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05:35 venerdì 6 novembre 2026
Tre sex worker si sono stufate delle piattaforme che le sfruttano e censurano, così hanno deciso di fondarsi una piattaforma tutta loro, «la più pro-sex worker del mondo» È nata per accorciare la strada tra i social e i contenuti per adulti, e la gestiscono tre sex worker. Vieta l’AI, commissioni più basse di OnlyFans e promette alle creator una cosa rara in questo lavoro: una comunità.
Il rimedio contro la desertificazione potrebbe venire da una sperduta isola dell’Atlantico che da deserto si è trasformata in giungla Dal 1847, su un’isola vulcanica di Ascension, gli alberi dei Kew Gardens hanno creato una foresta che si mantiene da sola. Gli scienziati la studiano per capire come fermare l’avanzata dei deserti, ma il modello ha dei limiti.
Il paradiso esiste e si chiama Gifcities, il museo che raccoglie tutte le gif apparse sull’internet dei bei vecchi tempi Più di quattro milioni di GIF animate recuperate dalle pagine di GeoCities, grazie all'ennesimo sforzo di conservazione del benemerito Internet Archive.
Le proteste in Francia continuano e adesso agli studenti si sono aggiunti lavoratori di praticamente tutti i settori Lavoratori degli ospedali, degli aeroporti, delle poste, delle scuole, delle ferrovie e molti molti altri: questo fine settimana sono attesi in piazza centinaia di migliaia di persone.
Le banche stanno iniziando a rinegoziare i mutui concessi alle persone che vivono nelle zone più a rischio a causa del Super El Niño Con il super El Niño che si sta formando nel Pacifico, i grandi istituti di credito stanno rivedendo i prestiti esposti a siccità e alluvioni, soprattutto in agricoltura.
Se come noi siete ancora in lutto per la morte di Juan Atkins, il padre della techno, sappiate che su YouTube è stato appena pubblicato uno dei suoi ultimi set in versione integrale L'uomo che a Detroit inventò un suono che non esisteva è morto a 64 anni. Una delle sue ultime esibizioni è stata quella al Dekmantel di Amsterdam, nella scorsa estate. Ora la si può vedere tutta, ancora e ancora.
Nonostante non ci siano stati né incidenti né scontri, la polizia ha comunque sgomberato l’accampamento del movimento per la casa a Puerta del Sol a Madrid Quattrocento agenti hanno allontanato 334 persone dall’accampamento nato dopo lo sfratto e la morte di Maricarmen Abascal. La protesta contro la crisi abitativa, però, continua.
La Casa Museo di Rembrandt offre agli amanti di Rembrandt un tatuaggio di Rembrandt alla modica cifra di 400 euro Il museo dice che non è affatto una trovata pubblicitaria, perché le stampe e i tatuaggi servono alla stessa cosa: far conoscere l'arte di Rembrandt.

Esiste ancora la schiavitù? Questa mappa spiega dove

21 Giugno 2013

Il traffico di essere umani potrebbe essere erroneamente pensato come una pratica risalente alle pagine peggiori del passato. In realtà la schiavitù moderna è una piaga che ancora oggi nel mondo colpisce quotidianamente milioni di persone.

Il Dipartimento di Stato americano ha pubblicato un report che classifica i progressi internazionali nella lotta alla schiavitù, da cui è stata tratta questa mappa. Quest’anno a far parte della schiera dei Paesi meno virtuosi – Iran, Corea del nord, Cuba, Sudan – sono entrati anche Cina, Russia e Uzbekistan.

In Cina la politica del figlio unico e la preferenza per la prole maschile contribuiscono a creare un clima in cui prolifera il traffico di prostitute. Come recita il report, i «trafficanti reclutano ragazze e giovani donne, spesso provenienti da aree rurali della Cina, usando una combinazione di offerte di lavoro truffaldine, l’imposizione di enormi costi di viaggio e minacce di danni fisici ed economici per ottenere e mantenere i loro servizi di prostituzione».

In Russia invece – secondo le stime di David Abramowitz, vice presidente dell’Ong Humanity United – ci sarebbero 50.000 bambini costretti a prostituirsi. Nel Paese di Putin, peraltro, secondo gli stessi dati sarebbero un milione le persone costrette a condizioni di lavoro paragonabili alla schiavitù. Secondo un report di Human Rights Watch questi soprusi sarebbero stati rintracciati anche nei lavori di preparazione alle Olimpiadi invernali del 2014, che si terranno a Sochi, in cui gli operai verrebbero costretti a lavorare «turni di 12 ore, con un giorno libero al mese, la confisca del loro passaporto, con contratti di impiego negati e in strutture sovraffollate e non igieniche.»

(via)

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