggio, nelle scienze politiche, è un processo di scelta dei rappresentanti che alcuni sostengono possa far fronte ai mali endemici delle democrazie, cioè la corruzione, le leggi che non rispecchiano nemmeno in parte la decantata vox populi e, beh, il fatto che gli stessi rappresentanti non somiglino molto ai rappresentati (il Congresso degli Stati Uniti d’America, un Paese composto per il 50% da maschi, per il 30% di persone che hanno un diploma di college, e per il 5% di milionari, è composto da un 80% di uomini, da un 95% di ex frequentatori di college e per il 50% da super-ricchi). Naturalmente, si potrebbe obiettare, un parlamento non deve essere la rappresentazione plastica dei cittadini, ma servire da organo istituzionale in grado di decidere efficacemente per loro; ebbene, questo non succede, si nota su Current Affairs: uno studio di Princeton ha messo nero su bianco che il 90% delle preferenze dell’elettorato americano non hanno alcuna influenza sulle decisioni prese a Washington.

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Come farebbe un organo di politici estratti a sorte a sanare queste contraddizioni? Gli autori dell’articolo spiegano innanzitutto che ponendo un limite di un solo mandato, gli eletti – si fa per dire – saranno meno propensi a farsi irretire dai cosiddetti poteri forti. Ma c’è dell’altro: con i budget in gioco nelle campagne elettorali (che, si nota en passant, nel caso di Grande Riforma del Sorteggio potrebbero finire in opere di pubblica utilità), è normale che a primeggiare e finire in Campidoglio siano esattamente le persone che sono disposte a tutto per ottenere quel risultato, persone dunque di animo gretto e interessate più a loro stesse che al bene del Paese. Per riassumere, comunque, Rennix e Robinson hanno preparato un comodo specchietto che spiega pro e contro di questa possibile grande svolta nella vita delle nostre democrazie occidentali.

Immagini Getty Images
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